Cos'è la contabilità ambientale

Ultimo Aggiornamento: 07/11/2018

I problemi e i costi ambientali non traspaiono dai conti pubblici ancora formulati secondo criteri puramente amministrativi.
Per andare verso la sostenibilità, occorrono, quindi, nuovi strumenti idonei a rilevare, contabilizzare, gestire e comunicare i costi e i benefici sull’ambiente delle proprie azioni. La contabilità ambientale è uno di questi.

La contabilità ambientale

La Contabilità Ambientale può essere definita come “un sistema che permette di rilevare, organizzare gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, questi ultimi espressi per lo più sia in unità fisiche che monetarie”.

Essa nasce sulla scia delle esperienze di bilanci sociali e, quindi, dalla necessità crescente, per le organizzazioni sia pubbliche che private, di mettere a punto sistemi di rendicontazione non solo economico-finanziari, ma anche di tipo sociale ed ambientale in grado di quantificare l’impatto complessivo delle proprie attività sulla società civile e sull’ambiente-territorio.

Da tempo, infatti, è ampiamente riconosciuta l’insufficienza degli strumenti contabili tradizionali nel gestire situazioni problematiche dal punto di vista ambientale e sociale a causa dell’incapacità di questi di leggere il livello e le variazioni di benessere complessivo di un determinato territorio o sistema locale.

Tali considerazioni, unite alla crescente necessità di gestire problemi ambientali complessi e conflittuali, di ricomporre l’interesse collettivo verso obiettivi di migliore qualità dell’ambiente, della vita e di sostenibilità dello sviluppo, hanno indotto le organizzazioni a dotarsi di strumenti in grado di contabilizzare in modo adeguato i costi e i benefici ambientali delle proprie azioni, elevare il livello di trasparenza verso l’esterno e predisporre politiche-azioni efficaci ed efficienti. Da ciò la necessità di affiancare al classico bilancio d’esercizio un bilancio dedicato all’ambiente. 

Tale esigenza è stata ovviamente sentita in modo prioritario dalle organizzazioni pubbliche per le quali più forte è la necessità di “spiegare” e condividere con i propri cittadini, attraverso processi di governance, l’utilizzo delle risorse pubbliche anche e soprattutto in un ottica di “sviluppo sostenibile”.

Le finalità di questo strumento sono quindi sia di comunicazione interna, come supporto alle decisioni dell’organizzazione, sia di comunicazione esterna; la contabilità ambientale è infatti un processo attraverso il quale l’Ente dà conto degli esiti delle sue politiche ambientali ed è al tempo stesso uno strumento di trasparenza e di democrazia in grado di incidere sui processi decisionali.

Perché la contabilità ambientale

  • insufficienza degli strumenti contabili tradizionali nel gestire situazioni problematiche dal punto di vista ambientale;
  • incapacità di questi strumenti di leggere il livello e le variazioni di benessere di un determinato territorio o sistema locale;
  • necessità di affiancare al classico bilancio d’esercizio un bilancio dedicato all’ambiente.

La Contabilità Ambientale è ancora uno strumento di carattere volontario. Infatti nonostante essa rientri in un insieme di principi condivisi da tempo a livello internazionale e che numerosi documenti strategici caldeggino la sua adozione, l’introduzione nelle organizzazioni, anche quelle pubbliche locali, è ancora una scelta volontaria non supportata né sostenuta a livello centrale. Infatti, i numerosi progetti di legge, presentati negli ultimi 10 anni da diverse parti politiche, non hanno mai visto concluso l’iter di approvazione.

Ciò nonostante sono numerose le esperienze in materia; numerose le linee guida, numerosi gli enti locali che hanno sperimentato lo strumento della Contabilità Ambientale nel decennio passato.

Alcuni Enti locali italiani hanno inoltre deciso di fare proprio questo strumento, introducendo lo stesso nel proprio processo decisionale e redigendo sistematicamente Bilanci Ambientali, testimoniando quindi con questo il valore aggiunto che tale strumento fornisce sia in termini di trasparenza sia un termini gestionali.

Il bilancio ambientale

Il Bilancio Ambientale è il documento di reporting della contabilità ambientale . Con esso gli organi di governo di un’organizzazione rendono conto ai vari interlocutori relativamente al proprio impegno per l’ambiente e alle ricadute sull’ambiente delle proprie attività. Attraverso tale documento l’organizzazione non solo descrive, e rende pubbliche, le proprie politiche per l’ambiente, le azioni messe in campo e gli aspetti finanziari connessi, ma anche analizza e documenta, attraverso dati e statistiche, gli impatti diretti e indiretti sull’ambiente di tutte le sue politiche.

Gli obiettivi che si prefigge l’organizzazione con tale documento sono in genere duplici:

  • comunicare e rendicontare all’esterno (e in tale senso con esso si vuole elevare il livello di trasparenza);
  • inserire la variabile ambiente in modo trasversale e strategico all’interno del proprio processo di pianificazione (e in tale senso con esso si vuole introdurre la logica della “sostenibilità dello sviluppo”).

I disegni di legge sulla contabilità ambientale

A livello nazionale non esiste ancora una normativa specifica relativa alla contabilità ambientale negli Enti Pubblici. In Italia sono state varie proposte e iniziative per una legge sulla contabilità ambientale:

  • Disegno di legge “Giovanelli” (DS, 2001) - approvato in Senato
  • Disegno di legge “Specchia” (Alleanza Nazionale, 2001)
  • Disegno di legge “Turroni” (Verdi, 2001)
  • Disegno di legge “Moncada” (UDC, 2003)
  • Disegno di legge unificato proposto dal Comitato ristretto per i disegni di legge, illustrato in Commissione Ambiente (2004).
  • Commissione Ministeriale di studio sulla Contabilità "verde", presieduta dal sottosegretario all'Economia Paolo Cento ( 2006)
  • Disegno di legge delega del Consiglio dei Ministri per l’istituzione di "un sistema di contabilità e bilancio ambientale che integri gli atti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni"
  • Disegno di legge Saccomanno (Pdl, 2008)
  • Disegno di Legge Marchi (Pd, 2008)
  • Nel 2006 è stato presentato un progetto di legge regionale della Regione Emilia Romagna orientato a promuovere e sostenere l’adozione sperimentale, da parte di Comuni e Province, di bilanci ambientali.
  • Altri disegni di legge sono stati presentati nelle Regioni Campagna e Lazio.

Il contesto internazionale

La Contabilità Ambientale rientra in un insieme di principi condivisi a livello internazionale:

  • La Dichiarazione d’intenti e il Piano d’Azione, approvati al World Summit on Sustainable Development organizzato dall'ONU a Johannesburg nel mese di settembre 2002, invitavano i governi locali a “sviluppare strategie che integrino le dimensioni economiche, sociali, ambientali e culturali dello sviluppo e una governance locale trasparente ed efficace”.
  • La Commissione Europea nel V e VI Programma d’Azione in materia ambientale ha più volte sottolineato l’importanza dell’adozione di strumenti di contabilità ambientale, a tutti i livelli dell’amministrazione, per integrare le informazioni contenute nei documenti tradizionali di programmazione economico-finanziaria e di bilancio ed in tal modo supportare adeguatamente il processo decisionale pubblico.
  • La Comunicazione “Strategia per l’ambiente urbano” della Commissione Europea (febbraio 2004) raccomanda l’uso di strumenti di gestione intersettoriali.
  • La Raccomandazione del Consiglio d’Europa (2 marzo 2004) riporta che: “L'adozione di un sistema di contabilità ambientale a tutti i livelli di governo permetterebbe ai decisori politici di rendere conto alle comunità amministrate dei risultati ambientali e delle politiche messe in atto, basandosi su dati affidabili e informazioni costantemente aggiornate sullo stato dell'ambiente, di integrare la variabile "ambiente" nel procedimento decisionale pubblico a tutti i livelli di governo, e infine di accrescere la trasparenza riguardo gli effetti delle politiche dei poteri pubblici sull'ambiente”.
  • Durante la IV Conferenza europea delle Città sostenibili “Aalborg+10” (giugno 2004) è stata auspicata l’adozione di strumenti per rendere le decisioni delle amministrazioni chiare, motivate e trasparenti ed è stata prevista, per le città che hanno sottoscritto gli “Aalborg Commitment” (tra cui il Comune di Reggio Emilia), la verifica dei risultati raggiunti rispetto agli impegni presi.
  • La comunicazione della Commissione UE al Consiglio e al Parlamento Europeo - “Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento“ (agosto 2009) individua 5 azioni per meglio misurare il progresso in un mondo che cambia. Tra queste: completare il PIL con indicatori ambientali e sociali, avere dati ambientali aggiornati per dare ai decisori informazioni “in tempo reale” a sostegno del processo decisionale, integrare i conti nazionali con una contabilità economico-ambientale.