Valle di San Giulio

Ultimo Aggiornamento: 06/21/2018
Valle di San Giulio

“Valle di San Giulio” è il toponimo che storicamente identifica l'area agricola che si estende tra Cavazzoli e Roncocesi delimitata a sud da via Rinaldi e a nord dal torrente Crostolo.

Si tratta di un territorio originato nel corso dei secoli dall'azione del fiume e dell'uomo. L'artefice principale della formazione di questo territorio è infatti il torrente Crostolo che, scendendo dalle colline, produsse la conoide su cui è situata la città di Reggio Emilia. In età antica il corso principale del Crostolo, prima di Baragalla, deviava ad occidente e finiva nelle valli di Cavazzoli e Roncocesi (Crustulus Scauri); un altro ramo, però, detto “Crustulus Magnus” si indirizzava verso est (rio Acque Chiare, torrente Rodano).

Intervenne poi l'azione dell'uomo, a deviare, arginare, incanalare: durante le conquiste romane il Crostolo seguiva già, grossomodo, l'itinerario attuale, passando per Corso Garibaldi, anche se in loco erano presenti ampie distese paludose e malsane, in gran parte ricoperte di foreste. Fu nel XII-XIII secolo grazie all'opera dei monaci benedettini e nel XV secolo degli Estensi tramite i Bentivoglio, che si diede una sistemazione definitiva alla regimentazione delle acque creando una fitta rete di fossi e canali (poi ultimata negli ultimi secoli dai Consorzi di Bonifica) con il recupero totale delle aree disponili a scopo agricolo.

Nella Valle di San Giulio, è presente un elemento di notevole valore storico e architettonico, ma soprattutto identitario per il territorio: l'Oratorio di San Giulio. Si tratta di un edificio di epoca settecentesca, di proprietà privata, che custodisce le reliquie di San Giulio Martire (III secolo dopo Cristo). San Giulio fu senatore e martire nella Roma di Commodo. Convertitosi al Cristianesimo, consegnò le sue ricchezze perché venissero distribuite ai poveri e, ricevuto il Battesimo, si dedicò insieme alla famiglia alla diffusione della religione Cristiana. Per questo fu catturato e fustigato fino alla morte. Nel 1691 le reliquie di San Giulio arrivarono a Reggio Emilia, allora Reggio di Lombardia, consegnate dal Cardinale Carpegna all'abate Giulio Tassi. Su queste reliquie sorse un primo, piccolo oratorio, oggi Chiesa di San Giulio.

Nel 1933 l'oratorio venne restaurato, dopo decenni di incuria da parte delle proprietà precedenti, per volontà del nuovo proprietario. Da allora San Giulio viene celebrato ogni ultima domenica di agosto con una sagra paesana ancora oggi molto sentita dalla comunità di Cavazzoli.

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