Intitolazione del palazzo “Ex Tribunale” alla memoria di Renata Fonte, amministratrice pubblica vittima di mafia

Ultimo Aggiornamento: 12/12/2018

in occasione delle celebrazioni del “21 Marzo-Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, l’Amministrazione Comunale ha intitolato il Palazzo “ex Tribunale” in Via Emilia San Pietro n° 12 a RENATA FONTE, dichiarata vittima di mafia nel 2002, modello di legalità e di lotta alla corruzione, alla lottizzazione ed alla speculazione edilizia, esempio ineguagliabile di passione pubblica al servizio delle Istituzioni e di dedizione alle virtù civiche.

Il 20 marzo 2015 si è svolta la cerimonia di intitolazione, con l''apposizione di una targa commemorativa alla presenza delle autorità locali e delle figlie di Renata Fonte - Viviana e Sabrina Matrangola.

Note biografiche
Renata Fonte (Nardò 10.03.1951 - 31.03.1984) è stata una rara interprete della politica posta al servizio dei cittadini, contro ogni interesse speculativo ed ogni personalismo, che ha pagato con la vita la sua difesa del territorio e degli interessi sociali. 
Tra le prime donne in politica nella provincia di Lecce, nipote di Pantaleo Ingusci, storica figura del Partito Repubblicano leccese, perseguitato e arrestato durante gli anni del fascismo, Renata Fonte si distingueva per l’impegno politico e sociale.
Insegnante alle Scuole Elementari e con due figlie piccole, nel 1982 si candida alle elezioni amministrative e ricopre prima il ruolo di Assessore alle Finanze, poi si sposta all’Assessorato alla Cultura e Istruzione e al direttivo provinciale del P.R.I.
Ma è dirigendo il Comitato per la Tutela di Porto Selvaggio che Renata Fonte fa sentire con forza la sua voce, esponendosi con ferrea opposizione all'abusivismo edilizio ed alle lottizzazioni cementizie. 
Attraverso i microfoni della piccola emittente locale, Radio Nardò1, veicola la sua lotta per la legalità, la democrazia, la giustizia. 
Il risultato è l’emanazione da parte della Regione Puglia di una legge di tutela del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio, tuttora vigente. 
La sera del 31 Marzo 1984, di ritorno da una seduta del Consiglio Comunale di Nardò, due sicari uccidono Renata Fonte sulla soglia di casa con tre colpi di pistola: aveva da poco compiuto 33 anni e il suo fu il primo omicidio di mafia nel Salento con vittima un politico donna.
In data 28.02.2002 la Commissione del Dipartimento Affari Civili del Ministero dell'Interno le ha riconosciuto il carattere di di vittima di criminalità mafiosa.
Il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio custodisce una stele in memoria di Renata Fonte, unanimemente riconosciuta protagonista della sua salvaguardia.
In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 a Lecce la “Rete Antiviolenza Renata Fonte”, primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell’Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità.