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Pubblicazione "Dire, Fare, Partecipare"

Ultimo Aggiornamento: 04/13/2015

La Giunta del Comune di Reggio Emilia ha approvato una direttiva contenente procedure per l'attivazione e gestione dei processi partecipativi.
Dopo circa dieci anni di esperienze partecipative di vario genere, da processi di tipo strategico (quali ad esempio le esperienze di Agenda 21 Locale) a processi tematici-settoriali (ad esempio le esperienze di urbanistica partecipata), l’Amministrazione ha deciso di intraprendere un percorso interno all’Ente volto a fare il punto sulle esperienze fatte, analizzandole in una visione d’insieme e mettendone a fuoco i punti di forza e di debolezza per giungere infine ed una riflessione, sia tecnica che politica, in grado di portare ad un “riordino” delle politiche di partecipazione e delle modalità di gestione dei processi. Tutto ciò al fine di rendere la partecipazione uno strumento per il buon governo della città.
Tale volontà si è tradotta in un progetto, avviato nel 2006 con l’obiettivo ambizioso di giungere alla definizione della “politica della partecipazione” del Comune di Reggio Emilia ed alla elaborazione di una serie di indirizzi e “criteri guida” da applicare ogni qualvolta si pensa di voler coinvolgere i cittadini.
Ovviamente tale lavoro è partito da un’analisi attenta delle esperienze già realizzate, delle metodologie utilizzate, degli stakeholder coinvolti, nonché delle istanze emerse da tutti i processi passati. E’ stato poi indispensabile un confronto politico con gli amministratori sul tema della partecipazione.
Tutto ciò ha permesso di definire una serie di regole, di principi da tenere presenti prima di avviare un processo partecipativo.

In particolare i principi a cui si ispira la direttiva sono:
  1. I processi partecipativi devono essere attivati solo a seguito di adeguata e professionale pre-valutazione tecnica e politica. Il ricorso a tali strumenti differisce infatti dalla mera comunicazione sulle decisioni già assunte o da tradizionali metodi di concertazione o consultazione pubblica mediante tavoli bilaterali o incontri assembleari, sia sotto il profilo del rigore metodologico e tecnico, sia sotto il profilo del margine di negoziazione tra l’Amministrazione e gli stakeholder.
  2. I processi partecipativi devono avere sempre la massima condivisione politica e tecnica all’interno dell’Ente e occorre definire preventivamente e in modo chiaro le diverse responsabilità politiche, tecniche e organizzative.
  3. Occorre esplicitare preliminarmente gli impegni che ci si assume relativamente a quanto emergerà dal processo.
  4. Occorre stabilire preliminarmente la collaborazione dei Servizi che saranno chiamati ad attuare le proposte i quali devono partecipare attivamente a tutte le fasi del processo.
  5. I processi partecipativi richiedono una comunicazione specifica che segua tutte le fasi del processo.
  6. Le modalità di partecipazione e selezione dei partecipanti devono essere definite con la massima trasparenza, cercando per quanto possibile di coinvolgere “tutti” i portatori di interessi.
  7. I processi partecipativi devono prevedere sempre e necessariamente fasi volte all’inclusione dei risultati e alla rendicontazione e comunicazione delle scelte fatte, nonché fasi di monitoraggio e controllo.