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Convivenza civile, sì al nuovo regolamento di Polizia locale

Ultimo Aggiornamento: 04/01/2014

Polizia Municipale

Il Consiglio comunale ha approvato il 31 marzo 2013 - con 24 voti favorevoli (Pd, Sel, Barbieri del gruppo Misto, Lega Nord, Reggio 5 Stelle), nessun voto contrario e due astenuti (Pdl e Progetto Reggio-Io Cambio) - il nuovo Regolamento di Polizia locale. Il nuovo documento sostituisce il precedente testo che risaliva al 1923 e che era stato successivamente integrato e modificato nel corso degli anni.
Il Regolamento disciplina le azioni e le misure dell’Amministrazione comunale volte ad assicurare una serena e civile convivenza e a regolare il comportamento e le attività dei cittadini all’interno del territorio comunale, al fine di tutelare la tranquillità sociale, la fruibilità e il corretto uso del suolo pubblico e dei beni comuni, la qualità della vita dei cittadini, nell'ambito di quanto previsto dalla legge e dallo statuto comunale.
“Rispetto al vetusto testo precedente – ha detto l’assessore con delega alla Polizia municipale, Giovanni Catellani - il Regolamento che presentiamo modifica l'approccio dell'Amministrazione comunale rispetto alla gestione degli illeciti, con una filosofia che trova sintesi nel Comma 3 dell’articolo 1, e che informa tutto il Regolamento: prevenire la commissione degli illeciti e addivenire a una composizione bonaria, là dove possibile, superando il tema sanzionatorio in alcuni casi, nei quali sia possibile un ravvedimento operoso e dove sia possibile e avvenga la riparazione di eventuali danni causati dal comportamento negativo”. Il Regolamento, ha sottolineato l’assessore, acquisendo in particolare l’esperienza degli anni più recenti, “introduce misure che possono consentire di superare la logica dell’urgenza delle ordinanze ripetute su casi specifici, grazie a un quadro di regole aggiornato e stabilizzato”.
Il Regolamento passa dunque da una logica prevalentemente sanzionatoria a una logica di mediazione e di bonaria risoluzione dei dissidi. Per questo la Polizia municipale, sia rispetto alle azioni di prevenzione che di conciliazione e risoluzione dei conflitti, potrà servirsi dell’ausilio dei Centri di mediazione culturale e sociale o degli altri servizi comunali che operano nell’ambito dell’assistenza e socialità. A riguardo, un'importante novità del nuovo Regolamento riguarda l'introduzione della Diffida, quale strumento di avvertimento e prima richiesta di risoluzione del problema: non vi sarà infatti sanzione pecuniaria nei casi in cui, sulla base della diffida verbale da parte degli Agenti accertatori, il trasgressore (o il responsabile giuridico o in solido) interromperà immediatamente i comportamenti vietati, o cesserà le attività illecite, provvedendo all’immediato ripristino dei luoghi pubblici, ove oggettivamente possibile. Qualora il trasgressore si rifiuti di cessare l’attività illecita o di ripristinare lo stato dei luoghi, scatterà una sanzione di 350 euro. L'istituto della diffida trova applicazione per tutte le violazioni previste dal Regolamento a eccezione di quelle che lo stesso Regolamento considera non sanabili e purché si tratti della prima violazione.

Le novità – Ecco alcune delle principali novità del nuovo Regolamento, suddivise per argomento. Rispetto ai “Comportamenti a tutela dell’ambiente urbano” viene introdotto il divieto di immergersi o bagnarsi nelle fontane pubbliche, nelle vasche e in genere in qualunque superficie acquea. È inoltre vietato, ove il comportamento non costituisca specifica ipotesi di reato: scrivere, disegnare o attaccare adesivi sugli edifici pubblici o privati, sui monumenti, sui colonnati, sugli edifici dedicati al culto e alla memoria dei defunti e, in generale, sui muri, sulle panchine, sulla sede stradale, sulla segnaletica e sulle targhe della toponomastica stradale, sulla numerazione civica e su qualsiasi altro manufatto pubblico; appoggiare o legare biciclette, ciclomotori e moto alle barriere di protezione dei monumenti; consumare alimenti e bevande in luoghi pubblici o destinati all’uso pubblico senza pulire; gettare carte, mozziconi o qualsivoglia altro tipo di rifiuto fuori dagli appositi contenitori o sporcare in qualsiasi altro modo il suolo pubblico; ammassare oggetti qualsiasi davanti ed ai lati degli edifici.

Tutela della fruibilità dei luoghi pubblici: è vietato praticare qualsiasi attività che arrechi pericolo all’incolumità delle persone o intralcio al pubblico passaggio o interruzione alle attività lavorative o imprenditoriali sulle strade, piazze, marciapiedi pubblici, sotto i portici, o negli spazi destinati ai disabili o nei percorsi per non vedenti; sedersi o sdraiarsi nelle strade, nelle piazze, nei giardini, sui marciapiedi, sotto i portici, sui gradini di monumenti e degli edifici destinati al culto, alla memoria dei defunti e in altri luoghi pubblici, recando intralcio alla circolazione; ostacolare o intralciare l’accesso ad edifici pubblici o privati; circolare sotto i portici con biciclette, ciclomotori o motocicli. Non è consentito immergersi totalmente nelle fontane pubbliche, nelle vasche e in qualunque superficie acquea.

Aree verdi: è vietato al calpestare le aiuole, entrare nelle aree verdi ove ciò non sia consentito, danneggiare o sporcare il verde pubblico, gli impianti, gli arredi e i giochi e qualsiasi altro manufatto; giocare o tenere comportamenti che possono recare danno ai fiori, alle piante, ai prati, agli impianti, agli arredi e ai giochi, o che comunque possano recare disturbo anche a chi frequenta detti luoghi; transitare e sostare con mezzi motorizzati, fatta eccezione per i mezzi al servizio delle Forze di polizia, della Polizia municipale e della Polizia provinciale e impiegati per i servizi pubblici; le biciclette possono transitare e sostare solo sui sentieri pedonali o ciclabili, senza recare disturbo o intralcio ai pedoni.

Edifici disabitati e/o abbandonati: si introduce l'obbligo per i proprietari di edifici disabitati o in stato di abbandono a ostruirne gli accessi tramite idonei sbarramenti, in modo da impedire l'accesso e precludere stabilmente la possibilità di invasione e occupazione da parte di terzi. Cortili, marciapiedi e aree verdi di pertinenza di tali edifici devono essere mantenuti in stato di pulizia e igiene per evitare che siano in qualunque modo ricettacolo di rifiuti.

Quiete pubblica e riposo delle persone: nei luoghi pubblici, aperti al pubblico e destinati alla fruizione collettiva è vietata qualsiasi diffusione sonora dalle ore 00 alle ore 9, salvo specifiche autorizzazioni. Inoltre, la diffusione sonora effettuata all’interno delle abitazioni, in qualsiasi ora del giorno e della notte, dovrà essere regolata in modo da non lasciar percepire rumori o suoni molesti all’esterno delle abitazioni private.

E’ stata inoltre approvata, su proposta dello stesso assessore Castellani, una mozione d’ordine (non erano percorribili altre strade sul piano normativo) con la quale si dà indicazione alla Polizia municipale di delineare, con un provvedimento tecnico interno, le caratteristiche dell’accattonaggio molesto, al fine di poterlo gestire a tutela dei cittadini, in particolare le persone più anziane e fragili, che possono essere destinatarie di tali azioni di accattonaggio.

Vendita di bevande e pulizia delle aree: i titolari di pubblici esercizi, di attività artigianali di produzione e vendita di prodotti alimentari o di circoli privati, nell'orario compreso tra le 20 e le 6, non potranno vendere per asporto bevande di qualunque tipo in contenitori di vetro, salvo eventuali specifiche autorizzazioni in deroga od ulteriori limitazioni impartite dall’Amministrazione comunale.
L’Amministrazione, in accordo con le associazioni di categoria, promuove un sistema integrato di azioni, attraverso la prevenzione dei fenomeni di illegalità, per una convivenza civile tra i cittadini,valorizzando il ruolo dei gestori delle attività economiche, anche in rapporto con le aggregazioni giovanili, per l’educazione alla convivenza, alla conoscenza delle regole, con particolare riferimento alla sicurezza stradale e alla quiete pubblica. L’Amministrazione può inoltre sottoscrivere con i titolari e i gestori di pubblici esercizi, di esercizi commerciali, artigianali e di servizio, circoli privati titolari di autorizzazione allo svolgimento di attività che possono avere un qualche impatto sulla quiete pubblica, accordi che prevedano l’assunzione da parte di questi di impegni alla sensibilizzazione degli avventori sulle tematiche di cui sopra,nonché iniziative volte a limitare la pubblicizzazione degli alcolici e a favorire una specifica formazione del personale addetto.

Collaborazione con gli esercenti e di partecipazione con i cittadini e gli altri attori sociali: l’Amministrazione promuoverà accordi con le categorie interessate dall’emanazione di singoli provvedimenti, sia a contenuto generale che rivolti a soggetti determinati o determinabili, al fine di ottenere la loro partecipazione attiva alle azioni tese a garantire un ordinato svolgimento della vita dei cittadini e di contrasto a qualsiasi fenomeno produttivo di turbative della quiete e della sicurezza pubblica. In forza del principio di partecipazione, il Comune di Reggio Emilia favorisce il coinvolgimento dei cittadini nella gestione degli spazi pubblici, al fine di dare piena attuazione, a livello del territorio e della comunità amministrata, al principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale.