Fogliano

Ultimo Aggiornamento: 01/11/2017

La frazione di Fogliano (Fujān in lingua reggiana, Foliani in latino) si sviluppa sulla ex strada statale che collega la città di Reggio al comune di Scandiano.
Il nome, come nei casi di altri abitati attorno al capoluogo, è certamente di origine prediale legato alla geomorfologia del territorio (“terra” di “foglie”).
La località era già abitata in antichità: alcuni reperti archeologici sono riferiti al neo-eneolitico e al periodo romano.
Fogliano è nominata per il prima volta nel'888 in un documento che riporta la concessione in enfiteusi di un terreno a tale Auperto di Villa Mocletulo da parte della contessa Berta moglie di tal Conte Suppone. Un altro atto di donazione al vescovo di Reggio di terre in Fogliano risale al 963, anche se il “castello” di Fogliano – come confermerebbero i diplomi di Ottone II e Ottone III (X secolo) – ne confermerebbero l'appartenenza alla Chiesa di Parma.
Nel 1144 la villa era già sede di una pieve cui facevano parte le chiese delle ville (frazioni) limitrofe. Successivamente Fogliano fu data in feudo dal vescovo di Reggio a Guido da Fogliano (o Fogliani) con parte delle decime della chiesa. I Da Fogliano erano signori originari di queste terre, e Guido da Fogliano è considerato il capostipite di questa famiglia “guelfa” che si estinse, a causa di di una lunga serie di delitti e vendette che portarono la famiglia al disfacimento, nel XVIII secolo. Guido, che si era imparentato con papa Innocenzo IV incamerò la parte reggiana dei beni di Matilde di Canossa. Dei suoi figli, Guido II fu capitano del popolo a Reggio; Ugolino, podestà di Perugia; Matteo, podestà di Firenze; Guglielmo, vescovo di Reggio; Gilberto nel 1262 fondò Scandiano. Dopo un breve periodo di signoria estense (1289-1306), dopo la quale furono reintrodotte le istituzioni comunali, Reggio tornò ai da Fogliano con Niccolò, che nel 1333 ne divenne signore. Di Niccolò era figlio il celebre Guido Riccio da Fogliano, condottiero che fu capitano dei Senesi nella battaglia di Montemurlo (1311) contro i Pisani, da lui vinta; l'altro figlio Gilberto II invece fu signore di Reggio fino a quando dovette dare in mano la città agli Scaligeri (1335) che, a loro volta, misero in mano ai Gonzaga. Passata poi Reggio ai Visconti (1371), i da Fogliano, con a capo Francesco, si allearono con gli Estensi per rientrarne nuovamente in possesso. Persa la battaglia di Rubiera nel 1372, Francesco da Fogliano venne da loro giustiziato. Ciò non impedì un riavvicinamento alla casata viscontea del fratello di Francesco Guido Savino che si vide, così, confermati numerosi possedimenti, grazie anche al matrimonio del figlio Carlo con Isotta Visconti.
Nel XV secolo la villa di Fogliano, sede della pieve di San Colombano, aveva giurisdizione ecclesiastica sulle chiese di Pratissolo, Fellegara, Sabbione e Roncadella anche se, nel 1447, venne unita a Borzano. Da allora, l'antica pieve – della quale rimane soltanto un oratorio tuttora esistente nei pressi della ex fermata ferroviaria presso il torrente Lodola – venne declassata a favore della vicina Borzano e ridotta a semplice curazia. Poco più di un secolo e mezzo dopo, a causa dell'inadeguatezza del luogo di culto, i parrocchiani di Fogliano si adoperarono per costruire l'attuale chiesa parrocchiale lungo quella che oggi è la strada per Scandiano. I lavori per la canonica iniziarono nel 1625, e nel 1627 iniziarono le opere per la costruzione della chiesa. L'edificio sacro fu, tuttavia, terminato soltanto nel 1663 e la facciata addirittura un secolo dopo per essere definitivamente modificata tra '800 e '900.
Dal punto di vista demografico documenti d'archivio attestano che nel 1315 a Fogliano vivevano 12 famiglie, passate a 11 nel 1458 e a 150 abitanti nel 1595. Alla fine del XVIII secolo i residenti ammontavano a 351.
In epoca napoleonica Fogliano divenne comune autonomo con Gavasseto, Sabbione e Cacciola per poi passare definitivamente sotto il comune di Reggio, con la Restaurazione, nel 1815. Per queste ragioni storiche Fogliano è ancora oggi uno dei pochi casi, in provincia di Reggio, in cui i confini parrocchiali differiscono dai confini amministrativi, “varcandoli”: alla parrocchia di Fogliano, infatti, appartengono la località di Bosco, che è situata in comune di Scandiano, e i poderi settentrionali di Borzano, in comune di Albinea.
Nel 1883 Fogliano fu attraversata dalla ferrovia Reggio-Scandiano. Costruita dalla ditta Anaclerio di Napoli, che doveva anche gestirla, la linea era stata in un primo tempo erroneamente realizzata sulla strada Reggio-Scandiano. Fu allora che la ferrovia, una volta riattata sulla sede attuale, venne presa in gestione dal Safre (Società anonima ferrovie di Reggio Emilia), poi divenuto Ccfr (Consorzio cooperativo ferrovie reggiane). Sul territorio di Fogliano erano attive due fermate ferroviarie: Fogliano e Bosco, la prima non più in funzione.
Importante influenza sulla villa di Fogliano ebbe la famiglia Veneri, che nella villa possedeva numerosi poderi e tenute acquistati dal capostipite Antonio Veneri (1741-1820), divenuto conte sotto Bonaparte nonché senatore e ministro del tesoro nel regno d'Italia napoleonico. Figlio di commercianti di panni originari di Vetto, uomo onesto e abile contabile, fu nominato dal duca di Modena Francesco III d'Este responsabile dell'annona di Reggio, prestando servizio anche presso i Borbone di Parma, accentando altresì incarichi politici persino a Milano. Di natura umile e generosa Veneri viveva gran parte dell'anno tra le sue fertili terre foglianesi, curando in modo particolare la zootecnia e considerandosi un semplice agricoltore. La famiglia Veneri si estinse nel 1947 con la morte della contessa Amelia. La contessa, con un generoso lascito conferito poi all'Ente morale Veneri – composto da rappresentanti del Comune, del vescovo e della comunità di Fogliano – diede in eredità un'importante somma di denaro che sarebbe servita per la costruzione della scuola dell'infanzia, a lei intitolata e, ancora, oggi unica struttura per l'infanzia presente nella frazione.
Nei primi decenni del Novecento anche a Fogliano si consolidò il movimento cooperativo: anche in loco, infatti, era nata una latteria sociale la cui eredità è tutt'ora rappresentata dal caseificio Villa Fogliano.
Nel 1938 l'amministrazione fascista, che in loco godeva altresì di una locale Casa del Fascio, costruì l'attuale scuola elementare Tricolore.
Di rilievo fu il tributo di sangue che la comunità di Fogliano diede alla causa della libertà con la Seconda guerra mondiale e la guerra di Liberazione. Furono sei i partigiani di Fogliano caduti in combattimento e altri 20 uomini della frazione furono deportati in un campo di lavoro in Germania dopo il rastrellamento del 7 agosto 1944. Uno di essi, William Bertoni, di 18 anni, non fece più ritorno. Nella zona non mancarono anche incursioni aeree alleate, sia a Villa Spadoni, già in territorio di Borzano, e sede di un comando tedesco, che a Villa Ferrari-Curli oggi Miari, anch'essa sede di un comando dell'esercito germanico. In quelle operazioni morì Lauro Vecchi, un ragazzo diciottenne, e rimase gravemente ferita una giovane ragazza, Giuseppina Bonacini.
Il dopoguerra fu caratterizzato dalla tradizionale “divisione” fra la componente socialcomunista della frazione e quella cattolica. Della località Due Maestà, quasi in toto facente parte del territorio della villa di Fogliano, era Afro Tondelli, dipendente del vecchio ospedale di Reggio, iscritto al Pci che cadde sotto il fuoco della polizia il 7 luglio 1960, durante la manifestazione di protesta contro il governo Tambroni.
Sino alla metà degli anni '60 la frazione di Fogliano conobbe un lento spopolamento, dovuto per lo più all'abbandono dell'attività agricola da parte di molti contadini che si trasferivano in città. Dagli anni '70, però, iniziò una prima rilevante espansione edilizia che portò alla costruzione del quartiere Peep di via Quasimodo e di altre lottizzazioni, sicché aumentò sensibilmente anche la popolazione.
Fra gli anni '60 e '70 nacquero le prime piccole industrie locali (si vedano le officine Braglia, che arrivarono a superare i 70 dipendenti), molte delle quali per mano di ex operai delle officine Reggiane. A metà anni '70 vi fu altresì il passaggio di consegne fra il parroco del dopoguerra don Ximenes Azzolini – che costruì il teatro parrocchiale, la chiesetta di S. Anna a Bosco, l'asilo Veneri, la nuova Canonica, e il suo successore.
Negli anni '70-'80 nacque nella nuova zona artigianale di via Melissa il centro sociale di Fogliano (1985) che 15 anni dopo si sarebbe trasferito nella nuova sede di via Nervi. In parrocchia è attivo un circolo parrocchiale Anspi.
Sino al 2010 Fogliano ha conosciuto un notevole sviluppo demografico e residenziale che l'ha portata a dotarsi di numerose aree verdi pubbliche e di una galleria commerciale di vicinato, che comprende un piccolo supermercato.
A causa degli imponenti flussi di traffico presenti sulla ex statale 467, la frazione attende la costruzione della variante all'abitato di Fogliano, di competenza degli enti locali e della Regione, per la quale è stato approvato il progetto preliminare.

Territorio

L'88% della villa di Fogliano è ancora a carattere prevalentemente agricolo: le restanti porzioni di territorio sono invece caratterizzate da aree urbane, costituite dai centri abitati di Fogliano e Due Maestà.
Fogliano è situata nei pressi di un'area di interesse paesaggistico – interclusa fra il canale di Secchia, il torrente Rodano-Lodola e il rio Acque Chiare – e da un SIC (sito di interesse comunitario tutelato dall'Unione Europea) che si estende sino alla Bazzarola includendo altresì dei fontanili.
Gli strumenti urbanistici prevedevano una vasta area di espansione residenziale fra la ex statale e la ferrovia che però sarà riportata a destinazione agricola.
Le aree produttive sono presenti in via Melissa, sul lato ovest del centro abitato, e sulla ex statale 467 (via Enrico Fermi), dov'è presente il caseificio sociale Villa Fogliano. Le piccole industrie che operano a Fogliano operano principalmente nella meccanica, nell'arredamento, nei trasporti, nella fotografia, nella ristorazione, nell'alimentazione, nel comparto elettrico. Sono presenti diverse aziende agricole zootecniche: principalmente allevamenti bovini e un allevamento suinicolo.
La zona, di alta pianura, è ricca di elementi di interesse storico-tipologico di pregio: il caseificio ottocentesco di Due Maestà e il tempietto votivo situato di fronte la ex Ss 467; alcuni manufatti scaricatori posti sul rio Acqua Chiara e sul Canale di Secchia; Villa Veneri (sex. XIX); il complesso a torre di Casa Romani; Villa Ferrari-Curli oggi Miari (XVIII sec.); la corte di Lodola (sec. XVII); il casino Bertolini di via Francesca con annesso oratorio probabilmente dedicato alla Madonna del Buon Consiglio (sex. XIX); l'oratorio della Madonna della Ghiara di fianco all'ex stazione, situato sopra il sedime della vecchia pieve di San Colombano; la Villa Ferrari-Lasagni, di impianto seicentesco ma presumibilmente sede dell'antico castello di Fogliano, menzionato già nel 1070 e possesso del vescovo di Reggio. All'interno di questo edificio a torre è presente un oratorio che, secondo il Baricchi, è dedicato a San Luigi.

Società

La popolazione di Fogliano, fra gli anni '60 e gli ani '80 si era portata da 1.600 abitanti a 2.300. Da allora è aumentata esponenzialmente sino al 2010, periodo in cui, a causa, della crisi, è stata contraddistinta da un lieve calo arrivando a contare, nel 2015, 3.152 residenti (che superano i 4.000 se si considera tutto il territorio parrocchiale, che comprende anche Bosco e la parte settentrionale delle campagne di Borzano). L'indice di vecchiaia e il tasso di natalità sono più bassi della media comunale.
La percentuale di stranieri residenti è molto bassa rispetto alla media comunale (6,6% contro 16,9%).
I cittadini non italiani provengono principalmente da: Albania, Romania e Marocco.

Servizi e commercio

La villa è dotata di servizi commerciali e diverse attrezzature pubbliche. Sono presenti una galleria commerciale di vicinato comprensiva di un supermercato, una farmacia (dal 1969 agli anni 2000 situata a Due Maestà poi trasferita a Fogliano), bar, ambulatori dei medici di base, uno sportello bancario, ecc.
Fra i servizi per l'istruzione vi sono la scuola dell'infanzia privata “Amelia Veneri” e la scuola primaria statale “Tricolore”.
I principali parchi pubblici, tutti attrezzati, sono quattro e situati in via Terragni, via Armstrong, via Quasimodo e via Nervi.
Le strutture sportive si trovano presso la parrocchia – ove sono presenti un campetto di calcio e una pista polivalente; il centro sociale – dotato di pista polivalente e campo di calcio (per la quale erano previsti degli spogliatoi); via Enrico Fermi 54 (ex Ss467) al campo di calcio comunale dell'ente Veneri. La principale società sportiva locale è il G.S. Fogliano A.s.d., attivo principalmente nelle discipline calcistiche.
I punti di aggregazione della villa sono il centro sociale, situato in via Nervi e legato ad Ancescao e la parrocchia di San Colombano, dotata di un circolo ricreativo intitolato a S. Luigi e affiliato all'Anspi.

Mobilità

La frazione è dotata di un collegamento ciclopedonale con la città (la ciclovia 3, incompleta però nel tratto di previsione verso Bosco) anche se scarseggia di piste ciclabili interne al centro abitato.
Il centro abitato è collegato alla città linea 9 'Mancasale-Fogliano', a frequenza medio-alta, e dalle linee extraurbane per la zona delle Ceramiche.
In passato era attiva la fermata ferroviaria lungo la linea Reggio-Sassuolo.
In futuro è prevista la realizzazione della variante di Fogliano che dovrebbe affiancare la ferrovia sul lato ovest connettendosi direttamente alla tangenziale sud-est di Reggio. L'opera sarà realizzata dagli enti locali e dalla Regione per ovviare all'elevato traffico automobilistico che attraversa il cuore della frazione.
Il Piano Urbano comunale della Mobilità prevede la realizzazione di un parcheggio scambiatore fra la variante di Fogliano e la ferrovia, nonché la riattivazione della fermata ferroviaria.

Bibliografia

P. Camellini, Guida commerciale turistica e culturale di Reggio Emilia e provincia, Centro studi regionale per l'Emilia e Romagna, Reggio Emilia 1974.
AA.VV., Le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Compendio di notizie e dati statistici, Age Editoriale, Reggio Emilia 1985.
W. Baricchi, Insediamento storico e beni culturali del Comune di Reggio Emilia, Reggio Emilia 1985.
AA.VV., Piano dei Servizi, Comune di Reggio Emilia 2007-2009.
P. Gasparini, Fogliano. Il Passato e il presente. Una villa del Comune di Reggio Emilia: storia, luoghi, persone, fatti. Istoreco, Comune di Reggio Emilia, 2013.

Dove:
Indirizzo: Via Enrico Fermi, 57 - 42123 Reggio Emilia