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Sanità, finanziato il MiRe di Reggio Emilia

Ultimo Aggiornamento: 07/13/2016

Nuovi investimenti e finanziamenti per 14 milioni di euro, per la Sanità reggiana. La realizzazione del secondo lotto funzionale dell’ospedale della donna e del bambino, il MiRe - Maternità Infanzia Reggio Emilia. La ristrutturazione e l’adeguamento antincendio del fabbricato poliambulatoriale di Correggio. E la costruzione di Case della salute: a quelle attive di Reggio Emilia e altri comuni, si aggiungono quelle di Casalgrande e Castelnovo Sotto.

Sono tutti interventi che verranno eseguiti con gli oltre 14 milioni di euro di finanziamento previsti per il 2016 per Reggio Emilia, nell’ambito della sottoscrizione dell’Accordo di Programma – Addendum che si aggiunge e completa l’Accordo sottoscritto nel 2013 tra Regione Emilia-Romagna e ministero della Salute, d’intesa con il ministero dell’Economia e delle Finanze. Gli oltre 14 milioni dell’Addendum si aggiungono ai 15 milioni e 516mila euro stanziati dalla Regione per Reggio Emilia nel 2015 per la rete ospedaliera e le Case della salute. In totale, quasi 30 milioni di euro.

Mire
Il costo complessivo dell’intervento supera i 37 milioni di euro. Il primo lotto funzionale (per 14 milioni) è stato finanziato dalla Regione; il secondo lotto funzionale (per 11 milioni) sarà finanziato con l’Accordo di Programma-Addendum (10.450.000 euro fondi statali e 550.000 euro fondi regionali). Nel secondo lotto funzionale sono compresi i lavori per la realizzazione delle finiture del piano terra (Blocco Operatorio, Terapia Intensiva Neonatale, Blocco Travaglio-Parto, passerella di collegamento al CoRe, il Centro Oncoematologico Reggio Emilia) e del piano secondo (degenze di Ostetricia e Ginecologia), nonché della camera calda al piano terra. Sono comprese inoltre le opere di implementazione delle centrali generali del Santa Maria Nuova per l’allacciamento definitivo del MiRe, oltre che i parcheggi di competenza del lotto.

Le case della salute nell'azienda Usl di Reggio Emilia
L’Azienda Usl di Reggio Emilia ha una popolazione di riferimento di 533.827 abitanti. Il territorio è suddiviso in 6 distretti sanitari, che comprendono 42 Comuni. La rete ospedaliera pubblica comprende 5 ospedali gestiti dall’Azienda (Guastalla, Correggio, Montecchio Emilia, Scandiano, Castelnovo ne’ Monti), un’Azienda Ospedaliera (Reggio Emilia) e un Irccs (con sede nell’Azienda Ospedaliera). L’assistenza territoriale è garantita da strutture territoriali sanitarie e socio-sanitarie (poliambulatori, residenze psichiatriche, centri diurni) tra cui 11 Case della salute funzionanti fra cui quelle di Reggio Emilia (ne sono programmate altre 7: Casalgrande, Castelnovo Sotto, Busana, Carpineti-Casina, Villa Minozzo, Toano, Castellarano) e 1 Ospedale di Comunità (Villa Minozzo). Tra le 7 programmate, quelle di Casalgrande e Castelnovo Sotto verranno realizzate con le risorse dell’Accordo di Programma - Addendum.

92 milioni in 10 anni per nuove costruzioni e rinnovamento tecnologico
Complessivamente, nell’arco di un decennio (2005-2015), alla provincia di Reggio Emilia sono stati assegnati finanziamenti per oltre 92 milioni di euro, tra statali e regionali, di cui 39 all’Azienda Usl e più di 53 all’Azienda Ospedaliera: il 24% sono stati utilizzati per le ristrutturazioni e le manutenzioni straordinarie, il 50% per nuove costruzioni, il 14% per l’ammodernamento tecnologico e il 12% per l’adeguamento e il miglioramento normativo. Di queste risorse ha beneficiato in parte anche il CoRe. Degli oltre 92 milioni, nel corso del 2015 sono stati assegnati a Reggio Emilia fondi regionali per 15.516.500 euro.

Hanno detto
Il dettaglio di tutti gli investimenti è stato illustrato a palazzo Allende, sede della Provincia, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, al presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, ai direttori generali di Azienda Usl di Reggio Emilia e Azienda ospedaliera “Santa Maria Nuova” Fausto Nicolini e Antonella Messori, al direttore generale a Sanità e Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna Kyriakoula Petropulacos e alla Presidente della onlus CuraRe Deanna Ferretti.

“Veniamo dallo straordinario approdo del lavoro sinergico che ha regalato alla nostra comunità il nuovo Centro Oncoematologico, ma queste cifre e questi progetti confermano la qualità di una programmazione complessiva che va ben oltre il Core, grazie anche all’ottimo e proficuo lavoro della Conferenza territoriale sociale e sanitaria di concerto con la Regione – ha esordito Giammaria Manghi, che in veste di presidente della Provincia di Reggio Emilia presiede anche la Ctss - A Reggio siamo tutti impegnati a realizzare un modello che si basa sulla prevenzione, sulla prossimità con le Case delle salute e sulla qualificazione costante di tutte le strutture ospedaliere. Questo grazie a un dispiegamento di risorse che, CoRe a parte, solo dalla seconda metà del 2015 al 2017 è pari a 80 milioni: 35 per il Santa Maria Muova, tra cui i 25 del MiRe, quasi 50 milioni per l’Ausl”.
“Il CoRe non è dunque una cattedrale nel deserto, ma si inserisce in un contesto armonico che punta a una sanità di sempre maggiore qualità”, ha concluso Manghi ricordando anche come la Ctss stia lavorando “senza fibrillazione e con grande linearità a tutti i livelli, insieme all’assessore regionale Venturi, al progetto di fusione delle due aziende sanitarie, che dovrebbe concludersi per la fine del prossimo anno”.

“Continuiamo a investire nel sistema sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, già uno dei migliori al mondo - ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - Chi parla del fatto che disinvestiamo si dovrebbe ricredere: noi ampliamo e miglioriamo gli spazi, rinnoviamo dotazioni e strumentazioni tecnologiche, apriamo nuovi centri di cura e ricerca, che sono vere eccellenze, e potenziamo al tempo stesso la rete dei servizi territoriali: penso alle Case della salute che sono già un’ottantina in tutta l’Emilia-Romagna”.
“A Reggio Emilia l’emozione provata con l’inaugurazione del CoRe, la rivivremo presto con il MiRe, i cui primi due lotti sono pronti a partire, altro positivo esempio di partecipazione collettiva”, ha aggiunto Bonaccini sottolineando con soddisfazione “la sfida, che stiamo vincendo e prima del previsto, delle liste d’attesa, con i tempi riportati entro i 30 o 60 giorni, a seconda delle prestazioni, nel 98% dei casi”.

“La Sanità pubblica reggiana attraversa una fase storica, per certi versi rivoluzionaria – ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – Mettiamo in campo investimenti massicci, senza precedenti, puntando - nella cura delle persone - sulla ricerca, sull'innovazione, l'eguaglianza e l'equità, mettendo al centro i più deboli. Sulla base di un progetto strategico di comunità, che coinvolge le istituzioni locali, la Regione Emilia-Romagna e le migliori risorse del territorio su obiettivi condivisi, gli investimenti si concentrano da una parte sulle indispensabili infrastrutture e sull'offerta sanitaria di eccellenza, così come sull'aggiornamento tecnologico e sulla ricerca: penso all'Irccs, al percorso per il Core appena concluso e a quello per il Mire con l'appalto previsto tra fine 2016 e inizi 2017. Dall'altra parte, gli sforzi danno concretezza alla crescita e alla valorizzazione del capitale umano, alle professioni della Sanità, alla qualità del lavoro e delle relazioni delle 7.000 persone che operano nel settore socio-sanitario di Reggio Emilia e del suo territorio: un bene preziosissimo e indispensabile, senza il quale nulla sarebbe possibile.
“A tutto questo – ha aggiunto il sindaco – si affianca la notevole attenzione, sul piano economico e strategico, a quella che possiamo definire la Sanità di prossimità, il lavoro di cura e assistenza sempre più capillare sul territorio, di cui le nuove Case della Salute sono l'esempio concreto ed emblematico, con un apporto che si traduce, oltre che in benessere e prevenzione, anche in sicurezza sociale in senso lato.
“Quello della Sanità reggiana – ha concluso il sindaco Vecchi - è un percorso di sviluppo che mette da sempre al centro la persona, parte dall'assistenza al paziente e si articola nella ricerca, nella creazione di nuove cure e di nuova conoscenza. Un'esperienza collettiva che ha fatto sì che il nostro Sistema sanitario costituisca, insieme con l'Educazione, una delle due principali eccellenze del territorio, con un rilievo indubbiamente nazionale e internazionale”.

La direttrice generale dell’Azienda ospedaliera “Santa Maria Nuova” Antonella Messori ha quindi illustrato i tanti progetti relativi alla qualificazione dell’arcispedale, partendo dal CoRe recentemente inaugurato “nel quale, ultimati i collaudi, proprio in questi giorni inizieremo i trasferimenti delle attività occupando da subito secondo, terzo e quarto piano, mentre ai primi di settembre trasferiremo le attività chirurgiche al primo piano e a fine anno l’endoscopia digestiva al piano-terra”.
Proprio gli spazi lasciati vuoti dalle strutture del nuovo CoRe consentiranno “una profonda riorganizzazione di tutto il Santa Maria Nuova grazie a una rimodulazione delle degenze chirurgiche e internisti che alla quale hanno collaborato tutti i professionisti – ha aggiunto Messori - e che vedrà ad esempio la geriatria abbandonare il corpo A del monoblocco storico, che verrà destinato a studi e ambulatori, per migliorare in modo sostanziale accoglienza e assistenza”.
Poi, ovviamente, c’è il prossimo ambizioso obiettivo rappresentato dal MiRe, “una proposta nata nel 2011, con il sostegno di Assemblea legislativa regionale e Provincia, per rispondere all’inadeguatezza logistica del Santa Maria nuova e per rispondere ai nuovi bisogni in tema di salute materno-infantile”, ha concluso Messori ricordando “anche in questo caso il fondamentale sostegno della onlus Curare che con grande determinazione e impegno ha sostenuto il MiRe, lo ha fatto conoscere ai cittadini e ha raccolto i fondi necessari per la progettazione”. Già finanziati con 25 milioni i primi due dei tre lotti, per maggio 2017 è prevista la gara per l’assegnazione del progetto esecutivo”.

Il direttore generale di Azienda Usl di Reggio Emilia Fausto Nicolini ha infine ricordato i tanti lavori in corso o da poco ultimati negli altri cinque ospedali della provincia reggiana: “Negli ultimi 15 anni abbiamo investito 140 milioni di euro per riqualificare la rete delle strutture ospedaliere – ha detto - A Castelnovo Monti, dove abbiamo appena inaugurato l’area day surgery e i poliambulatori con un investimento da 2,5 milioni, e a Scandiano il lavoro è già stato completato; entro la fine del prossimo anno chiuderemo anche tutti gli altri cantieri relativi a Correggio, Montecchio e Guastalla, dove comunque è appena stato ultimato il nuovo laboratorio, cantieri che hanno subito ritardi a causa di fallimenti o concordati che hanno coinvolto le ditte assegnatarie dei lavori”.
Per quanto riguarda invece la riqualificazione dei Distretti sanitari, completati di recente, per 16,4 milioni, il Centro distrettuale di Montecchio Emilia, la Casa della salute di Puianello, i Luoghi di Prevenzione a Villa Rossi al San Lazzaro e due Case della salute a Reggio Emilia (Nord e Ovest), già operative, ma che saranno inaugurate a breve. “Tra dicembre e la fine del prossimo anno – ha concluso - è invece prevista l’ultimazione di lavori per altri 12 milioni, relativi alla ristrutturazione del Distretto e dei servizi territoriali Castelnovo Monti e alla realizzazione della Casa della salute di Castellarano, del Centro di odontoiatria in via delle Ortolane e delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) sempre a Reggio”.