Impiego dei detenuti nella piccola manutenzione

Ultimo Aggiornamento: 11/16/2017

Nell’ambito della collaborazione tra Amministrazione comunale e direzione degli Istituti penali di Reggio Emilia, l’assessore alle Politiche sociali Matteo Sassi, il direttore della Casa circondariale Paolo Madonna e il presidente di Acer Reggio Emilia Marco Corradi hanno siglato il 18 dicembre 2014 un Protocollo d’intesa che dal 2015 e per tutto il 2016 consente di realizzare un’attività, esterna alla struttura carceraria, di formazione e sviluppo professionale di detenuti e internati. L'obiettivo è coinvolgere i carcerati in lavori di manutenzione ordinaria degli alloggi comunali di edilizia residenziale pubblica e permettere quindi l'acquisizione di competenze ed esperienze anche nell'ottica del reinserimento sociale e lavorativo, valorizzandone le motivazioni e le capacità in servizi di pubblica utilità.

La cooperativa Camelot si occupa del coordinamento del progetto, del monitoraggio dei risultati e delle operazioni di trasporto dei detenuti dal carcere ai luoghi di lavoro e viceversa.
Acer riconosce agli istituti penali un corrispettivo di 20mila euro annui per le prestazioni eseguite.  Ad oggi il progetto esiste grazie ad una convenzione tra Acer, Istituti penali e cooperativa Camelot.

Il 15 giugno 2015 la Giunta comunale ha approvato, su proposta del vicesindaco e assessore al Welfare Matteo Sassi, una delibera per l'attivazione di un progetto speciale con gli Istituti penitenziari di Reggio Emilia, per l’impiego di detenuti nell'attività di manutenzione delle aree verdi.

Il progetto fa parte del Programma della Regione Emilia Romagna “Interventi rivolti alle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale, promossi dai comuni sedi di carcere”. L'obiettivo è creare un modello che contribuisca al miglioramento della qualità della vita delle persone recluse, e fornisca a queste ultime un modo per apprendere quelle competenze e abilità professionali finalizzate all’inserimento in percorsi di formazione o all’inserimento lavorativo di detenuti, affidati o a fine pena, in modo da predisporre misure di accompagnamento volte all’inserimento socio-riabilitativo degli internati.