Il piano strategico di valorizzazione e promozione dell'agricoltura urbana e periurbana

Ultimo Aggiornamento: 06/18/2018

L'Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha presentato nel 2015 un piano strategico di valorizzazione e promozione dell'agricoltura urbana e periurbana a Reggio Emilia.

Il progetto agisce a livello di verde pubblico e privato, al fine di rivalorizzare aree a oggi dismesse o inutilizzate, e promuovere nuove forme di integrazione e coesione sociale attraverso la cura del verde cittadino e la pratica agricola. Partendo dalle esperienze già in corso e cogliendo le sollecitazioni della comunità, il piano strategico fornisce una serie coordinata ed integrata di azioni progettuali con l'obiettivo di promuovere una reale economia della resilienza, in cui il sistema urbano non si limiti ad adeguarsi ai cambiamenti ma sia in grado di dare risposte sociali, economiche e ambientali che permettano di affrontare al meglio i cambiamenti in corso.

Le misure del piano strategico

Negli ultimi anni è stata registrata in città una crescente domanda di spazio agricolo, colta di recente anche con la variante in riduzione che prevede di cancellare dal Piano strutturale comunale vaste aree già classificate come edificabili e di riconsegnarle al territorio agricolo. Tale variante ha consentito di stralciare oltre 135 ettari di aree urbanizzabili, corrispondenti ad oltre 600 alloggi, vale a dire il 30% delle previsioni residenziali del Psc per nuove aree di trasformazione, rivedendo la visione urbanocentrica della pianificazione e rafforzando il ruolo dell’agricoltura come importante player economico del nostro tempo, consegnandole lo spazio che merita nelle politiche di sviluppo e nei piani di utilizzo del territorio.

Uno degli obiettivi perseguiti è che gli strumenti di programmazione della città si occupino anche delle oltre 1.100 aziende agricole presenti nel comune di Reggio, dei terreni coltivati e della sovranità alimentare, rafforzando contestualmente la resistenza del tessuto rurale alle pressioni esercitate dalla città.  A tal fine è stato inoltre sottoscritto un protocollo di intesa con i rappresentanti del mondo agricolo, la Regione Emilia-Romagna, gli istituti Motti e Zanelli, la facoltà di Agraria, i consorzi di Bonifica e Slow Food, finalizzato a sviluppare e realizzare progetti e azioni concrete per promuovere il lavoro in territorio agricolo.
A fianco a queste azioni, è stata approvata un'ulteriore variante al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) per semplificare le procedure relative alla riqualificazione delle aziende agricole esistenti e l’insediamento di nuove aziende agricole, anche in contesto periurbano, predisponendo adeguate azioni che, al contempo, salvaguardino il valore naturale, ambientale e paesaggistico del territorio in cui queste aziende operano.

Il piano strategico fornisce una risposta a questa richiesta e dà seguito alle esperienze positive già attive sul territorio. Va in questa direzione la volontà di incentivare la riconversione di aree destinate all'urbanizzazione in aree per l'attività agricola, e la realizzazione di nuovi orti urbani, nonché l'incentivazione alla pratica ortiva da parte di privati, su balconi e terrazzi o aree condominiali, e la realizzazione dei cosiddetti tetti verdi.
Il documento, inoltre, rimarca la volontà di dare vita ad una “rete comunale di orticoltura urbana”, che costituisce un valore aggiunto in termini di coesione sociale, mettendo a sistema le diverse esperienze in atto sul territorio comunale e promuovendo lo scambio di buone pratiche. L'obiettivo è costruire una logica di networking di sistema, che si sostanzia in un coordinamento multilivello tra istituzioni pubbliche, associazioni attive sul territorio, operatori economici, cittadini, che permetterà di acquisire un plusvalore su scala più estesa.

Tutto ciò si integra con le politiche e le azioni che il Comune sta portando avanti da diversi anni sul tema dei cambiamenti climatici, anche attraverso il progetto LIFE UrbanProof, in particolare relativamente all’ “adattamento” all’impatto dei cambiamenti climatici stessi a livello locale, promuovendo per esempio la de-impermeabilizzazione del territorio urbano, l’incremento del verde in città e del patrimonio arboreo , per la salvaguardia del ciclo naturale delle acque e per il contrasto alle isole di calore urbane.