Comune di Reggio Emilia

Home Servizi sociali e welfareIntesa fra Comune,Cassa Depositi e Prestiti e Acer per cento alloggi di edilizia convenzionata senza consumo di nuovo suolo

Intesa fra Comune,Cassa Depositi e Prestiti e Acer per cento alloggi di edilizia convenzionata senza consumo di nuovo suolo

Ultimo Aggiornamento: 02/17/2015

Il 16 febbraio è stata siglata l'intesa tra Comune di Reggio, Acer e Cassa depositi e prestiti (Cdp) Investimenti sgr per realizzare 100 alloggi in edilizia sociale convenzionata nel territorio di Reggio Emilia. Il protocollo amplia la possibilità per i cittadini che non possiedono i requisiti per l’accesso alle graduatorie delle case a canone sociale, e contestualmente non sono in grado di sostenere i costi della casa a libero mercato. Il tutto grazie a un investimento di circa 10 milioni di euro.

conferenza stampa social housingHanno detto - “Si tratta di un'operazione di grande rilievo per il nostro territorio e virtuosa sotto tanti aspetti – ha detto oggi il sindaco di Reggi Luca Vecchi sottoscrivendo il protocollo d'intesa – Difatti non solo permette di ampliare significativamente l'offerta di alloggi a canone calmierato incrementandoli di 100 unità, dando così risposta alle esigenze abitative della comunità, ma contribuisce anche allo sviluppo economico locale. La sinergia con Cassa depositi e prestiti ci consente di compiere un'operazione che l'Amministrazione, né Acer sarebbero riuscite a compiere con le proprie forze”. “A riguardo – ha concluso il sindaco - la capacità oggi delle Amministrazioni di dar risposta alle esigenze dei territori risiede proprio anche nella capacità di agevolare operazioni di questo tipo e di saper attrarre risorse e investimenti pubblico-privati”.
“Questa azione di social housing – ha proseguito il vicesindaco Matteo Sassi – permetterà inoltre di riqualificare parte del patrimonio locale. Oggi le politiche abitative vanno infatti ripensate proprio nella direzione del recupero dell'esistente piuttosto che nel consumo di nuovo suolo, una direzione che come Amministrazione stiamo seguendo su diversi fronti”. “La collaborazione con la Cassa depositi e prestiti – ha aggiunto l'assessore al Patrimonio Francesco Notari – ci ha permesso di definire gli ambiti prioritari di intervento, le aree private e le 'zone sensibili' che maggiormente necessitano di riqualificazione e di promozione del mix sociale”.
Alla presentazione del progetto sono intervenuti anche Marco Corradi, presidente di Acer, e Paola Delmonte, direttore responsabile social housing in Cassa depositi e prestiti, che ha annunciato che “il finanziamento a disposizione per Reggio è di circa 10 milioni di euro, parte di un Fondo nazionale di investimenti per il social housing”.

Il progetto - L’intesa prevede che il Comune di Reggio definisca le zone della città in cui intervenire prioritariamente con programmi di Social housing (edilizia sociale) per aumentare l’offerta di alloggi per l’affitto a canone calmierato e promuovere l'acquisto della casa nel medio-lungo periodo applicando canoni di affitto con possibilità di riscatto. Cdp Investimenti sgr, società controllata da Cassa depositi e prestiti che svolge un ruolo di stimolo e di supporto per le iniziative di social housing a livello nazionale, collaborerà con il Comune e Acer per garantire la fattibilità economico-finanziaria degli interventi nelle aree definite in accordo con il Comune. Acer contribuirà allo sviluppo dell’iniziativa e, per conto di Cdpi sgr, si occuperà dell’assegnazione degli alloggi e della gestione degli immobili, mettendo a disposizione i servizi alla persona e le competenze specifiche nel campo della gestione del patrimonio immobiliare sociale. Il protocollo siglato oggi potrà essere esteso anche agli altri Comuni del territorio provinciale che siano interessati a mettere in campo interventi di Social housing.

L'impegno del Comune - Il mutamento degli scenari economici ha prodotto anche a Reggio un bisogno, in materia di abitazioni, diverso rispetto al passato. A questo proposito, la questione abitativa a Reggio Emilia presenta da un lato le stesse caratteristiche strutturali osservabili su scala nazionale legate, in particolare, alle difficoltà delle famiglie di fare fronte all’alto costo degli affitti e dei mutui per l’acquisto delle case, dall’altro si caratterizza per alcuni fenomeni di particolare rilevanza sociale che, oltre alla fasce sociali tradizionalmente considerate più bisognose - anziani, disabili, immigrati - vedono nuove categorie di persone coinvolte dalla questione abitativa: giovani, famiglie monoparentali, studenti, lavoratori precari o temporanei, cioè quella parte di popolazione che non riesce, per svariate ragioni, ad accedere al mercato libero e, nel contempo, non possiede le condizioni economiche e sociali tali da poter accedere all’edilizia residenziale pubblica. È da sempre impegno dell’Amministrazione comunale migliorare la condizione abitativa e dell’abitare, ritenendo le politiche abitative parte delle politiche urbane e dei processi di trasformazione, che non devono ghettizzare per fasce di reddito gli utenti della città, ma devono promuovere l’integrazione di ceti sociali, culture, funzioni, costruendo una città moderna e solidale.
Proprio la stretta relazione tra politiche abitative e politiche urbane vede, anche all'interno di questo protocollo, un impegno specifico del Comune che ha individuato alcune zone della città, dove ci sono immobili e aree di proprietà pubblica, da prendere prioritariamente in considerazione per i programmi di Social housing: la città storica, in particolare le unità edilizie che si trovano tra via Roma, via Secchi, via Bellaria, via Filippo Re; la zona stazione e di via Turri; il quartiere di Santa Croce, il quartiere Compagnoni-Fenulli. L’obiettivo è pertanto duplice: da un lato offrire una risposta al bisogno della prima casa che una parte sempre più consistente di popolazione non riesce a soddisfare con le tradizionali offerte di mercato, dall’altra utilizzare le politiche per la diffusione del social housing come volano per la rigenerazione di importanti quartieri della città storica.

L'impegno di Acer -Acer Reggio Emilia, azienda di servizi per l’attuazione delle Politiche abitative per conto dei Comuni della Provincia di Reggio Emilia, metterà a disposizione le proprie competenze relative ai servizi di Social housing che comprendono i servizi alla persona in relazione alla corretta gestione del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Oggi, l’Azienda gestisce oltre 5000 alloggi, di cui circa 700 a canone calmierato, anche grazie all’esperienza pluriennale messa in pratica con l’Agenzia per l’Affitto che ogni anno raccoglie oltre 500 domande in tutta la provincia, di cui 300 solo a Reggio Emilia.

L'impegno di CDP Investimenti CDPI Sgr è attiva su tutto il territorio nazionale con il proprio fondo FIA (Fondo Investimenti per l’Abitare) - i cui sottoscrittori sono la stessa Cassa Depositi e Prestiti, alcuni investitori istituzionali e il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti - per contrastare il disagio abitativo attraverso interventi sostenibili dal punto di vista sociale, ambientale, energetico e finanziario. Nello specifico del territorio di Reggio Emilia, CDPI Sgr collaborerà con il Comune e Acer per realizzare un programma di interventi che minimizzi il consumo di nuovo suolo attraverso il recupero urbanistico ed edilizio di aree urbane, e la valorizzazione di patrimoni immobiliari dismessi o in via di dismissione.
CDP Investimenti Sgr predisporrà uno studio di pre-fattibilità economico-finanziaria per trasformare gli immobili individuati in alloggi a canoni calmierati e/o per la vendita a prezzi convenzionati, raccogliendo eventuali manifestazioni di interesse dei proprietari di immobili “candidati” al Programma di social housing.

Le prossime tappe - Per realizzare in concreto dette iniziative CDPI Sgr coinvolgerà il Sistema dei fondi immobiliari locali specializzati già attivi in detti interventi su tutto il territorio nazionale. Nelle prossime settimane verranno definite le modalità di “candidatura” dei potenziali interessati ad accedere al progetto.