Il Mauriziano

Ultimo Aggiornamento: 09/19/2017

Il Mauriziano è il principale monumento architettonico del Parco del Rodano, luogo dell’identità storica dei cittadini che abitano in questa zona, ma in realtà simbolo dell’intera città di Reggio Emilia. Si trova al centro di un parco racchiuso tra il torrente Rodano e il cavo Ariolo, che nasce presso il fontanile omonimo. 

Il complesso del Mauriziano e il parco

Si accede al complesso monumentale del Mauriziano attraverso il cinquecentesco arco trionfale in cotto ad unico fornice, eretto secondo la tradizione da Orazio Malaguzzi, morto nel 1583, a cui si attribuiscono il restauro e l’arricchimento dell’intero complesso. Il complesso del Mauriziano è inserito in un parco che ha come riferimento la villa aperta sulla campagna emiliana. Le aree afferenti l'edificio, si caratterizzano per uno stile più composto, formale, mentre la sistemazione dell'area, un tempo agricola, è a parco campagna, con la presenza di un prato stabile, filari e alberi da frutto. L'assetto riprende le matrici formali del paesaggio agricolo emiliano, riproponendo anche alcuni filari della storica sistemazione “a piantata”, particolare modalità di conduzione agricola, che si ipotizza già presente nel Medioevo e si basa sulla suddivisione del terreno in appezzamenti lunghi e stretti (larghezza 6-7 m) coltivati a legumi e foraggi e delimitati da filari di alberi maritati alla vite, che arrampicava fin sulla chioma. Tra il corso del Rodano e l’Ariolo, infine, si sviluppa una zona caratterizzata da vegetazione ripariale tipica del sistema delle acque, organizzata come un bosco spontaneo.

Il Mauriziano

Un viale di oltre 250 metri, fiancheggiato da pioppi, conduce al Palazzo del Mauriziano, noto per essere stato abitazione di Ludovico Ariosto nei primi anni della sua vita e a più riprese nel corso della giovinezza (celebri sono i versi dedicati al ricordo nel Mauriziano nella IV satira del poeta). Nonostante le significative ristrutturazioni del Sei-Settecento il Palazzo mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco, tipica della villa rinascimentale emiliana. Si caratterizza infatti per la pianta a base quadrangolare con un salone centrale passante sul quale si fonda l’asse di simmetria dell’edificio attorno a cui si articolano i vani laterali. Sull'ingresso principale è posto, nel 1880, un busto dell'Ariosto opera dello scultore reggiano Ilario Bedotti. Il fiorentino Anton Francesco Doni, nel suo trattato “Le Ville” aveva probabilmente in mente questa residenza di proprietà di Orazio Malaguzzi nella sua descrizione del 1565 del perfetto “Podere di Spasso”.

A levante un piano rialzato conserva ancora tre ambienti voltati a vela con capitelli pensili (secondo moduli stilistici di matrice ferrarese riferibili al XV e XVI secolo), che tradizionalmente vengono definite “stanze ariostesche”, di piccole dimensioni ma che rispondono alle più raffinate concezioni dell'architettura civile del Rinascimento. La decorazione pittorica di questi ambienti, databile dopo il 1567, risente dell’influenza di Nicolò dell’Abate. Gli affreschi del salone centrale e della sala grande di sinistra sono riferiti alle ristrutturazioni effettuate da Prospero Malaguzzi dopo il 1742 e rappresentano con tono celebrativo le vicende salienti della sua vita e di quella dei suoi più illustri congiunti. Il Palazzo rimane di proprietà della famiglia Malaguzzi fino al 1863, quando viene acquistato dal Municipio di Reggio Emilia. E’ attualmente sede di mostre e iniziative culturali; al primo piano ospita laboratori didattici gestiti dai Musei di Reggio Emilia. 

Palazzo Vecchio

Adiacente alla villa del Mauriziano è il cosiddetto Palazzo Vecchio che è stato oggetto di un complessivo progetto di restauro. Le opere realizzate hanno operato una sostanziale scelta conservativa nei confronti della distribuzione preesistente unita alla volontà di recuperare le testimonianze superstiti dell’edificio antico, in particolare le decorazioni murarie che sono state restaurate. Gli spazi interni dell'edificio sono destinati in parte alle attività del Circolo degli Artisti, che organizza mostre e corsi, in parte a punto informativo per i visitatori del complesso e ospitano inoltre la sede e archivio dell'associazione Il Gabbiano, che si occupa della manutenzione del parco e della gestione della Fattoria di Animazione Ambientale.