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Rete WiFi

Ultimo Aggiornamento: 07/11/2017

WiFi pubblico
Il Comune di Reggio Emilia è impegnato da diversi anni nel progetto di diffusione del segnale Wi-Fi a libero accesso nei principali luoghi pubblici della città. Una strategia che ha condotto a importanti risultati e che, anche grazie alla nuova modalità semplificata di iscrizione via SMS, sta riportando un gradimento crescente da parte degli utenti.
E' presente in tutta la città una campagna di informazione sulle funzionalità del Wi-Fi pubblico, distribuita presso i locali del centro storico e in altri punti della città in prossimità degli hot spot.
Le modalità di iscrizione al servizio WiFi sono consultabili nel link riportato qui sulla destra.

WiFi nelle scuole di Reggio Emilia
Il Governo italiano ha messo in campo cospicue risorse pubbliche per promuovere la diffusione del servizio Wi Fi in tutte le scuole della Penisola, con l'obiettivo di colmare il cosiddetto digital divide.
A Reggio Emilia sono attivi da alcuni anni progetti per il potenziamento della presenza di internet negli istituti scolastici locali. Molti di questi istituti, prevalentemente su iniziativa del Comune ma in alcuni casi anche su iniziativa autonoma, hanno provveduto a dotare le proprie strutture di apparecchiature per la copertura wireless tramite dispositivi WiFi, con risultati importanti in termini didattici.
L'opportunità di formazione e didattica tecnologicamente avanzate non deve tuttavia esimere dal verificare se vi siano rischi per la salute degli studenti. Sulla base di questa considerazione il Comune di Reggio Emilia è impegnato a supportare le scuole nello sviluppo della rete internet con l'avvertenza che, quando non si possa prescindere dall'installazione di una rete WiFi, gli access point siano posizionati nei luoghi in cui le emissioni del campo magnetico siano scarsamente significative. Gli uffici comunali sovrintendo al controllo di quest'obiettivo e si impegnano a informare periodicamente i cittadini degli esiti.

La sicurezza
La posizione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa si è espressa con la risoluzione n. 1815 del 2011 chiedendo agli Stati membri dell'Europa, nonostante l' assenza di prove di pericolosità dei campi elettromagnetici generati da questi strumenti, di adottare il principio di precauzione praticando la revisione dei limiti all'esposizione fissati dalla normativa vigente. Rispetto a questa Risoluzione l'Italia si era già posta in posizione avanzata sposando il principio di precauzione già con la legge 36 del 2001 sulla protezione dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, la quale tende a ridurli il più possibile, indipendentemente dalla prova di nocività per l'ecosistema. Per questo la legge si preoccupa di individuare tre standard di sicurezza:
  • i limiti di esposizione, soglie che non devono mai essere superate;
  • i valori di attenzione che non devono mai essere superati in ambienti definiti sensibili come abitazioni, scuole ed ambienti a permanenza prolungata;
  • gli obbiettivi di qualità, cioè di minimizzazione dell'esposizione che i nuovi insediamenti abitativi devono cercare di raggiungere utilizzando le migliori tecnologie disponibili e adottando come riferimento i valori di campo più restrittivi.

Gli studi ed i controlli
La Sezione ARPAE di Reggio Emilia ha condotto, già a partire dal 2002, indagini sulle emissioni elettromagnetiche provenienti dagli access point Wi-Fi e, nel corso del 2013, ne ha effettuate nella sede distaccata di Sant'Ilario d'Enza dell'istituto superiore “Silvio d'Arzo” di Montecchio e nella scuola elementare “Don Milani” di Novellara, entrambe dotate di numerosi access point anche al servizio delle lavagne elettroniche. A fronte di un obiettivo di qualità corrispondente al valore di attenzione di 6.0 Volt/metro, nei luoghi di normale frequentazione come le aule ed i corridoi, i livelli di esposizione sono sempre inferiori a 0.5 volt/metro nella banda a 2.4 Ghz ed inferiori a 0.8 volt/metro nella banda, ove presente, a 5 Ghz. Un'altra indagine scolastica condotta dalla Sezione ARPAE di Bologna presso un Istituto comprensivo di Minerbio ( Bo), effettuata all'inizio del 2014, ha evidenziato che l’installazione di questi impianti in postazioni non accessibili agli utenti (ad esempio sul soffitto di corridoi) assicura all’interno delle classi, a causa dell’effetto schermante del muro divisorio, livelli addirittura inferiori alla soglia di rilevabilità strumentale.

Come detto, gli uffici comunali, con la collaborazione dei tecnici della Sezione ARPAE di Reggio Emilia, vigilano sul rispetto dei valori limite, garantendo che lo sviluppo della tecnologia al servizio del diritto allo studio avvenga in forma compatibile con la tutela della salute.
Dove rivolgersi
Tutela ambientale
Indirizzo:Via Emilia San Pietro, 12 42121 Reggio nell'Emilia  
Orario: Su appuntamento
Tel:Per i procedimenti in materia acustica: 0522/585347 Per la detenzione di piccoli gruppi di animali da cortile: 0522 456045
Fax:0522 401495
E-mail: infoambiente@comune.re.it
Note:Per suggerimente e reclami occorre utilizzare la procedura online RES