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Italia e Mozambico: accordo a Reggio Emilia per il lavoro, la progettazione, la sostenibilità urbana e la ricerca in architettura

Ultimo Aggiornamento: 10/23/2015

Reggio Emilia è ancora una volta punto di riferimento delle relazioni internazionali con l'Africa. La lunga – una cinquantina d'anni – amicizia della città emiliana con la Repubblica del Mozambico e le azioni legate all'Esposizione universale di Milano, previste nel palinsesto di Reggio Emilia per Expo 2015, producono ora nuove collaborazioni e scambi di nell'ambito dell'architettura, tra l'Italia e il Paese sudafricano.

Il 22 ottobre, nella Sala del Tricolore, è stato infatti firmato il protocollo di accordi su 'Cooperazione per lo sviluppo degli scambi culturali e di attività professionali congiunte': un accordo raggiunto con l'egida del Comune di Reggio Emilia e del Politecnico di Milano.
Quest'ultimo dal 2010 sviluppa rapporti di collaborazione scientifica, in particolare con la città di Pemba, per un progetto di ricerca della Scuola di architettura civile, che vede l'ateneo milanese impegnato nel confronto e nella formazione con l'Università cattolica del Mozambico (Ucm), per sensibilizzare la comunità locale allo sviluppo equo e sostenibile del territorio.
A sottoscrivere l'intesa sono stati Domenico Podestà, presidente del dipartimento Esteri e Internazionalizzazione del Consiglio nazionale degli architetti pianificatori e conservatori italiani (Cnappc); Zefanias Chitsungo, delegato dell’Associazione nazionale degli architetti del Mozambico 'Arquitrave' e Walter Baricchi, presidente dell'Ordine degli architetti di Reggio Emilia.
Per il Comune di Reggio Emilia, ha firmato l'assessore alla Città internazionale Serena Foracchia; per l'ateneo milanese, il professor Marcello De Carli del dipartimento Abc del Politecnico.

Hanno detto
“Quello di oggi – ha detto l'assessore Foracchia - è un passo davvero importante nelle relazioni storiche che legano il Mozambico al nostro Paese e in particolare al Comune di Reggio Emilia. Mi auguro che questo accordo veicoli un'apertura di tutto il Sistema Reggio verso il Paese africano, stimolando una collaborazione non solo istituzionale, ma di scambio e di crescita reciproca ad ampio raggio. L'amicizia che Reggio ha con il Mozambico è antica e piena di risorse. Durante i sei mesi di preparazione all'Expo Milano 2015, abbiamo accolto in città non solo l'esposizione del Mozambico, già ospitata dalla Biennale di architettura di Venezia, ma abbiamo anche lavorato con le commissioni dell'Expo su base quotidiana per garantire la costruzione di nuove opportunità con tutto il Paese africano.
“Sono contenta – ha aggiunto Foracchia - che il sistema dei professionisti reggiani possa oggi beneficiare delle importanti relazioni istituzionali che il Comune ha sviluppato negli anni, e che possa conoscere meglio il significato della storia di solidarietà e cooperazione di Reggio Emilia”. Per l'assessore, “il protocollo può generare contesti favorevoli al lavoro, in particolare dei giovani professionisti, aperti a scambi e opportunità anche all'estero. La professione dell'architetto è spendibile infatti in campo internazionale, e non solo su grandi progetti avveniristici, ma anche e soprattutto nella cooperazione, coniugando la capacità che l'architettura ha di essere espressione della cultura locale, dell'ambiente e della sostenibilità. L'architettura e il lavoro dell'architetto infatti possono essere mezzi in grado di leggere la società, di generare coesione tra le persone e socialità”.

Il presidente Podestà ha sottolineato l'interesse del Consiglio nazionale per i protocolli internazionali: “Un architetto italiano non può andare in Mozambico e operare come se fosse in Italia, serve piuttosto un interscambio culturale. Oggi in Italia abbiamo 150mila architetti, un numero enorme, di cui il 40% fa fatica a svolgere la professione nel proprio Paese. Possiamo e dobbiamo invece portare il nostro bagaglio culturale, così ricco di storia, e professionale all'estero tramite testimonianze, idee e soprattutto concorsi di progettazione. Farei come prima proposta quindi al Mozambico di preparare una gara di progettazione. Poi proporrei di organizzare delle missioni insieme ad altre realtà imprenditoriali, perché è importante coinvolgere le imprese che cercano nuovi mercati, così potremo lavorare tutti, istituzioni comprese, e raggiungere obiettivi concreti”.

Il delegato di Arquitrave, Chitsungo, si è detto emozionato nel trovarsi a Reggio Emilia, con una storia così importante per il Mozambico: “Spero che la cooperazione che avviamo oggi aiuti davvero lo sviluppo del know-how urbanistico e architettonico nel nostro Paese e che migliori le rispettive competenze. Il Mozambico, sebbene stia vivendo in un periodo di benessere economico, risente di un pesante sfruttamento delle risorse: le sfide dell'urbanizzazione sono enormi, basti pensare che il 70% della popolazione mozambicana è rurale, e solo un 30% vive nelle città. Di questo 30%, i due terzi vivono in agglomerati informali senza adeguate strutture. Abbiamo carenza di manutenzione della rete stradale, di collegamenti tra nord e sud, di un sistema di canalizzazione delle fognature”.

Il professor De Carli ha ricostruito il percorso di pianificazione strategica che il Politecnico ha avviato con la città di Pemba e ha evidenziato che “quello dell'architetto è oggi un mercato globale, si può lavorare ovunque. Ma il processo di sviluppo è chiaramente diverso da un Paese all'altro, alcuni Paesi sono più lenti, altri terribilmente veloci. Nel lavoro con Pemba, così come in tutte le città del mondo, il ruolo della pianificazione architettonica e urbanistica dovrebbe essere di accompagnare il processo di sviluppo”.

Il presidente Baricchi ha evidenziato il ruolo di coordinamento svolto dal Comune di Reggio Emilia tra i diversi soggetti, e ha aggiunto: “L'accordo oggi viene firmato tra architetti, ma riguarda anche il mondo delle imprese e di altri tecnici: non dobbiamo diventare autoreferenziali, solo così il documento può diventare la base per un confronto serio. Sarà utile nei mesi definire un programma condiviso, che coinvolga tutta la platea di attori”.

Il protocollo
L'accordo, che ha validità biennale e non esclude il coinvolgimento di altri soggetti, è un significativo punto di arrivo e di ulteriore sviluppo delle relazioni fra Italia e Mozambico nel quadro delle attività promosse insieme con il Commissario Expo Milano 2015 e con l’Ambasciata della Repubblica del Mozambico in Italia. Rappresenta il primo livello internazionale approvato dalla rappresentanza degli architetti mozambicani e nasce con l'auspicio di implementare le attività di scambio e cooperazione tra i due Paesi.
Con l'accordo si promuovono relazioni e intese tra i due Paesi, per lo sviluppo delle attività dei professionisti iscritti ai rispettivi Albi, attività di ricerca e sviluppo congiunte nello scambio di saperi e competenze (know-how) nei settori della progettazione, della pianificazione, del project management e del project financing. A guidare l'operatività di questo protocollo sarà proprio Reggio Emilia, con la sezione locale dell'Ordine degli architetti.
Si prevedono: la costruzione di progetti comuni, sia in Mozambico sia in Italia, per valorizzare la cooperazione e i risultati che ne derivino; l'organizzazione di eventi quali fiere, mostre, tavole rotonde, corsi e seminari di formazione, concorsi di progettazione e scambi di servizi; scambi di ricercatori, professionisti e tecnici; corsi di specializzazione; l'avvio di progetti pilota.