I Chiostri di San Pietro

Ultimo Aggiornamento: 04/23/2021

 

In coerenza con gli obiettivi della linea di finanziamento ASSE 6 del POR FESR e con la nostra strategia di sviluppo urbano, il progetto del Comune di Reggio Emilia è centrato sui Chiostri di San Pietro, scelti come il luogo ideale:

  • per potenziare le politiche e le attività culturali della nostra città, anche in una dimensione nazionale e internazionale. Già oggi sede di manifestazioni di grande respiro, come Fotografia Europea, i Chiostri di San Pietro possono ambire a diventare la quinta naturale di iniziative culturali in grado di aumentare ulteriormente l’attrattività complessiva della nostra città;
  • per rinnovare la vocazione di questi spazi, già luoghi antichi di cultura, sapere e lavoro, a sviluppare sperimentazioni per nuovi modelli di produzione di valore, sia sociale che economico.
    La riqualificazione funzionale ha avuto come obiettivo la creazione di un Laboratorio Aperto, un centro di sperimentazione di modelli di economia collaborativa e di innovazione sociale e tecnologica aperta a tutti gli interlocutori della città e del territorio.

 il ruolo dei chiostri

I Chiostri di San Pietro sono risultati il luogo ideale dove poter realizzare quanto richiesto dalla Regione perché:

  • sono un patrimonio di straordinario pregio storico e architettonico di proprietà dell'Amministrazione e sono assolutamente unici nel panorama architettonico nazionale;
  • sono facilmente raggiungibili sia dalla città che da comuni limitrofi e la struttura è ricchissima di spazi, utilizzati solo in parte, in occasione di eventi;
  • sono fortemente riconosciuti e consolidati nell'immaginario cittadino come luogo di cultura e arte, grazie al suo ruolo nodale in occasione di eventi ad ampio richiamo di pubblico come Fotografia Europea;
  • sono percepiti da sempre come aperti alla contaminazione culturale, alla partecipazione, alla sperimentazione, alle relazioni, come dimostrano i molti eventi che vengono organizzati nella stagione primaverile ed estiva;
  • per tradizione, si prestano ad essere essere diffusori di cultura e produttori di innovazione, come era tradizionalmente il complesso benedettino, luogo nevralgico dello scambio e della relazione in città.

I Chiostri tornano così ad essere una vetrina internazionale per la città, un volano per la rigenerazione urbana del centro storico e l’attrattività del territorio e del sistema cittadino, centro propulsore di sperimentazioni, innovazioni e produzione di valore.

Strategia di sviluppo

I Chiostri di S. Pietro rientrano in una strategia generale di sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo della città di Reggio Emilia, basata sulla transizione da una “società/economia della produzione” ad una “società/economia della conoscenza”.

I concetti base di questa visione si focalizzano sulla valorizzazione delle competenze distintive del territorio come motori dello sviluppo, sulla rigenerazione urbana come condizioni abilitanti e sull'attivazione di processi di dialogo, condivisione e partecipazione con i principali referenti socio-economici e con la comunità più in generale, come tratti caratteristici della nostra storia e del nostro modo di essere.

Nell'applicazione di tale strategia è stato individuato un sistema di luoghi e di competenze per il futuro della città, ognuno con una sua vocazione specifica: il Parco Industriale di Mancasale, il Parco Innovazione, il Campus universitario San Lazzaro, la Stazione AV Mediopadana, il “sistema” centro storico.

E’ all’interno del centro storico che è stato individuato il sistema di luoghi che fanno parte della rete della città partecipata, intelligente e creativa, costituita dallo Spazio Gerra, dai Chiostri di S. Domenico, da Palazzo dei Musei e dai Chiostri di S. Pietro. 
Si tratta di luoghi e vocazioni, già interconnessi tra di loro, dedicati alla promozione culturale, all’attrazione di talenti, all’inserimento di nuovi servizi e funzioni legate al mondo dell’arte, della cultura, dell’artigianato digitale, della creatività e dell’innovazione sociale, anche e soprattutto attraverso il supporto delle tecnologie digitali come strumento di implementazione dei processi e di empowerment della comunità.