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Presentato il progetto 'Coderdojo & Reggio Emilia Approach': il digitale secondo i bambini al Centro Internazionale Loris Malaguzzi

Ultimo Aggiornamento: 05/05/2015

Anche il digitale fa parte dei 100 linguaggi dei bambini ed ora un'iniziativa - "CoderDojo & Reggio Emilia Approach", in programma sabato 16 maggio 2015 dalle 15 alle 18 al Centro internazionale Loris Malaguzzi (via Bligny 1/a) di Reggio Emilia - dedicata a bambini e famiglie, si propone di far esprimere nuovi contesti creativi, coniugando la dimensione educativa e quella digitale.

Volontari digitali di CoderDojo e atelieristi di Reggio Children lavoreranno insieme ai bambini per sviluppare una creatività digitale, con l'utilizzo dello strumento informatico Scratch, il linguaggio di programmazione visuale, che consente di lavorare tramite la manipolazione grafica degli elementi e non tramite sintassi scritta, creato da Mitchel Resnick, ricercatore e docente del Mit Media lab di Boston e collaboratore storico di Reggio Children.
Proprio in queste settimane i volontari di CoderDojo RE hanno potuto sperimentare, all'interno delle scuole d'infanzia comunali e in una scuola primaria, l'approccio dei bambini e delle bambine al metodo di programmazione, supportati dal personale dell'Istituzione Scuole e Nidi dell'infanzia del Comune di Reggio Emilia, della scuola statale primaria e di Reggio Children.

L'appuntamento, organizzato da CoderDojo RE in collaborazione con Comune di Reggio Emilia e Centro internazionale Loris Malaguzzi si propone per la prima volta di unire i principi e le competenze del Reggio Emilia Approach al CoderDojo, costruendo una nuova forma di “Dojo” (termine giapponese che significa 'via', percorso), più vicina ai modi di apprendere dei bambini, che permetta loro di essere parte di una esperienza più coinvolgente e formativa, attenta alla creatività nel linguaggio di programmazione. Si tratta di una prima tappa di lavoro che nelle intenzioni degli organizzatori dovrebbe diventare un processo continuativo rivolto a bambini e ragazzi, per promuovere la diffusione della cultura digitale nelle nuove generazioni.

conferenza stampaHanno detto - “Dopo il coinvolgimento della scuola primaria interna al Centro internazionale Malaguzzi, che è in continuità didattica con la scuola comunale d'infanzia, avviciniamo all'esperienza di CoderDojo il sistema delle nostre Scuole d'infanzia e il Reggio Approach, proponendo il digitale quale parte dei 100 linguaggi dei bambini e dell'intelligenza creativa nella cosiddetta fascia prescolare”, ha detto l'assessore a Innovazione e Agenda digitale Valeria Montanari, presentando il progetto alla stampa al Centro internazionale Loris Malaguzzi.
“La nostra città – ha aggiunto l'assessore Montanari - ama investire nell'infanzia e questo progetto è un'opportunità, resa possibile prima di tutto dai volontari digitali e dagli atelieristi di Reggio Children. I bambini poi sono un soggetto molto importante nel trasferire alle famiglie, agli adulti, temi e sensibilità rilevanti, come il digitale. Possiamo così accrescere e diffondere il valore del nostro modello innovativo di città, arrivando alle persone, che sono il principale obiettivo del nostro progetto”.

Alla conferenza stampa, insieme con una delegazione di volontari CoderDojo RE, sono intervenute Carla Rinaldi presidente della Fondazione Reggio Children, Claudia Giudici consigliere d'amministrazione della stessa Fondazione e Paola Cagliari direttore dell'istituzione Scuole e Nidi d'infanzia del Comune di Reggio Emilia.

“Connettere le nostre conoscenze e intraprendere un nuovo percorso di ricerca, un esercizio di conoscenza che contamina i diversi saperi, guidati ancora una volta dai bambini: credo sia questo il senso del progetto che oggi presentiamo e che non è uno 'strumento in più' per le scuole, ma un percorso in cui i bambini ancora una volta ci parlano – ha detto la presidente Rinaldi – Partecipiamo a una 'piazza', cioè a un luogo di confronto intorno all'apprendimento, con un gruppo di ricerca inusuale, con una partecipazione, qui sta la novità, di inusuali partner di ricerca, appunto i volontari digitali. Dunque ricerca con architetture e strutture inusuali, non ortodosse. E questo è nella filosofia del Centro internazionale, il cui significato viene arricchito e ampliato”.

La consigliera Giudici ha sottolineato “la straordinaria vitalità della ricerca che si svolge nelle nostre scuole, che sono scuole pubbliche e come tali offrono un tributo di primaria importanza anche alla ricerca, oltre che a un'educazione di qualità. Questo progetto si configura come uno degli Atelier cittadini, spina dorsale del Centro internazionale, che il 16 maggio sarà aperto alle visite. Parliamo quindi di un utile sviluppo dei 100 linguaggi, con quello spirito di scambio di saperi che caratterizza anche il vicino Tecnopolo e il Parco della creatività, conoscenza e innovazione di cui siamo parte”.

Il direttore dell'istituzione, Cagliari ha spiegato che “l'incontro con i volontari digitali ci ha sollecitato grande interesse. L'introduzione delle tecnologie nelle Scuole e Nidi d'infanzia inizia nel 1985: Loris Malaguzzi ci spinse verso queste tecnologie all'epoca nuove, con l'idea che la scuola non poteva e non può allontanarsi da esse. In questo progetto abbiamo a che fare con un tema di per sé nuovo e 'duro' per l'infanzia, parliamo infatti di programmazione, che rimanda a insegnamento e azione. Il processo, che è stato avviato con le prime due classi della scuola primaria, ci porta ora al confronto, potremmo dire alla sfida, con le fasce di età ancora più giovani, fondandoci di strumenti digitali e, allo stesso tempo, della creatività e dell'inclinazione alla scoperta proprie dell'infanzia”.

Cosa succede il 16 maggio - Il pomeriggio del 16 maggio prossimo sarà strutturato in diversi momenti: il primo dalle 15 alle 18, sarà dedicato al CoderDojo vero e proprio, al quale potranno iscriversi gratuitamente i bambini dai 6 ai 13 anni (iscrizioni: bit.ly/REchildren), che saranno seguiti dai mentor volontari del gruppo CoderDojo RE.
Inoltre, mentre i ragazzi saranno impegnati con il CoderDojo, dalle 15 alle 17.30 si svolgerà un incontro dal titolo "I 100 linguaggi della Rete: il web come moltiplicatore di opportunità", al quale parteciperanno come discussant Augusto Valeriani, sociologo dei processi culturali e comunicativi all'Università di Bologna e Paola Cagliari, pedagogista e direttore dell'Istituzione Scuole e Nidi d'infanzia del Comune di Reggio Emilia, coordinati da Alessia Maccaferri, giornalista di Nova - Sole 24Ore. L'incontro è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, e sarà aperto dai saluti dell'assessore a Innovazione, Agenda digitale e Partecipazione del Comune di Reggio Emilia Valeria Montanari e di Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi.

Durante il pomeriggio sarà infine possibile visitare il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, con visita accompagnata per bambini e adulti agli Atelier cittadini Raggio di luce, Paesaggi digitali, Organismi viventi e visita libera alle altre mostre.

conferenza stampaCoderDojo è un movimento diffuso a livello mondiale che si occupa di istituire gruppi di lavoro e organizzare incontri gratuiti per insegnare ai giovani a programmare. A Reggio Emilia coinvolge, in particolare, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 6 e 13 anni. L'obiettivo è quello di dare ai partecipanti un'opportunità per sviluppare il loro ingegno e la loro creatività. CoderDojo, infatti, non è un corso ma un momento ricreativo di divertimento e crescita insieme, animato da un gruppo di volontari (mentor), non necessariamente informatici, impegnati nella promozione dello sviluppo digitale della città.
Il mentor, dotato di computer e videoproiettore, descrive l'obiettivo da raggiungere, generalmente un gioco fatto con il linguaggio scratch, e i passi necessari per realizzarlo. I bambini, seduti davanti al proprio computer, realizzano con grande libertà la sequenza di operazioni sotto la supervisione dei mentors, che accompagnano i bambini a raggiungere l'obiettivo cercando di non fornire soluzioni ma stimolandoli a provare e ricercare. Da questo si deduce come l'approccio al Dojo, seppure animato da ottime finalità legate alla creatività e alla capacità di sperimentare, sia in realtà piuttosto tradizionale e ascrivibile al modello di una classe.
Il "nuovo" CoderDojo, attraverso un percorso di conoscenza e di ricerca, ha elaborato una differente modalità di approccio che trova una prima occasione pubblica il 16 maggio e sarà poi ulteriormente sviluppato e "restituito" alla città e alla comunità internazionale.

Il movimento CoderDojo è "open source": proprio per questo tutte le diverse modalità operative dislocate a scala nazionale e internazionale sono differenti e autonome. Le attività sono tuttavia sviluppate in coerenza con sette regole di base quali:

     essere attenti e curiosi verso i ragazzi, verso ciò che desiderano realizzare, concentrandosi sulla domanda rivolta dal giovane piuttosto che sulla risposta
     fare opera di facilitazione e non di imposizione, perché i ragazzi sono soggetti competenti e sono chiamati a trovare il loro personale modo di risolvere una questione
     stare "di fianco" e non "davanti", intervenendo solo su richiesta del ragazzo per aiutarlo a superare difficoltà tecniche ma senza stabilire tout court la soluzione giusta
     incoraggiare il bambino a fare quello che desidera senza paura di sbagliare, perché anche dagli errori si possono imparare cose sorprendenti
     incoraggiare l'azione autonoma e la fiducia nelle proprie potenzialità
     evitare risposte negative e impositive e privilegiare l'interlocuzione
     divertirsi e appassionarsi "giocando".