Mostra fotografica "Una certa idea di mondo"

Ultimo Aggiornamento: 04/17/2018

Raccontare il lavoro sociale è impresa ardua. Mostrarlo, il lavoro sociale, lo è ancora di più. Perché è un’attività che, per quanto essenziale alla tenuta complessiva della comunità, è difficile da rendere visibile nelle sue complesse azioni di mediazione, ascolto, ricucitura delle fratture tra persone e gruppi.

Per provare quindi a raccontare e sopratutto condividere con la città questo fondamentale lavoro che ogni giorno svolge il suo Servizio sociale, il Comune di Reggio partecipa all’edizione 2018 di Fotografia Europea con una mostra fotografica dedicata a questo settore di attività all’interno del Circuito Off che sarà allestita all’interno della stazione ferroviaria di piazzale Marconi dal 20 aprile al 31 maggio.

Il titolo della mostra – che interpreta il tema dell’edizione 2018 “Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie” pensando alla rivoluzione come pratica innovativa di cambiamento, di rottura, di rinnovamento a cui sono costantemente soggetti i servizi sociali – è “Una certa idea di mondo. Servizi sociali territoriali tra vincoli e cambiamento possibile”. Il lavoro sociale presuppone infatti sempre un’idea di comunità da costruire continuamente tra vincoli e possibilità, tra adesione a pratiche consolidate e desiderio di rottura, di sconfinamento. Investiti dalle ricadute delle trasformazioni epocali delle società occidentali, servizi e operatori sono chiamati sistematicamente a “rivoluzionarsi”, a mettersi in discussione e a costruire ponti in territori abitati da fatiche e diseguaglianze.

Hanno detto

“Questo progetto è una testimonianza autentica di ciò che i servizi fanno quotidianamente, un lavoro che va raccontato e diffuso perché è portatore di pratiche e valori legati all’ascolto degli altri. I nostri servizi sono un presidio a carattere culturale che promuovono l’accoglienza, spesso in controtendenza con contesti che incitano all’intolleranza” ha detto stamane il vicesindaco e assessore al Welfare Matteo Sassi illustrando la mostra alla stampa.

“Solitamente i servizi sono raccontati attraverso dati e statistiche, quando in realtà svolgono un lavoro che è sopratutto relazionale. Per questo abbiamo voluto provare a cambiare e a sviluppare un nuovo approccio basato su un nuovo linguaggio e sulle immagini dando vita a questa mostra” ha aggiunto Germana Corradini, dirigente dei Servizi sociali del Comune.

“Abbiamo ritenuto necessario provare a raccontare quel lavoro silenzioso, sottile, complesso che svolgiamo nei quartieri e nelle case, per raccontare appunto quella ‘certa idea di mondo’ che abbiamo: un mondo costruito camminando insieme alle persone che stanno dentro i bisogni della città” ha detto Alessandra Donelli, referente della progettazione territoriale del Polo sud. All’incontro con la stampa ha partecipato anche Melissa Iannace, autrice degli scatti.

La mostra

Le ventuno foto di Melissa Iannace si concentrano sull’abitare proponendo tre percorsi di lettura del tema: abitare il territorio, abitare la casa, abitare i servizi. L’intento è quello di offrire ai cittadini immagini-stimolo e qualche suggestione per mostrare, insieme, problemi e risorse, ricercando, se possibile, alleanze per fare fronte a una complessità che oggi non lascia spazio a facili soluzioni. La sfida per gli operatori è quella di rimanere soggetti pensanti, che desiderano l’incontro con la storia degli altri, con l’alterità, con la fragilità, non per ripararla ed eliminarla, ma per accoglierla, sostenerla e accompagnarla. Solo così si potrà continuare ad affermare con forza l’irrinunciabile funzione pubblica dei servizi.

Abitare la casa - Negli ultimi anni la crescita delle richieste di sfratto è stata forte e costante. Nel Comune di Reggio sono stati 290 i provvedimenti eseguiti nel 2016, 134 le famiglie che si sono presentate agli sportelli sociali dei Poli presentando lo sfratto come problema principale e urgente, 138 le situazioni intercettate nel 2017 dall’operatrice di sportello sociale presente in tribunale nella giornata di udienza per la convalida degli sfratti per morosità. Si tratta di una vera e propria emergenza abitativa alla quale i servizi sociali del Comune di rispondono con progetti di accompagnamento socio-educativi che possono prevedere anche l’accoglienza temporanea in alloggi di assistenza abitativa.

Abitare il territorio - I Poli di servizio sociale nascono nel 2003 come traduzione organizzativa di un orientamento teso a ricercare interazioni più ravvicinate e dirette con i cittadini, a promuovere un’effettiva apertura al territorio, un dialogo più stretto con il contesto sociale che faciliti conoscenze di problemi e al tempo stesso di risorse, per consentire e sostenere progettualità individuali ma anche collettive. La nuova organizzazione esprime la centralità del territorio anche nell’individuazione di una nuova figura professionale: l’operatore per la progettazione territoriale.

Abitare i servizi - L’operatore nel suo rapporto col tempo, col gruppo di lavoro, con gli strumenti a disposizione, con le emozioni… La competenza relazionale è oggi per l’operatore il sapere specialistico per eccellenza. Per l’operatore è un modo nuovo di esercitare la propria competenza professionale.

Il lavoro sociale viene co-costruito insieme ai cittadini nel loro contesto di vita, giorno dopo giorno, tessendo un clima di fiducia che consenta col tempo di superare la logica della delega al servizio pubblico come unico deputato a risolvere i problemi delle persone.