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Dal 6 maggio al 10 luglio: 'Fotografia Europea 2016 XI Edizione - La via Emilia. Strade, viaggi, confini'

Ultimo Aggiornamento: 04/11/2016

Documento Archiviato - Fine validità 07/11/2016
Dal 6 maggio al 10 luglio: 'Fotografia Europea 2016 XI Edizione - La via Emilia. Strade, viaggi, confini'

C'è un rapporto tra istituzioni sempre più stretto e proficuo, dietro alla XI edizione di Fotografia Europea, dedicata a La via Emilia. Strade, viaggi, confini, che Reggio Emilia ospita dal 6 maggio al 10 luglio 2016. L'importanza raggiunta dal festival è ben riassunta ed evidenziata dai numeri delle sue mostre: trentacinque quelle del solo circuito ufficiale, cui si affiancano le sei dei nuovi partner e le oltre trecento dell'Off, a riconferma dell'interesse e della partecipazione di un'intera città e della provincia.

Promosso e organizzato dal 2006 dal Comune di Reggio Emilia, in questa edizione il festival si avvale inoltre di importanti collaborazioni pubbliche e private: dalla partecipazione della Regione Emilia Romagna alla conferma e al rafforzamento del legame con la Fondazione Manodori anche attraverso la sede espositiva di palazzo da Mosto, all'inserimento effettivo di palazzo Magnani, fondazione di cui il Comune di Reggio Emilia è divenuto socio, a quelle con la Camera di Commercio di Reggio Emilia e Apt Servizi Regione Emilia Romagna. Come ogni anno, per il festival si riconferma fondamentale il contributo dei sostenitori: special sponsor della manifestazione è Iren, main sponsor sono Gruppo Cariparma Credit Agricole, Coop Alleanza 3.0, MAST, CarServer, I Petali. Gli investimenti rappresentano un segnale di fiducia importante, che Fotografia Europea ha saputo conquistarsi anche in questa edizione forte dei risultati ottenuti nel recente passato.

È grazie all'apporto di tutti gli attori coinvolti che la città cambia volto ad ogni edizione, affermandosi come centro italiano della fotografia. Nato per volontà del Comune di Reggio Emilia e caratterizzatosi già in partenza come progetto ambizioso, il festival è stato da subito in grado - e lo ha fatto sempre di più nel corso degli anni - di attrarre energie e suscitare interesse: Reggio Emilia ha accettato la sfida e ha risposto compatta all'appello alla partecipazione.

Mostre, conferenze, spettacoli, educational e iniziative che spaziano dalla presentazione di libri alle visite guidate, ospitate nelle principali istituzioni culturali e sedi espositive della città, saranno anche quest'anno gli ingredienti di un ricco programma di eventi, animato da protagonisti della fotografia, della cultura e del sapere, per sollecitare un confronto fra differenti espressioni di creatività.

In questa edizione ormai alle porte, Fotografia Europea si presenta nuovamente nella veste di kermesse prestigiosa, ancora una volta capace di sostenere la committenza pubblica con nuove produzioni fotografiche dedicate al tema guida e di portare a Reggio Emilia grandi nomi di maestri internazionali come lo statunitense Walker Evans, celebre per la sua fotografia sociale, documentaria e di denuncia dell'America della crisi economica degli anni Trenta; ma anche la famosa agenzia Magnum Photos, stella polare per chiunque voglia avvicinarsi alla fotografia, con un progetto dedicato alle masse di esiliati e rifugiati conseguenza del gran numero di conflitti internazionali che contiene scatti tra gli altri di Robert Capa. Non mancano i lavori di artisti italiani da tempo affermati anche all'estero oltre a Luigi Ghirri e Paolo Gioli, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Paolo Pellegrin, Paolo Ventura, di giovani talenti emergenti come Lorenzo Vitturi e Ziad Antar, di interessanti fotografi espressione del territorio come Paola de Pietri.

E, poiché grandi mostre meritano e chiamano grandi eventi, mai come quest'anno gli appuntamenti culturali inseriti nella cornice del festival sono numerosi, di valore - alcuni dei protagonisti saranno Francesco Guccini, Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni - e destinati a durare per tutta la durata delle esposizioni, fino al 10 luglio.

In questa undicesima edizione il festival vedrà inoltre, come si è detto, la partecipazione della Regione Emilia-Romagna. In relazione al tema, Fotografia Europea punta a sviluppare sinergie e collaborazioni con altre provincie e istituzioni e soggetti culturali prestigiosi di Bologna, Parma e Rubiera, oltre che della stessa Reggio Emilia, che presenteranno mostre ed eventi collegati al festival come la fondazione Mast (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna, lo Csac Centro studi e archivio della comunicazione dell'Università di Parma, l'associazione Linea di Confine per la fotografia contemporanea di Rubiera, in campo nella realizzazione di dettagliate indagini fotografiche e la Collezione Maramotti, prestigiosa raccolta privata di arte contemporanea con sede a Reggio Emilia.

Hanno detto
Alla conferenza stampa di presentazione dell'undicesima edizione di Fotografia Europea in Sinagoga sono intervenuti il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il vice-presidente della Fondazione Manodori Leonida Grisendi, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia Stefano Landi, Elio Grazioli e Walter Guadagnini per il comitato scientifico e co-curatori, il dirigente dei Servizi culturali del Comune di Reggio Emilia Giordano Gasparini. Tra i presenti anche il vice-presidente del Gruppo Iren Ettore Rocchi.

Subito ha preso la parola il sindaco Vecchi: “Vorrei fare una riflessione sul significato di Fotografia Europea di quest'anno. Siamo all'undicesima edizione: quando nel 2006 il festival iniziò fu non soltanto un investimento sulla fotografia, ma ebbe già allora l'ambizione di caratterizzarsi come importante progetto culturale sulla scena europea. Oggi Fotografia Europea è davvero diventata una manifestazione di assoluta rilevanza a livello internazionale e si è consolidata come parte significativa della produzione culturale della nostra città. Dopo dieci anni c'erano tutti gli elementi per creare la condizione utile a produrre cambiamento, consentendo al festival di pensare al futuro con forti ambizioni di crescita. Questa edizione spicca per la grande innovazione nella modalità organizzativa e concettuale, a cominciare dalla rete di città che, grazie anche al tema attuale, prendono parte al festival. Fotografia Europea nasce a Reggio Emilia ma oggi ha partner importanti come la Regione Emilia Romagna. Avremo mostre a Bologna, Parma, Rubiera, a testimoniare un rapporto sempre più stretto tra istituzioni culturali pubbliche e private. Vorrei a questo proposito ringraziare il Csac, il Mast, Linea di Confine, la Fondazione Maramotti, Palazzo Magnani. Sarà una collaborazione tra città e istituzioni ma anche una rete di luoghi, perché nei giorni di Fotografia Europea tutte le principali location culturali della città, da Palazzo Magnani ai Musei ai Chiostri di San Pietro e tanti altri ancora si accendono intorno agli eventi. Da non considerarsi secondario è poi il tema della via Emilia, così ricco di significati: se da un lato porta con sé il forte richiamo all'identità locale, dall'altro ci spinge a interrogarci sul significato del viaggio e dei confini nell'Europa del nostro tempo. Infine, doveroso ricordare il circuito Off, che incrocia centinaia di luoghi pubblici e privati e rappresenta uno stimolo importante a un'idea di città creativa, dinamica e capace di innovare”.

Ha proseguito Grisendi: “La Fondazione sostiene Fotografia Europea fin dal 2006: inizialmente lo ha fatto dal punto di vista economico, in seguito mettendo anche a disposizione il prestigioso Palazzo da Mosto. Da subito abbiamo creduto al valore dell'iniziativa, sempre più in grado con il passare del tempo di aggregare altre importanti istituzioni. Siamo lieti di partecipare e di sostenere la manifestazione, convinti che sia un incredibile volano di crescita culturale per la città e di promozione del territorio di Reggio Emilia”.

Successivamente è intervenuto Landi: “La Camera di Commercio è al fianco di Fotografia Europea anche quest'anno, con un contributo maggiore rispetto al passato. L'edizione 2016 del festival si annuncia particolarmente importante, e siamo certi che avrà ricadute altrettanto rilevanti sul territorio: è proprio questo aspetto che ci spinge a investire, perché c'è bisogno di creare e sostenere iniziative di alto valore artistico e culturale capaci di spingere il pubblico a scoprire la bellezza della nostra provincia”.

Poi ha preso la parola Grazioli, ricordando l'importanza del tema del festival, legato all'opera collettiva sul paesaggio curata trent'anni fa da Luigi Ghirri: “Dopo quella esposizione la fotografia iniziò a dialogare con la letteratura, ma anche con il cinema. Ai Chiostri di San Pietro avremo una mostra che rievoca quella storica, e parallelamente ne avremo un'altra con nove committenze a nuovi autori cui abbiamo chiesto di interpretare la via Emilia e il cambiamento del territorio. La riflessione si è ampliata con la collettiva “Dalla via Emilia al mondo” a Palazzo da Mosto con opere di artisti di fama consolidata, mentre un terzo nucleo importante è rappresentato dalla scelta tramite public call di cinque autori italiani e stranieri ai Chiostri di San Domenico, chiamati a sviluppare e completare il tema del festival con una visione nuova e aperta. Da ricordare necessariamente anche Paolo Gioli, uno dei grandi maestri della fotografia italiana e internazionale, che si è misurato con le raccolte dei Musei Civici di Reggio, realizzando una serie di opere inedite”.

Guadagnini, co-curatore del festival, ha posto l'accento sull'omaggio di Palazzo Magnani a Walker Evans, “uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento. C'è un legame strettissimo tra questo autore statunitense e le vicende della via Emilia: Evans infatti è stato ideale maestro di molti dei fotografi protagonisti di Esplorazioni sulla via Emilia, da Ghirri a Basilico, da Guidi a Barbieri. Dedicare una mostra a Evans significa comprendere meglio il contesto in cui sono cresciuti gli autori delle mostre che ci accingiamo a vedere”.

Gasparini ha evidenziato un aspetto significativo dell'edizione del festival in procinto di cominciare, legato alla qualità e al numero degli eventi in cartellone, destinati a durare fino al 10 luglio, “con l'obiettivo di indurre sempre più persone a scegliere la nostra città come luogo ideale in cui trascorrere un weekend”.

“Sostenendo anche questa edizione di Fotografia Europea - ha infine sottolineato Rocchi - riteniamo non solo di aver vinto la scommessa avendo creduto sin dall’inizio in una manifestazione oramai consolidata a livello nazionale, ma seguiamo con particolare interesse tutte le iniziative collaterali autogestite, come il Circuito Off, che rappresenta un esempio di produzione culturale innovativa del tutto coerente con l’impegno e la responsabilità sociale del Gruppo”.

Le mostre
Curata da un comitato scientifico composto da Diane Dufour
(direttrice LeBal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli studi di Bergamo), Walter Guadagnini (Accademia di Belle Arti di Bologna), Fotografia Europea 2016 ruoterà attorno al tema La via Emilia. Strade, viaggi, confini nella sua accezione più ampia e trasversale.

Si tratta di una riflessione sul tema della strada, partendo proprio dalla grande arteria romana che va “dal fiume al mare” per approdare alle vie del mondo, ai luoghi di transito e di confine nella società odierna.
Questo argomento riprende a trent’anni di distanza, Esplorazioni sulla via Emilia (1986), l’opera collettiva sul paesaggio a cura di Luigi Ghirri con un gruppo di fotografi e scrittori che raccontava il “volto di un paese reale” segnando una pagina significativa della fotografia contemporanea.

“La via Emilia. Strade, viaggi, confini - affermano i curatori - non intende soltanto aggiornare le immagini di trent’anni fa, ma soprattutto evidenziare come in questi tre decenni siano cambiati tanto il mondo quanto i modi di rappresentarlo, in particolare quanto siano cambiate la pratica e la teoria fotografica, il linguaggio attraverso il quale si esprime oggi chiunque utilizzi uno strumento fotografico – le “strade” sono dunque contemporaneamente anche quelle della fotografia, i suoi confini, le sue frontiere, i suoi transiti”.

Ai Chiostri di San Pietro, uno dei fulcri di Fotografia Europea, la mostra 1986. Esplorazioni sulla via Emilia, a cura di Laura Gasparini, presenterà una selezione di opere di autori quali Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Klaus Kinold, Claude Nori, Cuchi White, Manfred Willman e il video di Nino Criscenti - tutte esposte in quella storica occasione - così da ricreare il clima culturale di una delle esperienze più lucide ed esaltanti della storia della fotografia italiana.
Inoltre, materiali originali dell’epoca, come il catalogo, le maquette di preparazione e i provini a contatto racconteranno il lungo lavoro di ricerca sul territorio iniziato nel 1984 e terminato con la collettiva del 1986.

La rassegna si completerà con la sezione 2016. Nuove esplorazioni: a testimoniare la continuità di un impegno, Fotografia Europea ha commissionato a sette autori contemporanei le “nuove esplorazioni” della via Emilia. Un viaggio sorprendente, tra realtà e immaginazione, tra documentazione e invenzione, che renderà davvero unica questa edizione del festival. Gli autori Alain Bublex, Stefano Graziani, Antonio Rovaldi, Sebastian Stumpf, Davide Tranchina, Paolo Ventura, Lorenzo Vitturi, sono tra i protagonisti assoluti del panorama fotografico odierno, nazionale e internazionale, e le loro immagini saranno senza dubbio la novità più attesa di Fotografia Europea 2016.
Il tema dalla via Emilia si allargherà verso le strade del mondo. Sempre ai Chiostri di San Pietro si terrà la mostra Exile che presenterà le opere di 24 fotografi appartenenti all’agenzia Magnum. Sono immagini di reportage, scattate dai grandi interpreti di questo genere, da Werner Bischof a Robert Capa, da Stuart Franklin a Paolo Pellegrin, da Abbas a Chris Steele-Perkins, da Philip Jones Griffiths a Leonard Freed, solo per citarne alcuni, in cui il tema dell’esilio è visto come una strada a un’unica direzione di cui è negato il ritorno, come una condizione di non appartenenza, un luogo estraneo alla propria storia e cultura. Una mostra che dalla storia arriverà alle tragiche pagine dell'attualità.

Sulla scia del successo ottenuto nelle precedenti edizioni, ai Chiostri di San Pietro ritornerà il progetto Speciale Diciottoventicinque che, con la guida di tre professionisti della fotografia e dell’arte visiva quali Giorgio Barrera, Pietro Iori e Diego Zuelli, offre a 60 ragazzi, tra i 18 e i 25 anni, la possibilità di comprendere come costruire un progetto espositivo, dalla stesura del concept alla mostra finale. Per la prima volta i ragazzi avranno modo di confrontarsi anche con il mondo del video. La mostra sarà inoltre allestita all'interno della Galleria I Petali, che continua a sostenere il progetto Diciottoventicinque.

Dai suoi albori la fotografia è strettamente legata all’esplorazione e alla conoscenza del territorio. I primi libri fotografici hanno contribuito a creare e a rafforzare una geografia immaginaria dei luoghi, modellando la nostra percezione dello spazio e del tempo. A questa affascinante tematica si riferisce la mostra di libri fotografici, curata da Ilaria Campioli, ai Chiostri di San Pietro, che presenterà volumi che utilizzano la stessa struttura narrativa e visuale cara alle esplorazioni del XIX e XX secolo per riflettere sulle complesse relazioni fra scoperta, viaggio e conquista.

Per la prima volta in Italia, Palazzo Magnani renderà omaggio, con oltre 150 immagini e 80 riviste, a Walker Evans (1903-1975), uno dei grandi autori del Novecento, che lungo le strade degli Stati Uniti ha scattato alcune delle sue immagini più famose.
Il fotografo americano sarà celebrato attraverso due distinte esposizioni. La prima, Walker Evans. Anonymous, curata da David Campany, Jean-Paul Deridder e Sam Stourdzé, (Catalogo Steidl) presenterà il lavoro foto-redazionale sviluppato da Evans su numerose riviste americane a partire dal 1929. A differenza di molti fotografi Walker Evans non lavorava per i magazine esclusivamente come fotografo; era lui stesso spesso a scegliere il tema, a scrivere i testi, a selezionare le fotografie e a curare l’impaginazione. Mentre i mass media indugiavano sul culto della celebrità e del consumismo, Evans fotografava anonimi cittadini e la loro vita quotidiana, creando immagini dirette e frontali delle condizioni del paese, con uno stile austero e distaccato privo di ogni forma di idealismo romantico. I suoi intensi scatti, prevalentemente in bianco e nero, lo hanno consacrato pioniere della fotografia documentale e sono divenuti simboli della cultura americana degli anni del New Deal.
La seconda, Walker Evans. Italia, a cura di Laura Gasparini (Catalogo Silvana editoriale), prodotta espressamente per Fotografia Europea 2016, proporrà 50 sue fotografie, tra le più famose, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane, capaci d’ispirare il linguaggio poetico di molti dei fotografi protagonisti di Esplorazioni sulla via Emilia, da Ghirri a Basilico, da Guidi a Barbieri. A prova di ciò, saranno esposti alcuni esemplari scatti degli stessi autori italiani scaturiti dalla riflessione sulla lezione del grande maestro americano, insieme a pubblicazioni degli anni trenta e quaranta che testimoniano la presenza di Walker Evans nella storia del cinema e della fotografia italiana del dopoguerra.

Il percorso di Fotografia Europea 2016 proseguirà in altri luoghi simbolo di Reggio Emilia.
Allo Spazio Gerra si terrà la mostra Disco Emilia nata da un progetto che approfondisce, da un punto di vista storico-sociale, il ventennio compreso tra i primi anni settanta e la fine degli ottanta, in cui la regione ha assistito al sorgere di un vero e proprio distretto del divertimento con oltre 35 sale da ballo nel raggio di 100 km. Una vera epopea del costume in cui musica, immagine, moda, tecnologia e spettacolo si sono mescolati freneticamente dando vita a un percorso di crescita esponenziale e alle sue contraddizioni che si riverberano ancora nel presente. A raccontare questo fenomeno sociale e culturale saranno le immagini di Gabriele Basilico, che nel 1978, con la sua serie Dancing in Emilia, ritrasse la prima fase di questo fenomeno, per poi trasferirsi nell’attualità con le fotografie del ciclo Last Night di Andrea Amadasi, Hyena e Arianna Lerussi. Completano la sezione fotografica alcuni scatti di Antonio La Grotta (da Paradise Discotheque).

Nella sede di Palazzo da Mosto - tra le più apprezzate lo scorso anno per la bellezza dell'edificio e dei suoi spazi espositivi - di proprietà della Fondazione Manodori, la collettiva Dalla via Emilia al mondo, curata dal comitato scientifico del Festival, presenterà le opere di Ziad Antar, Paola De Pietri, Gulnara Kasmalieva & Muratbek Djumaliev, Kent Klich, Bettina Lockemann, Maanantai Collective, Michael Najjar, Paolo Pellegrin, Katja Stuke & Oliver Sieber.
Si tratta in pratica di nove mostre personali, di autori provenienti da diversi paesi europei (dalla Svezia alla Germania, dalla Finlandia all'Italia) che affronteranno attraverso diversi media, dalla fotografia alla videoinstallazione, le tematiche del viaggio, del confine, tanto nei suoi aspetti sociali quanto in quelli individuali. Molti di questi autori, protagonisti della scena artistica internazionale, esporranno per la prima volta in Italia, confermando la natura propositiva del Festival.

Sulla scorta della straordinaria esperienza di Joan Fontcuberta nella scorsa edizione, il Palazzo dei Musei aprirà le proprie sale a Paolo Gioli, uno dei grandi maestri della fotografia italiana e internazionale. Nella mostra Nature attraverso, Paolo Gioli si è misurato con gli spazi e le raccolte dei Musei Civici di Reggio, realizzando una serie di opere inedite, ottenute attraverso la tecnica del fotofinish. Ancora una produzione originale dunque; ancora un evento unico nel panorama dei festival nazionali.
Palazzo dei Musei ospiterà inoltre la personale di Fabio Boni Vicino a noi, che celebrerà i 150 anni di vita della Croce Rossa, attraverso i ritratti dei suoi volontari.

Fin dalla sua prima edizione Fotografia Europea ha rappresentato un palcoscenico dove proporre i lavori delle nuove generazioni di artisti. Ai Chiostri di San Domenico, ad esempio, si terranno le esposizioni dei 5 autori europei selezionati dal comitato scientifico tra gli oltre 250 progetti pervenuti alla Public call.
Si va dalle ricerche di Filippo Minelli che con il progetto Padania Classic documenterà il cambiamento del paesaggio architettonico contemporaneo padano dagli anni ’80 ad oggi, tralasciando volutamente paesaggi naturali e patrimonio storico, a quelle del duo Luca Santese e Pasquale Bove che, con Italy&Italy, articoleranno in modo organico l’iconografia degli anni Novanta, focalizzandosi sulla vita quotidiana e mondana riminese, alle indagini condotte da Françoise Beauguion, In the country nowhere – Migrations to Europe, che analizzerà il tema delle migrazioni in Europa, da Ikuru Kuwajima, Trail, che documenterà il suo viaggio in auto nelle montagne del Pamir nel Tagikistan lungo il confine afgano, e da Cyrus Mahboubian e Sophie Nicole Culière, Wanderlust, in cui la strada è la traccia per raccontare il passaggio dell’uomo nel mondo.

Sempre in quest’ambito, Palazzo Casotti ospiterà Sideways, la collettiva, a cura di Daniele De Luigi, che riunisce i sette fotografi emergenti under 35 selezionati attraverso la quarta edizione del concorso Giovane Fotografia Italiana, in collaborazione con GAI Associazione per il circuito dei Giovani Artisti Italiani. In mostra i progetti di Giulia Baczynski, Valentina D'Accardi, Martin Errichiello e Filippo Menichetti, Federica Landi, Luca Massaro, Anna Messere, Francesca Serotti e Carlotta Zarattini.

Alla Galleria Parmeggiani, due rassegne dedicate ad autori nati e attivi sul territorio testimonieranno la volontà del Festival di mantenere salde le proprie radici e il proprio rapporto con il tessuto culturale che lo anima.
La prima è il Grand Tour. Viaggio nel tempo dell’iPhoneography di Giuliano Ferrari che ripercorrerà e attualizzerà le tappe del Grand Tour, che vedeva ricchi giovani dell'aristocrazia europea, a partire dal XVII secolo, scendere in Italia per conoscere l’antichità, la pittura rinascimentale e il paesaggio, utilizzando la camera fotografica dell’iPhone. La seconda è Columnae Herculis: architetture di confine e strategie urbanistiche militarizzate un progetto di Saverio Cantoni, a cura di Giovanna Calvenzi, che affronterà le strategie architettoniche e urbanistiche che coinvolgono la costruzione e il mantenimento del confine meridionale della zona demilitarizzata tra le due Coree.

In occasione di Fotografia Europea 2016, la Collezione Maramotti proporrà e ospiterà due esposizioni. Il progetto di Claudia Losi How do I imagine to being there? prende avvio da una cronaca di viaggio, da un reale attraversamento delle isole di S.ta Kilda nel 2012 per poi approdare alla costruzione di nuove mappe mentali e artefatti che costituiscono sedimentazioni mnemoniche del paesaggio. So near, so far di Paolo Simonazzi restituirà uno sguardo originale sul nostro territorio, inteso come crocevia di comunicazioni semantiche, culturali, linguistiche, visuali attraverso una scelta di scatti che coprono gli ultimi vent’anni del suo lavoro.

Fotografia Europea 2016 apre un nuovo capitolo e presenta numerose novità condividendo con la Regione Emilia-Romagna l'obiettivo di sviluppare sinergie e collaborazioni con altre realtà del territorio.

Lo Csac–Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma proporrà il frutto di un’indagine negli archivi della Sezione Fotografia. In Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia verranno esposti nuclei storici di stampe presenti nelle sue raccolte, di Bruno Stefani, di Guido Guidi, di grandi atelier come quello bolognese dei Villani o del romano Studio Vasari, a confronto con l’opera degli autori protagonisti di quella nuova fotografia, dell’ultimo quarto del Novecento. Con tutto questo si intrecciano le foto di cronaca, le fotografie dello sport, rituali sociali, riprese della quotidianità. L’intenzione è quella di proporre una riflessione sugli sguardi di quel paesaggio, con l’ambizione di restituire uno sfondo al progetto di Esplorazioni della Via Emilia, 1986. Nella sala polivalente verrà inoltre riproposta la mostra del Festival dell’Architettura 2007-08 dedicata al Pubblico Paesaggio dal titolo Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa, esito di una ricerca che riflette, attraverso un rilievo topo-fotografico puntuale, su struttura e componenti del divenire della strada consolare quale strumento di continua rigenerazione dell’insediamento antropico emiliano.

Il Mast (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna ospiterà la mostra Ceramica, Latte, Macchine e Logistica. Fotografie dell’Emilia Romagna al lavoro a cura di Urs Stahel. Attraverso le fotografie di autori quali Olivo Barbieri, Tim Davis, William Guerrieri, Guido Guidi, Paola de Pietri, Franco Vaccari, Walter Niedermayr e altri, l’esposizione documenterà lo sviluppo dell’Emilia Romagna negli ultimi decenni. Coppie di immagini contrapposte racconteranno come le vecchie industrie scompaiano, sostituite da nuovi sistemi produttivi ad altissimo contenuto tecnologico e come al paesaggio tradizionale di un territorio dal sapore antico si sostituiscano le nuove aree del terziario avanzato.

All'Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia), Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea presenterà, a cura di Antonello Frongia, Per strada, che proporrà oltre 60 fotografie, dai primi anni Settanta al 2007, realizzate da Guido Guidi sulla via Emilia e per le strade adiacenti, senza dimenticare la serie sul Teatro Bonci di Cesena realizzata nel 1984 con Luigi Ghirri, gli inediti di Esplorazioni sulla via Emilia e la serie SS9. In programma anche l'esposizione dei lavori prodotti dai partecipanti ai laboratori tematici condotti sulla via Emilia da Guido Guidi (Per strada), Sabrina Ragucci (Contemporaneamente immagini e parole) e Marco Signorini (Sguardi, grafemi, codici), a cura di William Guerrieri.

Anche per la sua XI edizione Fotografia Europea 2016 sarà arricchita dal Circuito Off, un programma di oltre 300 esposizioni ed eventi indipendenti e autogestiti, promossi da gallerie, associazioni, soggetti pubblici e privati, disseminati nel territorio cittadino e provinciale.

Il catalogo
Anche quest'anno il catalogo del Festival è curato da Silvana Editoriale e raccoglierà le opere in mostra, i saggi dei curatori e i contributi di critici e protagonisti della undicesima edizione di Fotografia Europea.

Fotografia Europea 2016 - XI edizione La via Emilia. Strade, viaggi, confini
Reggio Emilia 6 maggio - 10 luglio 2016
Informazioni: tel. 0522.456219; www.fotografiaeuropea.it

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