Ambiente - Al via la piantumazione di 50.000 alberi e la distribuzione di 8.000 borracce nelle scuole

Ultimo Aggiornamento: 09/23/2019

Rendere Reggio Emilia sempre più verde e in prima linea nel contrastare gli impatti climatici dei contemporanei stili di vita. È questo l’obiettivo del Comune che presenta oggi un primo pacchetto di azioni di prossima realizzazione che sono parte di un più ampio piano pluriennale di interventi a favore dell’ambiente che verranno sviluppati nei prossimi anni.

Hanno detto

“Come abbiamo anticipato nell’ambito del nostro programma, siamo convinti dell’importanza di dare vita a una svolta per quanto riguarda i temi dell’ambiente e per questo vogliamo caratterizzare il nostro impegno dei prossimi anni con azioni di sostenibilità – ha detto stamane il sindaco Luca Vecchi illustrando alla stampa i nuovi provvedimenti in materia – E’ nostra intenzione alzare l’asticella per tutti i prossimi cinque anni e agire con determinazione. Per questo diamo oggi il via a un’operazione che vede il coinvolgimento congiunto di pubblico e privato e che potrebbe, nel corso del mandato, raddoppiare il numero delle 50mila piantumazioni che abbiamo stimato”.

“Quello che presentiamo oggi è un primo insieme di azioni che partiranno a breve e che si inseriscono in un più ampio piano a media e lungo termine a favore della Sostenibilità, con l’estensione delle azioni per ambiente e ulteriori iniziative che, dialogando con i cittadini, comprenderanno anche gli ambiti dell’agricoltura e della mobilità sostenibile”, ha aggiunto l’assessore alle Politiche per la Sostenibilità Carlotta Bonvicini, che ha illustrato nel dettaglio gli interventi oggi in partenza.

 Più alberi

Priorità assoluta viene data fin da ora all’incremento dal patrimonio verde, della città con la piantumazione di 50mila alberi attraverso un’operazione di sinergia pubblico-privata che chiama a raccolta le diverse anime della città, per raggiungere il comune obiettivo di incrementare in maniera consistente la dotazione arborea della città e con questa migliorare le condizioni climatiche di Reggio sia in termini di contrasto degli inquinanti che di abbassamento delle temperature estive.

In arrivo i primi 4.000. Per raggiungere questo obiettivo, in occasione della Giornata nazionale dell’Albero, il Comune organizza a metà novembre un evento collettivo di piantumazione in parchi e aree verdi della città mettendo a disposizione fino a 4.000 alberi, a cui tutti i cittadini potranno partecipare. Saranno infatti coinvolti, oltre al personale del Comune, volontari, scuole, associazioni e tutti coloro che vogliano aderire. Oltre a svolgere le operazioni di messa a dimora delle piante, che saranno rese disponibili gratuitamente del Comune, i partecipanti potranno anche “adottare” l’albero che pianteranno e candidarsi a prendersene cura (tenendolo monitorato e innaffiato) per favorirne il corretto attecchimento e garantirne la buona crescita. L’albero potrà essere intitolato a una persona cara e riportarne, tramite apposita targhetta, il nome e una breve dedica.
Invito ai privati per 100 aree pubbliche. In ottobre il Comune lancerà inoltre una manifestazione di interesse rivolta a privati, aziende e associazioni interessate a realizzare interventi di piantumazione di alberi in 100 aree pubbliche che l’Amministrazione metterà loro a disposizione in cambio della presa in carico, per i successivi tre anni, della salute degli esemplari messi a dimora. A riguardo sono numerose le richieste già pervenute all’ufficio Ambiente del Comune che ha quindi avviato un censimento tra aree urbane comunali e corridoi ecologici e ha individuato 100 zone candidabili a tale scopo, pari a una superficie di un milione di metri quadri di verde oggi privo di alberature. Ogni area è stata schedata secondo le proprie caratteristiche per evidenziare il tipo di intervento in essa possibile e al quale i privati dovranno attenersi.

Giù la CO2. In questo modo, sommando azioni del Comune e del privato, si stima di arrivare alla piantumazione in città di almeno 50mila alberi in 5 anni, in modo da arricchire in maniera significativa il patrimonio arboreo cittadino e incidere così sul miglioramento della qualità dell’aria e del micro clima locale. Tradotti in vantaggi per l’ambiente e la nostra qualità di vita, 50mila alberi corrispondono all’abbattimento di 2.500 tonnellate di anidride carbonica l’anno.

Con il MaB Unesco. Il Comune sta inoltre avviando un percorso per rafforzare e rendere permanente una collaborazione con la ‘Riserva uomo e biosfera MaB Unesco Appennino toscoemiliano’, che sta ampliando l’area riconosciuta nel 2015. La Riserva di biosfera e il Parco nazionale dell’Appennino stanno promuovendo un insieme di interventi mirati, finanziati dal governo, con l’obiettivo di raddoppiare la capacità di assorbimento della CO2 da parte di ben 20mila ettari di foreste d’Appennino.

Hanno inoltre avviato - nei giorni scorsi e insieme con altri partner - progetti Life per potenziare l’assorbimento di CO2 nei suoli agricoli. È necessario estendere queste buone pratiche, gli interventi mirati e la cultura che li sorregge e li accompagna a tutte le aree boscate del territorio montano, collinare e oltre; e anche alle fasce fluviali, ivi compresa quella del Crostolo, che rappresenta un corridoio naturale tra la città e l’Appennino. Lungo il Crostolo si sviluppa altresì la direttrice della Via Matildica del Volto Santo.

Reggio Emilia ha dall’inizio ufficialmente sostenuto la candidatura Unesco MaB e ha successivamente contribuito al suo decollo e alla sua governance, di cui sono parte la Fondazione Reggio Children e una rappresentanza di Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che sono state partecipi di importanti progetti e azioni di educazione alla sostenibilità. Nell’ottica di sostenere tutte le organizzazioni, le reti e i programmi internazionali e nazionali per la sostenibilità e con l’intento di essere fattore di innovazione e sostegno per i territori e le comunità dell’Appenino, Reggio propone di potenziare la collaborazione già avviata, in tutte le forme possibili al fine di migliorare l’approccio culturale agli stili di vita, la coesione sociale e territoriale e anche l’ambiente fisico, in particolare con la protezione e la gestione attenta delle aree e dei sistemi naturali che interessano la città.

 Zero plastica

Un’altra importante azione di immediata realizzazione riguarda il contenimento dei rifiuti e l’utilizzo di risorse riciclabili. L’obiettivo è di arrivare alla riduzione e progressiva eliminazione dell’usa e getta, partendo dall’abbandono della plastica, uno dei materiali più inquinanti attualmente presenti nel sistema dei consumi che, con la sua dispersione anche in forma di microplastiche, oltre ad avvelenare l’ambiente, entra nella catena alimentare umana.
La prima operazione a riguardo consiste nella fornitura a 8.000 bambini delle scuole primarie reggiane di una borraccia per l’approvvigionamento di acqua. In collaborazione con EduIren, entro Natale verrà consegnata a ogni bambino una borraccia, eliminando contestualmente la fornitura d’acqua in bottigliette di plastica che gli studenti utilizzano per dissetarsi a scuola. Questa operazione verrà accompagnata da un ampio piano di educazione ambientale rivolto a bambini e famiglie per imparare come vivere in maniera più sostenibile e rispettosa dell’ambiente attraverso le scelte quotidiane nei consumi. La dotazione di borracce consentirà alle famiglie non solo di iniziare a vivere in maniera più ecologica fin da subito, ma comporterà anche vantaggi dal punto di vista economico, eliminando la spesa per l’acquisto delle bottigliette quotidiane.

A breve la riduzione e poi eliminazione della plastica coinvolgerà anche tutti gli uffici comunali, con l’introduzione dei ‘boccioni’ per l’acqua al posto delle bottigliette in plastica erogate dai distributori automatici e l’eliminazione della plastica da tutte le macchinette distributrici di caffè e altre bevande calde. Azioni graduali per una progressiva riduzione dei rifiuti che possa portare poi ad un ambizioso ma necessario obiettivo di eliminazione dell’usa e getta nelle scuole come nei luoghi di lavoro, partendo dagli uffici pubblici per arrivare poi alla definizione di un protocollo estendibile ad aziende e locali pubblici.