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Agricoltura, accordo per lavoro e tutela del suolo

Ultimo Aggiornamento: 11/16/2018

A pochi giorni dall'avvio del percorso per l'approvazione della Variante in riduzione delle previsioni di espansione in territorio agricolo, è stato presentato e sottoscritto il 3 luglio 2015 - nell'anno dell'Expo 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita' - un altro atto importante in tema di agricoltura in territorio periurbano: il Protocollo per la promozione di progetti e azioni finalizzati a tutelare, sostenere, attivare il lavoro in territorio agricolo.

Hanno detto
La tutela del suolo e la valorizzazione dell'Agricoltura sono infatti obiettivi di mandato del sindaco Luca Vecchi, che ha presentato il protocollo alla stampa insieme con l'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche l'assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio del Comune di Reggio Emilia, Alex Pratissoli, la segretaria regionale di Slow Food Claudia Piva e alcuni altri rappresentanti dei diversi istituti di ricerca e formazione, oltre che delle associazioni di agricoltori e degli Ordini e Collegi professionali, firmatari dell'intesa.

“Come per la costruzione della Variante in riduzione, che restituisce alla destinazione agricola circa 140 ettari di terreni edificabili – ha detto il sindaco Vecchi – anche per il Protocollo, alla base c'è prima di tutto una forte condivisione dei contenuti da parte dei diversi attori coinvolti: sono atti che stanno insieme, si integrano e non sono frutto di scelte unidirezionali ma largamente condivise. Possiamo parlare, sia per i contenuti sia per il metodo, di un 'laboratorio' di pianificazione urbana primo nel suo genere in Italia.
“E' un cambio di rotta – ha aggiunto il sindaco – perché l'Agricoltura diviene 'infrastruttura' di primaria importanza nella pianificazione della città, con piena dignità nella filiera dello sviluppo economico, nella creazione di lavoro e nella tutela di suolo e paesaggio. La pianificazione urbana viene riposizionata su una linea 'non espansiva'”.
Il sindaco ha infine sottolineato che “queste scelte avvengono nell'anno dell'Expo e sono coerenti con le finalità dell'Esposizione Universale, dedicata ad ambiente, agricoltura e alimentazione; dunque un anno in cui il nostro e gli altri Paesi sono chiamati a riflettere su nuove idee di sviluppo, più equo e sostenibile. Proponiamo in sostanza scelte per il presente e per il futuro, attente alle nostre radici, e la tradizione agricola è una delle nostre radici portanti, e aperte a soluzioni innovative”.

“Avviamo un laboratorio e creiamo nello stesso temo un esempio 'esportabile' in altre realtà – ha detto l'assessore regionale Caselli – da una parte liberando terreni destinati all'edilizia, dall'altra puntando sulla creazione di nuove opportunità di reddito attraverso l'agricoltura. A Reggio Emilia si lavora seriamente e anche per questo credo che il progetto si radicherà. L'agricoltura viene ora investita e strutturata in una nuova 'missione' legata alla pianificazione urbana, e tutto ciò può avvenire a Reggio Emilia, perché l'impostazione urbanistica qui permette queste opportunità, ma anche perché l'agricoltura qui ha radici solide e sensibilità su cui contare.
“Il Programma di sviluppo rurale della Regione – ha aggiunto Caselli – prevede risorse importanti per innovazione e giovani. E credo che entrambi gli elementi, innovazione di progettazione e azione e giovani rispetto a nuove opportunità di lavoro e ricerca, siano presenti in questo progetto, a cui la Regione aderisce.
“L'interesse per l'agricoltura – ha concluso l'assessore Caselli – sta vivendo da qualche tempo una nuova stagione felice, basti pensare che le scuole superiori e i corsi universitari di Agraria sono pieni di iscritti. L'accesso alla terra, però, è da sempre un tema complesso e Variante e Protocollo possono aprire prospettive positive anche in questa direzione. Dunque, rigenerazione urbana, giovani, occupazione e agricoltura di qualità: credo siano carte valide di una buona politica”.

L'assessore comunale Pratissoli ha illustrato i temi principali del Protocollo e ha sottolineato che “tale documento si inserisce in un quadro di scelte amministrative e della comunità reggiana fortemente orientate alla sostenibilità e alla produzione, ad esempio, di energia da fonti rinnovabili in agricoltura, come il Biogas”. Il Comune, ha aggiunto Pratissoli, “vuole introdurre semplificazioni per le aziende agricole da riqualificare e per insediamenti di aziende agricole in zone periurbane. Favorire gli investimenti sull'agricoltura sociale, incentivare la formazione e la passione per l'agricoltura e l'affermazione del territorio agricolo sono obiettivi che ci stanno a cuore”.

“Vediamo concretizzarsi nella Variante e nel Protocollo – ha detto la segretaria regionale di Slow Food, Piva – ciò che dibattiamo e promuoviamo ogni giorno come associazione. Questo è frutto di una duplice sensibilità: quella dell'Amministrazione comunale e quella del territorio di Reggio Emilia. E' positivo portare i giovani a scoprire la campagna, ma ancor più meritevole è farceli stare, attraverso interesse, lavoro, ricerca: è quanto l'accordo si propone di fare e Slow Food è disponibile a dare il proprio impegno”.

Dalla variante al protocollo: Tutela e sviluppo dell'agricoltura
Con la Variante in riduzione - si prevede di stralciare dal Piano strutturale comunale oltre un milione e 350 mila metri quadrati di aree urbanizzabili in territorio rurale (corrispondenti a circa 610 nuovi alloggi), ovvero al 30% delle previsioni residenziali del Piano per nuove aree di trasformazione - l’Amministrazione ha individuato la rigenerazione del patrimonio esiste come unica opportunità da cogliere per l'edilizia e si propone di rafforzare il ruolo dell’agricoltura come importante player economico. Perciò serve che gli strumenti di programmazione della città si occupino anche di aziende agricole, terreni coltivati e sovranità alimentare. Occorre rivedere cioè la visione urbanocentrica della pianificazione, consegnando all’agricoltura lo spazio e la dignità che merita.
In questa maniera, inoltre, si rafforza la resistenza del tessuto rurale alle pressioni esercitate dalla città: l’agricoltura periurbana può cioè rappresentare uno strumento innovativo di contrasto al consumo di suolo attraverso l’attento progetto e la riorganizzazione dei paesaggi agrari.
Sulla base di questi indirizzi viene promosso un Protocollo di intesa - sottoscritto da Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio, le associazioni di categoria Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Coldiretti e Unione generale coltivatori, il Collegio dei periti agrari e l'Ordine degli agronomi forestali, centri di ricerca e formazione: Crpa spa, Azienda agraria dell'Università di Bologna, Istituto d'istruzione superiore “Antonio Zanelli”, Istituto d'istruzione superiore “Angelo Motti”, Consorzio di bonifica dell'Emilia-Centrale e Slow Food – al fine di sostenere e incentivare una forma di agricoltura urbana che si basi su progetti di filiera corta, in grado di prevedere rapporti diretti tra produttori e consumatori di beni e servizi. Fra le conseguenze di tali azioni, vi è la tutela dei luoghi, aumentandone la qualità, la strutturazione e facendo della campagna periurbana uno spazio integrato in modo virtuoso con la città, andando a costituire una fascia di naturale contenimento di consumo del suolo.

I contenuti del protocollo
Il Protocollo d'intesa è finalizzato a sostenere e promuove il lavoro agricolo in territorio rurale ed assegna a ciascun soggetto firmatario un chiaro compito da perseguire nei prossimi tre anni, periodo di durata dell'accordo, che è rinnovabile.
Il Comune di Reggio Emilia ha il compito di semplificare la normativa per agevolare e sostenere il lavoro agricolo e i progetti di agricoltura periurbana.
La Regione Emilia-Romagna si impegna invece ad inserire nuovi criteri di selezione dei progetti finanziati con il Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 - ad esempio per l'insediamento di giovani agricoltori, la diversificazione nelle aziende agricole e l'agricoltura sociale in ambito periurbano - a favore del riutilizzo a fini agricoli di aree urbanizzabili riconvertite in territorio agricolo con la Variante in riduzione.
La Camera di Commercio, le Associazioni di categoria e gli Ordini e Collegi professionali si impegnano dal canto loro ad attivare progetti e azioni finalizzati alla promozione territoriale e alla creazione di nuovi strumenti di comunicazione, in particolare attraverso una applicazione che, a partire dalla georeferenziazione delle otre 1.100 aziende agricole realizzata dal Comune di Reggio Emilia nel suo territorio, possa raccontarne la storia ed avvicinare i clienti ai prodotti e servizi che vengono venduti.
Crpa, Zanelli, Motti e Azienda agraria dell'Università di Bologna si impegnano invece a presentare una Carta condivisa per l’agricoltura sostenibile a Reggio Emilia e a promuovere attività di ricerca e studio su azioni e politiche per la valorizzazione del lavoro in territorio agricolo.
Il Consorzio di bonifica dell'Emilia-Centrale si impegna a promuovere interventi di valorizzazione paesaggistico-ambientali collegati alle attività agricole quali la manutenzione del territorio, la costruzione e valorizzazione del paesaggio, l’offerta di servizi alla comunità attraverso l'agricoltura sociale e di prossimità.
Infine Slow Food si impegna a sviluppare progetti su biodiversità, relazioni tra produttori e consumatori, produzione alimentare.

Agricoltura periurbana a Reggio Emilia
Il 76 per cento del territorio comunale è a vocazione rurale e di questo il 78 per cento è coltivato. Il territorio rurale è a sua volta suddiviso in territorio agricolo ad alta vocazione produttiva (pari ad oltre il 50 per cento, concentrato a nord e ad est della città), di rilievo paesaggistico (pari al 35 per cento) e ambito periurbano (pari al 15 per cento).
In territorio agricolo sono presenti oltre 1.100 centri aziendali di cui un quarto sono allevamenti.
Promuovere in questo territorio meccanismi tipici dell’agricoltura periurbana significa sostenere ed accelerare dinamiche che sono già in atto, in particolare per quanto riguarda la compresenza di più funzioni produttive ed economiche: dalla produzione, alla trasformazione, vendita e consumo diretto dei prodotti, all’accoglienza e condivisione dell’esperienza produttiva.
Il progetto promosso con il protocollo di intesa intende infatti sostenere dal punto di vista normativo ed economico, tramite specifiche modifiche al Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue) comunale e al Programma di sviluppo rurale (Psr) regionale, un modello di agricoltura periurbana conservativa e sostenibile, in grado di contenere l'impiego dei fattori agrochimici di sintesi, produrre “qualità”, garantire forme “leggere” di allevamento biologico attento al benessere degli animali, e svolgere un’importante azione di salvaguardia ambientale.
L’agricoltura periurbana deve essere inoltre caratterizzata da forme di collaborazione tra imprese agricole, tra queste e altri soggetti della filiera agroalimentare, compresa la commercializzazione soprattutto attraverso forme dirette di vendita ed indirette nella città storica.
La diversificazione dell’offerta è un altro elemento distintivo di questa forma sostenibile di agricoltura che deve promuovere l’integrazione tra funzioni produttive e attività di mantenimento della Cintura verde di Reggio Emilia con capacità naturalistiche assai significative, con la posa di siepi, fasce boscate e la cura dei fossi. L’integrazione riguarda anche opportunità per la ricreazione e la didattica, in contesti relazionali favorevoli alla socialità tra rurale e urbano.

I firmatari
Il Protocollo per la promozione di progetti e azioni finalizzati a tutelare, sostenere, attivare il lavoro in territorio agricolo è stato sottoscritto, oltre che dal sindaco Luca Vecchi per il Comune di Reggio e dall'assessore Simona Caselli per la Regione Emilia-Romagna, dal segretario generale della Camera di Commercio di Reggio Emilia Michelangelo Dalla Riva, dal direttore di Coldiretti Assuero Zampini, dal presidente della Confederazione italiana agricoltori Antenore Cervi, dal presidente di Confagricoltura Lorenzo Melioli, dal legale rappresentante di Unione generale Coltivatori Giuseppe Carini, dal presidente dell'Ordine degli agronomi e forestali Alberto Bergianti, dal consigliere del Collegio dei periti agrari Daniele Galli, dal presidente di Crpa spa Giuseppe Veneri, dal direttore dell'Azienda agraria dell'Università di Bologna Piero Nasuelli, dal direttore dell'Istituto superiore Zanelli, Alberto Tagliavini e dal direttore dell'Istituto superiore Motti Remo Cesare Fiocchi, per il Consorzio di Bonifica dell'Emilia-Centrale da Ivan Bertolini, dalla segretaria regionale di Slow Food, Claudia Piva e per l'associazione Slow Food Reggio Emilia, da Annalisa Artoni.