Railhuc

Ultimo Aggiornamento: 07/11/2013

RAILHUC (Railway Hub Cities and TEN-T network) è un progetto europeo cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Central Europe, iniziato a novembre 2011 e conclusosi nel dicembre 2014.

RAILHUC si è dedicato all’integrazione dei grandi corridoi ferroviari europei per il trasporto passeggeri (reti TEN-T) con le reti ferroviarie locali e, più in generale, con tutti i sistemi di trasporto pubblico locale. Il progetto, di cui la Regione Emilia-Romagna è stata capofila, ha coinvolto 13 partner provenienti da 8 paesi europei (Italia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Repubblica Slovacca, Polonia, Slovenia e Austria) ubicati lungo i principali corridoi delle reti TEN-T che collegano la Regione verso Nord-Est.

Per quanto riguarda la Regione Emilia Romagna, il progetto si è focalizza sulla stazione Mediopadana di Reggio Emilia, aperta il 9 giugno 2013, ed in particolare sulle potenzialità dell'interscambio ferro - gomma. La prossimità tra la nuova linea ferroviaria AV e l'Autostrada A1 sul territorio di Reggio Emilia rappresentava infatti una grande potenzialità ed invitava a pensare a un sistema di connessione diretto tra le due infrastrutture, con ricadute positive per entrambe. Inoltre, la presenza della linea ferroviaria locale FER, che interseca entrambe accentuava ancora di più la vocazione multimodale dell'area.

RAILHUC è nato per incentivare l’ottimizzazione e l’integrazione dei nodi ferroviari di interscambio di diverso livello (europeo-nazionale-locale) favorendo non solo il trasporto ferroviario delle persone, ma anche migliorando l’intermodalità tra questo ed il trasporto urbano avendo così un’importante ricaduta sulla sostenibilità ambientale dell’intero trasporto pubblico. L'integrazione dei corridoi di trasporto TEN-T con le altre linee di trasporto risulta infatti essere una priorità diffusa in tutta l’Unione Europea dato che, negli ultimi anni, gli investimenti si sono concentrati principalmente sullo sviluppo delle reti ad alta velocità senza considerare adeguatamente l’armonizzazione di quest’ultime con le altre reti di trasporto ferroviario e di trasporto pubblico. Il progetto ha ritenuto che questa integrazione potesse essere raggiunta grazie allo scambio di buone pratiche e al lavoro congiunto tra i partner, che tra le varie cose ha previsto:

  • la raccolta e il confronto di esperienze italiane ed europee inerenti i nodi di interscambio ferroviari con l’identificazione delle maggiori barriere infrastrutturali ed organizzative che ostacolano le sinergie tra le diverse reti ferroviarie;
  • analisi dei servizi e dei flussi attuali sia dei nodi ferroviari che delle altre tipologie di trasporto che fungono da alimentazione del nodo;
  • realizzazione di un apposito modello per l’orientamento delle policies; l’attivazione di tavoli di confronto tecnico per lo studio e la formulazione di proposte finalizzate alla rimozione dei suddetti ostacoli;
  • coinvolgimento dei maggiori stakeholder per avviare processi partecipativi finalizzati allo sviluppo di piani operativi per la messa in opera delle migliorie identificate a livello infrastrutturale e di governance;
  • definizione di accordi formali per il miglioramento dei nodi ferroviari da implementarsi nelle diverse regioni che partecipano al progetto.