Un po' di storia

Voglia di cinema

foto sal averdi anno 1976

Nel gennaio del 1976 l’allora sindaco di Reggio Emilia Renzo Bonazzi presenta in un’affollata Sala Verdi il corso di formazione “Cinema e industria culturale”, una serie di incontri con proiezioni dedicati alla storia del cinema, dalle origini agli anni Trenta. Pensato come seminario di formazione per operatori culturali, il corso raccoglie un vasto e inaspettato interesse e segna l’avvio di un nuovo modo di intendere e proporre le politiche culturali che vedrà una nuova generazione di giovani avvicinarsi alla cultura cinematografica.

Tra i partecipanti al corso vi sono anche coloro che, qualche anno dopo, si sarebbero ritrovati a ideare, costruire e gestire l’inedito tentativo, per un’Amministrazione comunale, di dare vita ad un cinema pubblico.



1984: inaugura il Rosebud

Il 1984, l'anno fatale del Grande Fratello - quello del romanzo di George Orwell, ovviamente - coincide con la data di nascita del Cinema Rosebud, tenuto a battesimo da Nanni Moretti, sotto forma di Centro Giovani. Nella serata inaugurale non tutto fila liscio: una mobilitazione dei gestori dei cinema privati della città, che non vede di buon occhio l’apertura di un cinema comunale, ottiene il risultato di non far giungere per tempo l’autorizzazione necessaria per iniziare le proiezioni e, sebbene annunciato sul programma, il film di Moretti “Sogni d’oro” non viene proiettato. La serata è comunque riuscitissima e la sala è stipata all’inverosimile.

Il progetto del Rosebud si inserisce in quegli anni Ottanta densi di fermenti e iniziative culturali caratterizzati da un nuovo protagonismo delle giovani generazioni che non si accontentano di consumare cultura, ma chiedono di conoscerne i diversi aspetti e di impossessarsi delle tecniche di produzione. Dietro la sua nascita, infatti, c’è un vivace e appassionato fermento di giovani che si confrontano su tutto: il nome da dare al cinema, la scelta della programmazione, la formazione del pubblico e così via. Al Rosebud si vuole proporre molto più che proiezioni cinematografiche, pur di ottima qualità: vengono proposti corsi di fotografia e video-tape, corsi di formazione sulla storia del cinema e sulle tecniche cinematografiche e, grazie anche alla presenza della vicina Biblioteca di Rosta Nuova, attenta a reperire tutte le più importanti pubblicazioni di argomento cinematografico, si propone alla città un'offerta di grande valore culturale.

Giovani al centro

Il cinema Rosebud è parte di un più ampio programma rivolto ai giovani, elaborato dall’Assessorato Giovani del Comune di Reggio Emilia nel 1984. La struttura in cui è collocata la sala comprendeva allora anche un centro di aggregazione per i giovani del quartiere, nonché una sala di montaggio video. Il Vhs era agli esordi, non c'erano i Dvd e i Multiplex e l'ottimismo cinefilo alle stelle: era finalmente nata una sala pubblica dove proiettare i grandi classici, il cinema di ricerca e quello "invisibile", dove “allenare” nuove generazioni alla visione di buoni film e, magari, alla loro produzione.

Ben presto, attorno al nascente cinema si raccolse un gruppo di giovani appassionati cinefili che si ritrovarono coinvolti fattivamente nella sua gestione. L’intitolazione della sala cinematografica fu la prima operazione di grande impegno e complessità, risultato di una votazione tra le diverse proposte dei membri del gruppo che provocarono anche feroci discussioni. "Rosebud" (tratto da Citizen Kane/Quarto Potere di Orson Welles) ebbe la meglio su altre proposte: tra i nomi in ballo vi erano anche “Schermo Bianco” e “Metropolis”.

Presto si costituì un Ufficio Cinema e la sala ampliò la propria programmazione su sei giorni di apertura settimanale, introducendo, oltre alle rassegne, anche le prime visioni in tenitura e le proiezioni per i bambini e per le scuole.

Gli anni Novanta

Negli anni Novanta iniziarono ad addensarsi le prime nubi sul Rosebud: la nuova parola d’ordine delle “dismissioni” pubbliche portò all’azzeramento della quota del bilancio comunale dedicato al cinema. Fu allora che una clamorosa quanto inaspettata mobilitazione del pubblico locale, ma anche di intellettuali a livello nazionale, portò alla formazione dell’Associazione Stranamore, che condusse un’esemplare battaglia civile a difesa della cultura. Il Rosebud era salvo, anche se con un considerevole ridimensionamento del budget.

2005: il nuovo Rosebud

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Nel dicembre del 2005 la ristrutturazione del Rosebud apre una nuova stagione di eccellenza tecnologica che la digitalizzazione (2013) e il nuovo sistema di amplificazione (2022) hanno portato a compimento. Il cinema comunale, in controtendenza con i dati nazionali, è sicuramente una delle esperienze più qualificanti della vita culturale della nostra città e non solo.

Dopo il battesimo con Nanni Moretti, nel corso del tempo sono approdati al Rosebud personaggi come A. Kiarostami, A. Lattuada, G. De Santis, M. Monicelli, E. Kusturica, E. Scola, E. Reitz, P. Weir, F. Wiseman, G. Tornatore e tantissimi altri.

Da alcuni anni è iniziata poi la collaborazione con la Cineteca di Bologna e con la F.I.C.E. Emilia-Romagna (Federazione Italiana Cinema d’Essai) che, anche grazie all'impegno del Rosebud, ha maturato una significativa capacità di circuitare interessanti rassegne sul cinema italiano d'autore. È soprattutto grazie a queste collaborazioni che il Rosebud è stato nuovamente in grado di proporre al pubblico reggiano iniziative importanti, portando nella nostra città ospiti di fama nazionale e internazionale.

A distanza di quasi quarant’anni dalla sua inaugurazione, resta la consapevolezza del contributo che il Rosebud ha fornito alla crescita culturale di intere generazioni, non solo del pubblico ma anche di operatori culturali e di persone che del cinema hanno fatto un mestiere.

Il Rosebud oggi

Il futuro del cinema è anche, e soprattutto, in sala! Classe 1984 e ormai prossimo alla soglia dei 40 anni, dopo due anni di attività a singhiozzo a causa del Covid, il Rosebud riparte carico più che mai!

Il panorama della fruizione cinematografica da quel lontano 1984 è completamente cambiato: dai Vhs si è passati ai Dvd, ai canali tematici e infine alle piattaforme digitali (e, nel mentre, in sala si è passati dalla pellicola al DCP). Il risultato di questi cambiamenti è che oggi tutto può essere visto ovunque, ma questa sterminata offerta, spesso, ci rende ciechi e anche poco consapevoli.

Al Rosebud le scelte non sono guidate da un anonimo algoritmo che decide per voi ma dall’Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia che cercherà di non tradire le aspettative di tutti coloro che continuano a preferire la visione in sala al cinema rispetto alle piattaforme. In questa storica sala, al termine delle proiezioni il pubblico esce quasi sempre stupito da visioni mai banali.

Il Rosebud prosegue ancora oggi con ostinazione la stessa missione di sempre: la costruzione di sguardi e la promozione della cultura cinematografica a 360 gradi. Qui troverete sempre i grandi capolavori del passato e il meglio del cinema di oggi (cinema indipendente, film d’essai) ma anche corsi di cinema e incontri con coloro che il cinema lo “fanno” (registi, sceneggiatori, attori ecc..). Il cinema Rosebud riparte dunque da quel consolidato rapporto con il proprio pubblico che non si è mai reciso, nemmeno nei due anni di pandemia. Un rapporto di fiducia che porta ancora tanti spettatori ad uscire e pagare un biglietto per godersi un film insieme ad altre persone. La sfida più grande sarà poi quella di portare le nuove generazioni in sala con l’idea che, seppur giovanissimi, possano provare il gusto e il piacere di vedere un film su uno schermo assieme ad altri coetanei.

Scarica la pubblicazione realizzata nel 2014 in occasione dei primi trent'anni del Cinema Rosebud.

30 anni di Cinema Rosebud (1984 - 2014)