Legge regionale contro l'omotransfobia - Dichiarazioni dell'assessore Rabitti e della consigliera comunale Montanari

Ultimo Aggiornamento: 08/01/2019

Il 27 luglio 2019 è stata approvata la Legge regionale contro l’omotransfobia: una legge per contrastare la violenza contro le persone gay, trans, lesbiche, bisessuali, queer, intersessuali, sostenendo anche economicamente in particolar modo le associazioni impegnate nel contrastare questi fenomeni e dando aiuto a chi ne diventa vittima. Prevede un percorso di sensibilizzazione e formazione culturale su queste tematiche che coinvolge anche le scuole e tutti gli operatori.

Dichiarazione dell’Assessore alle Pari Opportunità, Annalisa Rabitti

"Fra i primi passi che hanno portato, dopo un lungo e complesso percorso, all’approvazione della Legge regionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – afferma Annalisa Rabitti, assessore alle pari opportunità del Comune di Reggio Emilia - c’è la mozione approvata dal Consiglio comunale di Reggio Emilia che, analogamente ad altri Consigli comunali di città emiliane, aveva preso una chiara posizione sull’importanza di questa legge di contrasto all’omotransfobia e di affermazione di diritti basilari della persona, e della sua conseguente approvazione.
“Sottolineo questo fatto – prosegue Rabitti - perché è uno degli indicatori, insieme alla rilevante partecipazione e mobilitazione di associazioni, attiviste e attivisti, singoli cittadini e cittadine impegnate sul tema, dell’origine ‘dal basso’, nel senso più alto del termine, di questo atto legislativo.
“Tutto è migliorabile, certo. Ora serve però registrare, accanto alla positività dell’approvazione, l’importanza del cammino politico e sociale, con un dialogo aperto e schietto, che ha costruito questa legge e che serve mantenere in piedi, per poter applicare la legge stessa. Un cammino di ascolto, di riconoscimento della persona e del suo valore assoluto, della sua dignità non negoziabile. Un percorso democratico, di parità di opportunità e diritti per ciascuna persona e per la comunità in cui viviamo. Si tratta di ‘esprimere’ e ‘portare a compimento’ ogni persona, nel senso che la nostra Costituzione già prevede, non solo di ‘tutelarla’. Affermare è già difendere, è andare oltre la difesa, per incontrarsi e proseguire il cammino insieme”.

Dichiarazione della consigliera comunale Fabiana Montanari

"Sono felice per questo importante primo traguardo della nostra Regione. Felice ma con l'amaro in bocca, per come è stata depotenziata in alcuni punti e per aver inserito l'articolo contro la gestazione per altri, che nulla ha a che vedere con questa legge (ricordo sono le famiglie eterosessuali nella stragrande maggioranza ad usufruire di questa pratica).
Reggio Emilia è stata uno dei diversi Comuni che si è attivato portando una mozione che impegnava la Regione a riprendere i lavori sulla legge di contrasto all'omotransfobia.
Senza dimenticare il primo Protocollo operativo nazionale per il contrasto all'omotransnegatività che vede impegnati diversi enti e amministrazione.
Grazie a questa legge nei prossimi anni molte persone LGBTQI* saranno al sicuro dalle discriminazioni. Si potranno organizzare formazioni su più livelli in diversi settori, sensibilizzazione all'interno delle scuole e nel mondo dello sport.
L'Emilia-Romagna in questi giorni ha saputo resistere, ha saputo difendere la democrazia, dare dignità e valore alla vita delle persone, non solo a quelle LGBTQI*.
Per questo un grande ringraziamento va a Roberta Mori Due (PD), Silvia Prodi (SI), Igor Taruffi (SI), Silvia Piccinini (M5S), Stefano Caliando (PD) Yuri Torri (SI) e a tutti i consiglieri e le consigliere che hanno passato quasi 40 ore ininterrotte in aula per sostenere e votare questa legge!
Siete dalla parte giusta della storia e non siete soli.
Grazie a tutti gli attivist* che in questi mesi, anni, hanno lottato per questa legge".