Patto per il welfare 2011

Ultimo Aggiornamento: 08/28/2014
Documento Archiviato - Fine validità 10/21/2011

Patto per il welfare 2011

Il 12 ottobre 2011 si sono svolti gli Stati Generali "Verso un Patto per il Welfare-Istituzioni e società civile per il futuro della comunità" .
All'incontro, a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti di istituzioni pubbliche, organizzazioni del privato sociale e a partecipazione pubblica, associazioni e singoli cittadini, imprese, sindacati, abitanti dei quartieri e fruitori dei servizi sociali, l'allora sindaco Graziano Delrio ha proposto tre linee di indirizzo strategico

  • realizzare nuovi servizi territoriali rivolti a famiglie, bambini, anziani, disabili;
  • favorire lo sviluppo di imprese sociali;
  • diffondere la cultura della responsabilità sociale di impresa

Ad oggi – grazie all’importante attività di progettazione svolta dai due gruppi di lavoro a cui hanno preso parte oltre 80 attori del territorio locale – il Patto ha dato vita a una pluralità di progetti.
All’interno del Patto del Welfare e sulla scorta di percorsi di innovazione già avviati, sono state consolidate le esperienze dei Tavoli di Quartiereluoghi di partecipazione e progettazione che vivono con l’apporto di molteplici attori sociali del pubblico e del terzo settore (cooperazione, associazionismo, volontariato) e che hanno progettato ed attuato molte iniziative sia per gli anziani, sia per i disabili, sia per le famiglie con minori.

E' stato inoltre completato il percorso per la costruzione del nuovo Piano Sociale di Zona per la salute e il benessere sociale che ha capitalizzato, nel suo metodo di progettazione, l’esito dei lavori del Patto per il Welfare e l’esperienza di partecipazione condotta in ormai 10 anni di pianificazione sociosanitaria. 
Anche il processo di integrazione socio-sanitaria ha conosciuto un notevole impulso: si è concluso un processo di lavoro molto intenso che ha consentito di costruire servizi integrati in tutti gli ambiti del lavoro sociale e sociosanitario, orientando anche i servizi sanitari alla prospettiva del lavoro sul territorio, così come per i Poli di Servizio Sociale.
L’esito di queste riprogettazioni e innovazioni organizzative è stata una rinnovata capacità di risposta e tutela sociale che l’Amministrazione ha scelto di concentrare su due grandi obiettivi:

  • garantire l’autosufficienza e la permanenza degli anziani e dei disabili al proprio domicilio il più a lungo possibile, anche attraverso il sostegno e l’aiuto alla famiglia nella cura dei propri cari;
  • tutelare altre forme di fragilità come quelle delle famiglie con minori a rischio, delle donne che subiscono violenza, dei carcerati e degli ex carcerati, di coloro che sono a rischio di devianze e della popolazione nomade.

Analisi del contesto

Le direzioni di lavoro