Comune di Reggio Emilia

HomeArea Reggiane, 20 società pronte a insediarsi nel C18

Area Reggiane, 20 società pronte a insediarsi nel C18

Ultimo Aggiornamento: 12/02/2013

A un mese dalla restituzione alla città del riqualificato Capannone 19 dell’Area Reggiane, sede del Tecnopolo - elemento fondante del Parco dell’innovazione, conoscenza e creatività nell’Area Reggiane insieme con il Centro internazionale dell’infanzia Loris Malaguzzi - un nuovo contributo significativo si concretizza in favore della realizzazione del Parco in cui, come indicato dal Progetto Area Nord, si vogliono consolidare e sviluppare le competenze distintive di Reggio Emilia, nella prospettiva di una nuova economia della conoscenza.

Il 30 novembre 2013, al Centro internazionale Loris Malaguzzi, è stato presentato infatti il progetto di riqualificazione dei Capannoni 18 e 17 delle ex Officine Reggiane, un tempo utilizzati per la produzione industriale, da destinarsi a nuove attività produttive e servizi di terziario avanzato. Gli edifici sono limitrofi al Capannone 19, sede del Tecnopolo.

La nuova operazione è resa possibile grazie a un’efficace sinergia tra pubblico e privato: l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, vincitrice del bando ministeriale relativo al Piano nazionale Città, ha ottenuto finanziamenti per 10.950.000 euro, di cui 8.450.000 destinati alla riqualificazione degli stessi Capannoni.
E 20 società hanno risposto a un invito di Iren Rinnovabili spa, società specializzata del Gruppo Iren nell’ambito della green economy e dell’innovazione, che a sua volta ha aderito al Piano nazionale Città.

La stessa Iren Rinnovabili, che si propone di fatto quale capofila dell’operazione, ha formulato una proposta per l’acquisizione dei Capannoni 18 e 17 e ha inoltre opzionato l’intero quadrante sud ovest delle ex Officine Meccaniche (limitrofo al piazzale Europa e alla stazione ferroviaria centrale).

Il progetto ripropone l’esperienza del Tecnopolo, trasferendola, in un’ottica di mercato, a soggetti privati.

Il Parco dell’innovazione, dunque, si va rafforzando ed estendendosi, su impulso del Comune e di società ed imprese che hanno compreso la rilevanza strategica e l’opportunità di sviluppo del progetto, promosso con la governance e la partecipazione finanziaria diretta del Comune di Reggio Emilia e la collaborazione di altri enti, istituzioni, agenzie di ricerca e organizzazioni economiche.

L'incontro
La presentazione di questo nuovo progetto sull’Area Reggiane è avvenuta nel corso dell’incontro “Il Parco Innovazione, Conoscenza e Creatività: dal Tecnopolo al Capannone 18. Dieci anni di innovazione e un patto per il futuro di Reggio Emilia”, promosso da Rei – Reggio Emilia Innovazione in occasione del suo decennale, da Iren Rinnovabili e dal Comune di Reggio Emilia all’Auditorium del Centro internazionale Malaguzzi, nell’ambito del Tecnomese, un calendario di iniziative dedicate all’innovazione e rivolte per la maggior parte a un pubblico specialistico, avviate con l’inaugurazione del Tecnopolo nell’ottobre scorso.
All’incontro, per trattare i temi dell’innovazione a Reggio Emilia, illustrare realizzazioni e progetti infrastrutturali a servizio dell’Area Nord e dell’Area Reggiane e le nuove prospettive di ricerca, sviluppo e lavoro dell’economia della conoscenza, condotto dal giornalista Stefano Catellani, sono intervenuti:
Ugo Ferrari, sindaco vicario di Reggio Emilia; Sonia Masini, presidente della Provincia di Reggio Emilia; Aimone Storchi, presidente di Rei - Reggio Emilia Innovazione; Enrico Bini, presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia; Angelo Oreste Andrisano, rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia; Uberto Mimmo Spadoni, assessore ai Progetti speciali del Comune di Reggio Emilia ed Ettore Rocchi, presidente di Iren Rinnovabili (nella nota allegata, le loro dichiarazioni).
Inoltre, sono state ascoltate le testimonianze dei rappresentanti di alcune organizzazioni e delle società che hanno manifestato interesse all’operazione “Capannone 18-17”: Stefano Landi quale predicente di Unindustria Reggio Emilia, Mariacristina Gherpelli di Ghepi, Tiziano Nili di Ask Indutries, Angelo Boni di Redox.

Il protocollo d'intesa per l'innovazione: gli aderenti e il ruolo di 'Rei'
A conclusione del dibattito, è stato inoltre firmato il Protocollo d’intesa per il sostegno e la governance dell’innovazione in provincia di Reggio Emilia, da parte del sindaco vicario del Comune di Reggio Emilia Ugo Ferrari, della presidente Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini, del rettore Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Angelo Oreste Andrisano, del presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia Enrico Bini, del presidente della Fondazione Pietro Manodori Gianni Borghi, del presidente di Unindustria Stefano Landi, della presidente di Legacoop Simona Caselli, del consigliere di Confcooperative Francesco Gregori, del presidente di Cna Nunzio Dallari, del presidente di Confartigianato Imprese Modena-Reggio Emilia Erio Luigi Munari, del presidente di Iren Rinnovabili Ettore Rocchi e del presidente di Rei – Reggio Emilia Innovazione Aimone Storichi: un ulteriore atto di impegno per lo sviluppo virtuoso e condiviso dell’economia della conoscenza.
Rei – Reggio Emilia Innovazione, che è gestore del Portale Rete Alta Tecnologia del Tecnopolo, d’intesa con i firmatari del Protocollo diviene il soggetto che facilita il percorso per la costruzione e la governance del sistema dell’Innovazione a Reggio Emilia.
Con il Protocollo d’intesa, i sottoscrittori s’impegnano a sostenere l’innovazione presso le imprese della provincia di Reggio Emilia, attraverso il perseguimento di alcuni obiettivi:
a) Affermazione della cultura dell’innovazione.
Promuovere la cultura del miglioramento continuo e dell’innovazione in ogni sua forma come migliore assicurazione di sviluppo, competitività e longevità per le imprese;
b) Innescare il circolo virtuoso dell’innovazione.
Avvicinare le imprese al mondo della ricerca e sostenerle nell’implementazione di progetti innovativi attraverso logiche di partnership, di integrazioni di sistemi e di tecnologie, di rete e di filiera, puntando, nello stesso tempo, a una qualificazione dell’offerta e delle infrastrutture di servizio presenti localmente;
c) Realizzare compiutamente un centro reggiano per il trasferimento tecnologico.
Costruire nel tempo un soggetto locale deputato al presidio dei temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico in favore delle imprese di ogni dimensione e appartenenti ai principali settori produttivi presenti localmente;
d) Innalzamento delle competenze e delle professionalità.
Supportare e incentivare l’inserimento in azienda di figure giovani ad alta professionalità ed estendere la preparazione di docenti e studenti su tematiche tecnico-scientifiche d’avanguardia.

Il Parco dell'Innovazione, l'Area Nord e la città
L’apertura del Tecnopolo di Reggio Emilia - quattro laboratori di ricerca industriale avanzata e trasferimento tecnologico alle imprese di Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Crpa Lab (dedicati a meccanica avanzata, la meccatronica e la motoristica, sostenibilità energetica in edilizia e demotica, risorse biologiche agro-alimentari, ricerca industriale nei settori dell’agroalimentare e dell’ambiente ed energia) e, gestito da Rei – Reggio Emilia Innovazione, il Portale della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, oltre che del Fab Lab Reggio Emilia – è una tappa fondamentale del nuovo progetto di sviluppo per il futuro della città, basato sull’economia della conoscenza.
È il luogo dove ricerca e innovazione danno impulso alle imprese, favoriscono relazioni anche su larga scala e valorizzano la creatività e i talenti.
Il Tecnopolo e il Centro internazionale Loris Malaguzzi, laboratorio di ricerca del sistema educativo reggiano, sono i due elementi fondanti del Parco dell’innovazione, conoscenza e creatività, che si va sviluppando con la riqualificazione di altri capannoni delle ex Officine Meccaniche Reggiane.
Il Parco Innovazione costituirà un nodo fondamentale della rete locale dei soggetti che puntano sull’economia della conoscenza.
Sarà inoltre connesso, grazie al Tecnopolo, alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, e in stretta relazione con il sistema dell’innovazione e della ricerca nazionale e internazionale.
In questo contesto gioca un ruolo decisivo la nuova stazione Mediopadana dell’Alta velocità ferroviaria: porta da e per l’Europa, in grado di facilitare i processi di scambio di conoscenze, l’incontro delle competenze e l’internazionalizzazione dei risultati.
La realizzazione del Parco Innovazione è l’occasione per portare a compimento il programma di rigenerazione urbana dell’Area Reggiane.
Rinasce così, come nei primi anni del Novecento, una relazione stretta tra la ridefinizione del modello economico e il progetto di città, messo in moto dal ruolo di governance imprenditoriale del Comune e centrato sulla dimensione di comunità.

Le risorse, le infrastrutture e il quartiere
Un Piano d’azione, condiviso tra i partner del progetto Area Nord, ha individuato nei mesi scorsi indirizzi generali d’intervento e progetti operativi per rimuovere le criticità esistenti e mettere l’intera Area Reggiane nelle condizioni di essere altamente competitiva.
Gli indirizzi generali individuati nel Piano d’Azione riguardano:
- la crescita del Parco Innovazione con il recupero di ulteriori capannoni delle ex Officine Meccaniche Reggiane e l’insediamento di nuove imprese;
- il potenziamento dei collegamenti tra l’Area Reggiane, la città e il centro storico;
- la trasformazione dell’Area Reggiane in una polarità urbana al servizio del Quartiere Santa Croce e dell’intera città;
- l’introduzione di nuove tecnologie in chiave smart city.

Il Piano d’azione ha coinvolto diversi protagonisti del sistema economico locale, mettendoli in rete in un progetto comune, e ha permesso di accedere a importanti finanziamenti pubblici - il Piano nazionale Città, bando governativo, ha accordato a Reggio Emilia circa 11 milioni di euro, a cui si aggiungono i 6,5 milioni già resi disponibili dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Documento unico di programmazione (Dup) e gli investimenti delle organizzazioni e delle società private, in particolare Unindustria e Iren Rinnovabili spa; a questi si aggiungono i 5,5 milioni di euro già investiti da Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia-Romagna per la struttura del Tecnopolo e l’investimento per i programmi di ricerca pari a 10,6 milioni di euro, di cui 5,3 milioni da contributo europeo Por-Fesr - che hanno reso il progetto sostenibile anche dal punto di vista economico.
Il primo passo da compiere è la riorganizzazione funzionale di piazzale Europa: un nuovo spazio pubblico a servizio del Parco Innovazione, della città e del quartiere Santa Croce. Per chi viene dal centro storico o dall’Area vasta (le province limitrofe, rispetto alle quali Reggio Emilia e la stazione Mediopadana sono baricentriche), piazzale Europa diventerà portale di accesso e promozione del Parco Innovazione.
Per chi vive nel quartiere sarà una nuova centralità urbana, in grado di connettere i tessuti urbani esistenti, da trasformare e rigenerare.
Risulta determinante la riapertura del braccio storico di viale Ramazzini, inglobato negli anni Quaranta dall’espansione delle Officine Reggiane.
Il nuovo viale sarà la principale direttrice d’ingresso dell’Area Reggiane, la dorsale degli spazi pubblici recuperati e delle funzioni insediate, il collegamento viario diretto tra l’Area Reggiane e la città.
Questo impegno sulle infrastrutture porterà immediati benefici al Centro internazionale Loris Malaguzzi e al Tecnopolo, e naturalmente al Parco Innovazione, e risulterà determinante per il recupero delle aree industriali dismesse, a partire proprio dai capannoni delle ex Officine Meccaniche Reggiane (un’area complessiva di 260.000 metri quadrati).

Dal Tecnopolo al Capannone 18
In questa direzione è strategica la riqualificazione dei Capannoni 18 e 17 dell’Area Reggiane, entrambi adiacenti al nuovo Tecnopolo. Qui potranno trovare collocazione nuove realtà produttive provenienti dal territorio provinciale e dall’Area vasta, start-up e spin-off d’impresa, ulteriori centri di ricerca e, inoltre, un’ampia sfera di attività legate al terziario avanzato, alla cultura e ai servizi. Il progetto ripropone l’esperienza del Tecnopolo, trasferendola, in un’ottica di mercato, a soggetti privati. Anche in questo caso, si realizzerà il recupero delle strutture industriali esistenti, valorizzando le Reggiane come bene storico-culturale della città e icona della sua memoria.
Al loro interno, secondo criteri di sostenibilità, flessibilità ed efficienza energetica, verranno realizzati, su misura delle esigenze delle aziende che si insedieranno, uffici, laboratori e spazi di produzione e servizio. Per il raggiungimento di questo nuovo traguardo del Parco dell’innovazione, un ruolo determinante è giocato da Iren Rinnovabili.
Iren Rinnovabili ha formulato una proposta per l’acquisizione dei capannoni 18 e 17 e ha inoltre opzionato l’intero quadrante sud ovest delle ex Officine Meccaniche.
Già oltre 20 aziende hanno manifestato interesse al progetto e stanno approfondendo i dettagli tecnici ed economici.
Il completamento del Parco Innovazione e la riqualificazione dell’Area Reggiane, supportati da ulteriori investimenti infrastrutturali, avanzeranno secondo un modello di “autogenerazione del valore”: per le imprese diventerà conveniente e strategico insediarsi nell’Area, recuperando progressivamente i capannoni dismessi, a partire dal Capannone 15.
Il Parco Innovazione si delinea dunque sempre più come fulcro del nuovo modello di sviluppo economico reggiano. È con il Parco Innovazione che Reggio Emilia coniuga presente e futuro e si trasforma in una città attrattiva per investitori pubblici e privati, per chi fa ricerca e crea lavoro, per talenti creativi e professionisti, anche ben oltre i confini regionali e nazionali.