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Area vasta e stazione Mediopadana, Comuni e Province al lavoro

Ultimo Aggiornamento: 07/16/2013



L’intento è dare avvio ad un percorso condiviso, che porti alla costruzione dell’Area vasta mediopadana: una dimensione geografica tra Milano e Bologna, costituita da province e da città vicine – Mantova Modena Parma Reggio Emilia e Piacenza - con prospettive di ampio respiro e rilievo europeo, matrici e potenzialità comuni. Una rete di città e territori che ha già dato dimostrazione di saper lavorare insieme, rispetto alla quale la stazione Mediopadana è baricentrica e costituisce uno strumento d’eccezione di sviluppo, per la sua capacità di essere un’opportunità di attrattività per i territori e di collegamento veloce con l’Italia e l’Europa: una fermata in grado di avvicinare alle città e ai territori dell’Area vasta mediopadana nuove competenze, risorse umane, investimenti e business.

Lavorare insieme dunque per essere più riconoscibili in Europa, nel mondo, in Italia. Lavorare insieme per dare maggiori opportunità di lavoro e studio alle persone, attraverso lo sviluppo delle comuni competenze distintive in economia, ricerca, innovazione e formazione; per una sempre maggiore attrattività e promozione sociale di comunità e territori che hanno un’alta qualità della vita, servizi sociali e culturali all’avanguardia, una storia comune plurisecolare e una precisa identità. Creare un impegno progettuale comune, per la messa a sistema e la cooperazione fra territori affini ed accrescere così la loro competitività e reciprocità.

Fare governance
Sono i temi del percorso di governance, che si vuole sempre meglio strutturare, promosso e avviato il 15 luglio 2013 nel Municipio di Reggio Emilia dai sindaci di Reggio Emilia Ugo Ferrari, di Modena Giorgio Pighi, di Parma Federico Pizzarotti e dall’assessore alla Mobilità del Comune di Mantova Espedito Rose in rappresentanza del sindaco Nicola Sodano; e dai presidenti delle Province di Reggio Emilia Sonia Masini, di Parma Vincenzo Bernazzoli e di Mantova Alessandro Pastacci.
All’incontro hanno partecipato anche gli assessori a Progetti speciali e Mobilità del Comune di Reggio Emilia, Mimmo Spadoni; alla Mobilità e Infrastrutture del Comune di Modena, Gabriele Giacobazzi e del Comune di Parma Gabriele Folli; dagli assessori a Mobilità e Infrastrutture della Provincia di Reggio Emilia Alfredo Gennari e della Provincia di Parma Ugo Danni.
Gli amministratori pubblici rappresentanti delle Città e delle Province - insieme con il direttore della Mobilità della Regione Emilia-Romagna Paolo Ferrecchi, il direttore dell’Area Pianificazione strategica del Comune di Reggio Massimo Magnani e i dirigenti dell’Unità di progetto Area nord David ZiIioli e del Servizio comunicazione Nicoletta Levi - hanno svolto un primo ragionamento complessivo sui temi e si sono lasciati fissando un prossimo incontro in agenda, a settembre, per proseguire i lavori.
L’incontro è stato dunque un primo passo per sperimentare e mettere in campo prove di coalizione necessarie per affrontare le esigenze di innovazione territoriale e di sviluppo integrato delle economie urbane e territoriali con una carta decisiva in più, oggi disponibile: la nuova stazione Mediopadana dell’Alta velocità.

Caratteristiche del bacino
Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia: un bacino di oltre 2 milioni di abitanti, con un Pil pro capite tra i 27.000 e i 29.000 euro (al vertice nazionale nelle classifiche Prometeia-Sole 24Ore); con uno spirito d’iniziativa fra i più alti in Italia e in Europa: 10 imprese registrate ogni 100 abitanti a settembre 2012 (Infocamere-Istat-Sole 24Ore); una propensione a investire tra le più significative in abito nazionale come emerge nel rapporto tra impieghi e depositi (dati Bankitalia-Abi); una rilevante presenza di imprenditori under 30 (dal 48,8 al 61,8 per mille), alla guida di aziende con importanti contenuti di innovazione (Datagiovani-Sole 24Ore) ed una spiccata vocazione all’export: dal 41,38 al 56,50 del Pil (Prometeia-Sole 24Ore).
Le eccellenze - note nel mondo e che si vogliono ulteriormente consolidare e sviluppare - vanno dall’Agro-alimentare alla Green economy, dalla Meccanica alla Meccatronica, all’industria Ceramica al Biomedicale, dall’Educazione alla Cultura, dall’Arte al Turismo. Le potenzialità di innovazione sono concretizzate da Università di rilievo nazionale ed internazionale, da centri di ricerca pubblici e con la partecipazione di imprese o associazioni di imprese di primaria importanza.

La stazione mediopadana
Questo bacino di Area vasta è servito dal 9 giugno scorso da un importante hub della mobilità, quale è la stazione Reggio Emilia Av Mediopadana, infrastruttura a servizio dello sviluppo di questi territori, che collega all’Italia e all’Europa con tempi dimezzati rispetto al passato.
Sul tema della nuova stazione Reggio Emilia Av Mediopadana, sono state approfondite e valutate le eccezionali potenzialità dell’infrastruttura, in termini di attrazione di persone e di business, in vista fra l’altro di Expo Milano 2015, e l’inserimento della nuova infrastruttura nella rete di mobilità su ferro e su gomma.
Reggio Emilia AV Mediopadana sorge a quattro chilometri dal centro di Reggio Emilia e a 1,8 chilometri dal casello autostradale A1 di Reggio Emilia; si trova a circa 15 chilometri dal casello di Campogalliano dell’Autobrennero e a circa 18 chilometri dal casello di Modena Nord – uscita Autobrennero. E’ servita dalla Tangenziale nord di Reggio Emilia e da una viabilità cittadina esistenti e da implementare.
Un viaggiatore ad esempio diretto a Milano e proveniente da Modena, che si serve di Reggio Emilia Av Mediopadana e la raggiunge in auto, si calcola risparmi 54 minuti di tempo, rispetto alle opportunità di trasporto ferroviario attuali nella sua città. Un viaggiatore proveniente, con le stesse modalità, da Parma e diretto a Roma risparmia 59 minuti. Un viaggiatore da Mantova diretto a Roma risparmia 78 minuti; da Cremona per Roma 60 minuti, servendosi di Reggio Emilia AV Mediopadana.
E’ disponibile dal 9 giugno un parcheggio a servizio di Reggio Emilia AV Mediopadana con 170 posti auto gratuiti, che saliranno a 450 entro il 2013, quando tutti i lavori di finitura e completamento delle aree esterne alla stazione saranno ultimati.
La nuova stazione è collegata alla stazione FS centrale di Reggio Emilia (piazzale Marconi), adiacente al centro storico, da un servizio navetta. Altri collegamenti con il tessuto urbano di Reggio sono costituiti dalla linea bus 5 Seta, dal servizio taxi singolo e collettivo. La stazione della linea FER Reggio – Guastalla, adiacente alla stazione Mediopadana, rappresenta un’ulteriore connessione diretta tra stazione storica e Mediopadana, e verrà attivata entro il 2013.

Il nodo intermodale mediopadano. Tre obiettivi
Nel prossimo incontro delle Città e Province dell’Area vasta mediopadana, previsto a settembre, verranno affrontati ed approfonditi temi che riguardano il rendere la stazione Mediopadana un vero e proprio nodo di scambio intermodale ferro-gomma, partendo dal fatto che l’Area vasta potrà essere resa effettiva, come rete di città e territori, solo se si attiveranno al contempo azioni di potenziamento e qualificazione delle connessioni materiali e immateriali, e facendo massa critica per perseguire tre obiettivi principali:

1) Il Nodo Mediopadano
La vicinanza di Reggio Emilia Av Mediopadana all’autostrada del Sole la rende un hub con grandi potenzialità per l’intermodalità gomma-ferro. Per questo sarà di cruciale importanza la realizzazione negli anni a venire di un Nodo intermodale Mediopadano, con un collegamento stradale, ora in ipotesi progettuale, che colleghi in modo diretto ed esclusivo l’autostrada del Sole alla zona della stazione ferroviaria, senza necessità di uscire dall’area autostradale attraverso il casello. La soluzione renderebbe ancor più immediato e agile il raggiungimento della stazione, la metterebbe in più stretta comunicazione con l’Area vasta e consentirebbe un ulteriore risparmio di tempo.

2) Collegamenti con il sistema portante della viabilità su gomma e su ferro
Serve, per una piena funzionalità dell’hub intermodale, il completamento del sistema infrastrutturale viario della grande rete e della rete di base, che innerva i territori potenzialmente gravitanti sul Nodo Mediopadano, nonché il miglioramento e la velocizzazione delle connessioni tra l’Area nord di Reggio Emilia, in cui è integrata la nuova stazione, e il sistema infrastrutturale sia stradale, sia ferroviario in questo caso con collegamenti veloci sulla rete storica a particolare servizio dei pendolari.
Di primaria importanza è inoltre lavorare per lo sviluppo del trasporto merci su ferro, proseguendo nell’obiettivo del potenziamento degli scali di Marzaglia e Dinazzano, del Centro intermodale CePIM di Parma e del corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TIBRE). Sono al centro dell’attenzione degli amministratori anche la realizzazione della quarta corsia dell’autostrada del Sole tra Modena e Parma e le sinergie di mobilità che l’aeroporto di Parma offre alla stessa Area vasta.

3) Collegamenti con il sistema ferroviario interregionale da immaginare sempre più come una sistema metropolitano di superficie
Serve sviluppare collegamenti con il sistema ferroviario interregionale, inteso come sistema di trasporto pubblico ad elevata capacità, in quanto maglia portante in grado di avvicinare all’Area nord e al Nodo intermodale della stazione Mediopadana un bacino di potenziali utenti esteso quanto meno alle province di Modena, Parma, Piacenza, Mantova e Cremona.
Potenziare le connessioni diviene quindi condizione necessaria per fare il passo decisivo e valorizzare a pieno la specificità della stazione Mediopadana, per allargare il bacino di fruibilità della stessa all’Area vasta, così da sostenere funzioni di respiro territoriale e competere e cooperare con le altre città e gli altri territori della rete nazionale ed europea dell’Alta velocità.