Case di quartiere

Ultimo Aggiornamento: 03/15/2021
Case di quartiere

Realizzare una città collaborativa a Reggio Emilia è più facile anche grazie alla presenza dei centri sociali.

I 27 centri sociali del Comune di Reggio Emilia rappresentano una rete di luoghi che, oltre ad essere patrimonio pubblico, sono da sempre contesti di socialità, dove le persone - giovani e meno giovani - si ritrovano, dove si fanno attività a beneficio del quartiere, dove ci si prende cura degli spazi pubblici.

Per queste ragioni i centri sociali sono i luoghi elettivi della partecipazione e il programma di città collaborativa del Comune intende farli diventare sedi privilegiate per le attività e i servizi che intendiamo organizzare, accompagnando la loro evoluzione verso l’idea di case di quartiere, luoghi speciali che creeremo insieme, al termine di un percorso di accompagnamento e confronto collaborativo con gli attuali gestori.

La rete dei centri sociali

I centri sociali da più di trent’anni sono protagonisti della vita civica di Reggio Emilia: sono luoghi identitari nel cuore dei quartieri e delle frazioni, spazi dedicati alla socialità, alla convivialità a progetti che coinvolgono anziani, famiglie, bambini. Lavorano con altre associazioni e sono un esempio di volontariato attivo di grande spessore. L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia riparte dai centri sociali per co-progettare, insieme ai comitati di gestione, alle associazioni coinvolte e ai singoli volontari un nuovo cammino che, a partire dalla funzione che questi luoghi hanno nel presente, li proietti verso il futuro, accompagnandoli nell’aggiornamento del loro ruolo e degli obiettivi e implementando nuovi potenziali servizi per la cura della comunità e del territorio. Infatti i centri sociali della nostra città escono da una stagione quanto mai fertile della loro attività: sono stati attivamente coinvolti nei percorsi collaborativi attuati nei quartieri e hanno potuto così da una parte confermare la loro centralità come ‘piazze di quartiere’, dall’altra entrare in relazione con nuovi soggetti e nuove opportunità di azione. Si pensi che nel progetto ‘Qua-Quartiere Bene Comune’ sono stati protagonisti 22 centri sociali in oltre 90 progetti.

Per non parlare del caso di successo per eccellenza: il progetto ‘wi-fi di comunità’ che oggi vede centinaia di famiglie servite dalla banda pubblica grazie alla trasformazione del centro sociale in provider di connettività. Un esempio lampante di come ci sia margine per potenziare il pacchetto di servizi e aggiornarlo alle nuove esigenze, non solo della tecnologia.

Le Case di Quartiere

Ecco dunque il senso del nuovo progetto che contraddistinguerà per i centri sociali questa prima fase della nuova consiliatura. L’idea è di accompagnare i centri sociali verso la loro progressiva trasformazione in ‘Case di quartiere” punti strategici per piccoli servizi a favore della comunità di riferimento, come il portierato sociale o la consegna pacchi, o per la realizzazione di spazi per informazioni alla cittadinanza o per l’alfabetizzazione digitale e l’accesso ai servizi on line che oggi costituisce un requisito di cittadinanza.

Il percorso di accompagnamento si svilupperà per fasi successive e vedrà i centri sociali co-protagonisti della loro riprogettazione: useremo infatti la metodologia del co-design, basata sulla partecipazione diretta dei soggetti che gestiscono/fruiscono del servizio all’individuazione delle criticità e dei bisogni attuali per definire i margini di miglioramento della loro mission e, di conseguenza, delle attività e dei progetti che possono realizzarla concretamente.

L’obiettivo è rafforzare e sviluppare ulteriormente il ruolo dei centri sociali e renderli sempre più punti di riferimento per attività sociali, sportive, culturali, di comunità, civiche, ambientali e digitali. La nuova fase di co-progettazione inclusiva dei centri sociali è dunque il riconoscimento del valore e del ruolo ricoperto da questi luoghi nella storia della comunità reggiana: un patrimonio di tutti che ha il proprio punto di forza nella funzione di presidio sociale che tuttora i centri sociali svolgono quotidianamente a supporto di tutte le aree della città, dalle più centrali alle più periferiche ed è in linea con la riformulazione del modello di decentramento che rimette al centro la comunità, i quartieri e gli attori della società civile attraverso il progetto Qua_Il quartiere bene comune

Chi viene coinvolto

Il progetto di Case di quartiere riguarderà i 27 centri sociali. In questi luoghi, tra il 2015 e il 2019 grazie all’attuazione del protocollo collaborativo di Quartiere, bene comune,si sono sperimentati diversi progetti che hanno potenziato l’offerta di servizi e opportunità alle comunità e al territorio, come ad esempio i doposcuola e le ludoteche, i servizi di cura delle persone in situazioni di fragilità o quelli di inclusione e integrazione, gli eventi culturali e i corsi di alfabetizzazione informatica.

Il nuovo programma di mandato ha confermato la prosecuzione delle esperienze collaborative nei quartieri e ha riconosciuto nei centri sociali i luoghi pulsanti della vita delle comunità territoriali, capaci di essere e di potersi trasformare in luoghi aperti, in grado di favorire il dialogo interculturale e intergenerazionale, di diventare centri di sviluppo di nuovi modelli di servizi e di nuove economie collaborative, centri aggregativi di nuove socialità e nuove idee per progetti che intercettino i bisogni dei territori e dei loro abitanti.