Padiglione Lombroso

Ultimo Aggiornamento: 05/27/2015

I lavori di recupero del padiglione Lombroso si sono conclusi nel 2011. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Reggio Emilia sulla base di un accordo con l’Ausl, proprietaria dell’immobile, ed è stato in parte finanziato dal Ministero per i Beni Culturali. Obiettivo delle operazioni di restauro, supervisionate dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali, è stato quello di permettere l’evocazione della particolare atmosfera dei luoghi, nel rispetto della conformazione originaria dei suoi spazi, materiali e cromatismi, mantenendo traccia del degrado e dell’usura che ne hanno segnato l’esistenza. Particolare attenzione è stata riservata alla conservazione dei graffiti eseguiti dai pazienti anche all’interno delle celle, realizzati nei modi più diversi, addirittura con le suole delle scarpe. L’intervento, seppur di tipo conservativo, non impedisce di utilizzare gli spazi per lo svolgimento di attività di esposizione, ricerca e didattica in quanto è stato assicurato il rispetto di tutte le normative in tema di barriere architettoniche, resistenza antisismica e sicurezza antincendio. Il museo attualmente ospita una importante e rara collezione di reperti storici provenienti dal Centro di documentazione di storia della psichiatria fra cui strumenti di contenzione e di cura, arredi, strumenti scientifici, reperti archivistici appartenuti all’istituto San Lazzaro. L’allestimento, in via di implementazione, si caratterizza, oltre che per la esplicita salvaguardia e valorizzazione della “memoria” del luogo (il Padiglione Lombroso costituisce di per sé un monumento che funge, contemporaneamente, da documento esemplare della storia della psichiatria), anche per il ricorso a sistemi e dispositivi multimediali utilizzati non solo per le possibilità didascaliche e informative ma anche per stimolare nel pubblico un più profondo coinvolgimento. Nell'area esterna sono state riportate alla luce le tracce del muro di recinzione abbattuto negli anni '70, la cui presenza viene oggi rievocata mediante un simbolico volume in ferro e lamiera.