Fare scuola in un grande laboratorio

Ultimo Aggiornamento: 05/05/2021

A Reggio Emilia, il nuovo anno scolastico è iniziato in piena sicurezza con il nuovo modello di 'Scuola diffusa'.

La città si è fatta scuola con l'impegno di nuovi spazi, in prevalenza pubblici, che hanno aperto le porte ad alunne ed alunni. In alcune sedi scolastiche, per consentire ai ragazzi di ripartire con una didattica in sicurezza, sono stati creati dei progetti pilota affidati dall’amministrazione comunale al servizio Officina educativa e alla Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, in collaborazione con l’architetto Francesco Bombardi.

La Fondazione ha messo a disposizione due esperti, gli architetti Valentina Conte e Oliver Forghieri, e la propria esperienza di dialogo tra architettura e pedagogia, maturata in particolare con il progetto “Fare Scuola”, insieme a Enel Cuore Onlus. È iniziata dunque una corsa contro il tempo che ha visto il team di progettisti sviluppare tre prototipi innovativi in alcuni spazi sottoutilizzati nella secondaria di primo grado “G. Galilei” e nella primaria “M. Polo”.

L’obiettivo? Superare l’individuazione di espedienti provvisori in risposta all’obbligo di distanziamento sociale, cogliendo la “sicurezza” come un’opportunità per ricercare soluzioni qualificanti che possano continuare ad accompagnare e supportare la scuola nella sperimentazione di diverse modalità di didattica e apprendimento.
Partendo dalle linee guida ministeriali e del Cts, la progettazione dei nuovi allestimenti degli ambienti da parte del gruppo di lavoro è nata nel dialogo con le scuole, il personale docente e Ata, tenendo in considerazione i bisogni e le informazioni raccolte durante gli incontri e i sopralluoghi.

Alla scuola Galilei, Valentina Conte ha studiato la riconfigurazione di un atrio precedentemente utilizzato solo come luogo di transito.
Alla Marco Polo, invece, Oliver Forghieri ha allestito in modo inedito una classe caratterizzata da un’ampia gradonata, garantendo un nuovo spazio agli studenti, mentre l’architetto Francesco Bombardi ha ideato un’aula all’aperto intorno ad un albero già presente nel parco della scuola.

Questi prototipi, nati in via sperimentale a Reggio Emilia, saranno oggetto di ricerca per tutto l’anno scolastico, ne saranno monitorate le attività e raccolti i dati sull’effettivo utilizzo delle soluzioni proposte, in un processo di necessario perfezionamento che vede i bambini, i ragazzi, gli insegnanti al centro della ricerca in un percorso di costante innovazione. Non è da escludere che in futuro diventeranno prototipi installabili in altre strutture scolastiche.

La scuola viene così sostenuta e accompagnata nel suo processo di innovazione, basato anche sulla massima flessibilità di spazi e arredi, concepiti come elementi fondanti dei paesaggi di apprendimento in una scuola che fa la differenza.