Progetto DAE

Ultimo Aggiornamento: 10/27/2017
dae

A marzo 2013 l'Amministrazione comunale di Reggio aderisce al progetto di diffusione sul territorio dei “Dae” (Defibrillatore Automatico Esterno) con l'intento di arrivare a posizionare diversi defibrillatori in sedi istituzionali significative e in zone di grande concentrazione e affluenza di cittadini.

Grazie a un finanziamento della Regione Emilia-Romagna, con coordinamento sanitario provinciale condotto da Maura Veneziani, dirigente del dipartimento Emergenza Urgenza dell'Asmn, è stato possibile formare 198 dipendenti comunali (108 agenti della Polizia Locale e 90 dipendenti di altri servizi del Comune), istruire sette formatori di comunità, e inoltre è stato possibile acquistare due defibrillatori 'trainer' e due manichini MINI-ANNE con i quali si possono effettuare le esercitazioni di rianimazione cardio-polmonare (Rcp) per garantire il corretto aggiornamento.

I DAE presenti a Reggio sono:

  • 8 in dotazione alla Polizia Locale: quattro alle autovetture in comando destinate al pronto intervento, due nelle unità decentrate e due in centro storico;
  • 1 in piazza Prampolini, sotto la loggia del Municipio;
  • 1 nella sede della biblioteca Panizzi in via Farini,
  • 1 a palazzo Forte (ex tribunale) in via Emilia San Pietro 12;
  • 1 vicino all'Anagrafe di via Toschi. 1 a Villa Cella in via Cella all'Oldo (incrocio con via Brindani)
  • 65 in impianti sportivi comunali

L'attivazione del servizio da parte dalla Polizia Locale avviene su chiamata telefonica alla centrale operativa del Comando da parte del "118".
La centrale operativa smisterà poi la chiamata al nucleo più vicino al luogo di intervento: In orario diurno (dalle 7 alle 19) vengono attivate le pattuglie di Pronto intervento e infortunistica che operano nei settori nordest, sud e ovest e la pattuglia città storica. Dalle 19 alle 24 sono invece due le pattuglie pronte a intervenire con i Dae e in notturna. Dalle 24 alle 7 la pattuglia che opera sul territorio comunale in questa fascia oraria.

La catena della sopravvivenza

Gli studi dimostrano che la defibrillazione elettrica rappresenta senza dubbio l’evento terapeutico più importante nel trattamento dell’arresto cardio-circolatorio conseguente a fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare senza polso e aritmie.

La rianimazione cardio-polmonare di base senza defibrillatore non rappresenta un trattamento definitivo e ogni minuto che passa senza intervenire la possibilità di sopravvivenza cala del 10%.
E' evidente dunque l’importanza di inserire un defibrillatore semiautomatico in ambiente extra ospedaliero per organizzare in un più ampio contesto “ la catena della sopravvivenza”:
pronto riconoscimento ed attivazione immediata dei soccorsi -> rianimazione di base precoce -> defibrillazione precoce -> rianimazione avanzata precoce.