Giovane Fotografia Italiana #08 – Reconstruction
I 7 artisti vincitori della Call for Artists 2020

Ultimo Aggiornamento: 02/19/2020
Call Giovane Fotografia italiana

La giuria internazionale di Giovane Fotografia Italiana #08, composta da: Ilaria Campioli e Daniele De Luigi - curatori di Giovane Fotografia Italiana; Carine Dolek - Festival Circulation(s) di Parigi; Chiara Fabro – Festival Panoràmic di Barcellona e Shoair Mavlian – Photoworks di Brighton ha selezionato i 7 artisti che avranno l’opportunità di esporre nella mostra collettiva “Giovane Fotografia Italiana #08 – RECONSTRUCTION” che sarà presentata nello spazio espositivo dei Chiostri di San Domenico di Reggio Emilia e inclusa nel programma ufficiale del festival Fotografia Europea (17 aprile – 24 maggio 2020/ Giornate inaugurali 17-19 aprile 2020).

Una mostra collettiva, nella cornice dei Chiostri di San Domenico, durante Fotografia Europea, riunirà attorno al tema guida i sette lavori degli artisti selezionati, tra le 259 candidature, pervenute da tutta Italia, comprese quelle di cittadini stranieri attualmente residenti nel nostro Paese (Bangladesh, Belgio, Cina, Colombia, Francia, Grecia, Iran, Spagna, Russia, Ucraina). 

I sette progetti fotografici sceltirappresentano una polifonia di voci che si distinguono per l’originalità dell’approccio al tema Reconstruction.

  • Domenico Camarda (La Spezia, 1990) con Liquido riflette sul concetto di identità che, come le realtà stessa, si è moltiplicato ed espanso, lasciando così spazio ad un mondo dove la fissità è sostituita da una varietà di forme possibili;
  • Irene Fenara (Bologna, 1990) con Three thousand tigers evidenzia come la tecnologia cambi la percezione del mondo. Partendo dalle immagini di un animale in via d’estinzione come la tigre, l’artista crea con un algoritmo nuove visioni che sottolineano la distanza tra noi e la realtà; Nowhere near di Alisa Martynova (Orenburg, Russia, 1994) tenta di ricostruire l’immaginario di chi ha deciso di lasciare la propria terra d’origine e ciò che resta nel mondo interiore del sogno di una vita diversa, una volta raggiunta la meta;
  • Francesca Pili (Benevento, 1986) con #Abruxaus denuncia con amara ironia la piaga degli incendi dolosi che affliggono la Sardegna così come molte altre aree del pianeta, offrendo una riflessione sul controverso rapporto tra uomo e natura sottomesso alle logiche di consumo;
  • Con The Long Way Home of Ivan Putnik, Truck Driver il collettivo Vaste Programme (Giulia Vigna, Latina, 1992; Leonardo Magrelli, Roma, 1989; Alessandro Tini, Roma, 1988) indaga i meccanismi e il ruolo delle immagini presentando l’archivio fotografico di Ivan Putnik, un camionista russo che attraversa l’intera Siberia alla guida di un camion, dando vita ad una narrazione a cavallo tra i generi classici dell’album fotografico, del diario di viaggio e della verofiction;
  • I made them run away di Martina Zanin (San Daniele del Friuli, 1994) è una storia a più livelli che attraverso immagini e testi epistolari indaga le dinamiche delle relazioni moderne mettendo al centro temi come l’amore, la fantasia, l’illusione, l’identità;
  • The creation of the world is an ordinary day di Elena Zottola (Maratea, 1995) è un’opera-performance nata in Estonia concretizzatasi nella cartolina d’artista. Ispirato da un antico racconto baltico sull’origine del mondo, il progetto fotografico è il tramite per la formulazione di un nuovo racconto multiculturale e collettivo, privo di qualsiasi barriera di linguaggio, di forma o contenuto.

Durante le giornate inaugurali del festival (17-19 aprile 2020) gli artisti condurranno visite guidate e racconteranno il loro lavoro ai tanti appassionati in conferenze ed incontri. Inoltre al vincitore tra i sette artisti verrà attribuito il premio Giovane Fotografia Italiana di 4 mila euro.

Giovane Fotografia Italiana è il progetto, promosso dal Comune di Reggio Emilia e dall'associazione GAI-Giovani artisti italiani, in collaborazione con importanti festival europei, volto a promuovere le migliori ricerche fotografiche under 35 in Italia, capaci di offrire nuove e originali prospettive sulla fotografia contemporanea.
L’ottava edizione della call di Giovane Fotografia Italiana si è chiusa con una grande adesione di fotografi e fotografe under 35, italiani o stranieri attualmente residenti nella nostra nazione.
Sono state ben duecentocinquantanove le candidature pervenute da tutta Italia, comprese dodici di cittadini stranieri attualmente residenti in Italia, provenienti da dieci nazioni diverse: Grecia, Cina (2), Bangladesh, Spagna (2), Iran, Colombia, Russia, Belgio, Ucraina, Francia. 
L’iniziativa si inserisce nel programma di Reggio Emilia per Emilia 2020. 

RECONSTRUCTION è il focus su cui si concentra Giovane Fotografia Italiana #08 

Non si vede solo con gli occhi. La fantasia è la facoltà che consente agli uomini di far apparire immagini nella propria mente ed è strettamente correlata alla memoria: si fonda dunque sulla realtà, e la sua capacità di generare visioni esiste a partire dall'esperienza. Le realtà esplorabili si sono però moltiplicate e, di conseguenza, anche i linguaggi e le modalità di racconto hanno assunto una maggiore varietà di forme.
Nel linguaggio comune le fantasie si contrappongono al vero, talvolta sono perfino considerate un inganno e condannate come fuga dalla realtà e dalle responsabilità che essa ci chiede di assumerci.
Eppure senza immaginazione non è possibile un’autentica comprensione del reale perché ci permette di completare il mosaico che lo compone, scomponendo e ricomponendo le informazioni e il sapere. fe

La fotografia, nata per riprodurre fedelmente la realtà osservabile, può invece prendere parte ai processi conoscitivi non solo rappresentando il visibile, ma anche, a partire da esso, ricostruendo il reale nelle sue multiple dimensioni attraverso l’immaginazione: ricostruire ciò che è nascosto, o irraggiungibile, e non può essere dato allo sguardo; ricostruire la complessità dai frammenti; ricostruire il passato. Ma anche contribuire alla ricostruzione di un’idea di futuro per il mondo.