Comune di Reggio Emilia

HomeCommercio e Centro storico, così si incentiva

Commercio e Centro storico, così si incentiva

Ultimo Aggiornamento: 04/15/2016

Foto coferenza stampa“Promuovere in centro storico residenzialità e commercio insieme con il lavoro che quest'ultimo genera”, ha spiegato alla stampa il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, sono i capisaldi delle due nuove varianti al Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue) e al Piano strutturale comunale (Psc) in tema di Rigenerazione del Centro storico e di Riduzione delle previsioni commerciali di grandi punti vendita, in particolare aggregazioni di negozi in grandi Gallerie, fuori dal nucleo antico di Reggio Emilia e lungo la Via Emilia.

“Queste scelte – ha aggiunto il sindaco - si relazionano e armonizzano al quadro più ampio delle azioni previste dal Piano strategico del Centro storico, il cui aggiornamento è in fase di definizione, volto ad accrescere qualità urbana e attrattività del centro. Allo stesso modo in cui per l'Area Nord, ad esempio con il Parco industriale di Mancasale e il Parco innovazione alle Reggiane, si è scelta la vocazione a luogo della produzione e della ricerca innovativa, così per il centro storico una scelta strategica primaria è accrescere la residenzialità e la competitività commerciale, in un quadro complessivo di rigenerazione e sempre migliore vivibilità”.

Riduzione delle previsioni commerciali in gallerie: variante al PSC - “per poter sostenere con efficacia l’idea del centro storico quale unico centro commerciale naturale è necessario ridurre le previsioni commerciali nel resto della città, modificandone al contempo la tipologia. La variante al Psc proposta prevede infatti di stralciare oltre 16.000 metri quadrati di Superficie di vendita nelle aree esterne al Centro storico e ad esso più vicine, escludendo la possibilità di realizzare aggregazioni di commercio di vicinato, ovvero le classiche Gallerie commerciali, che rappresentano il maggior competitor dell’offerta commerciale insediata nel Centro storico”, ha spiegato l'assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio, Alex Pratissoli.
“Si prevede inoltre – ha aggiunto - di consentire l’attuazione delle previsioni commerciali solo a fronte delle verifica della capacità trasportistica (tenuta del traffico) degli assi viari che servono i nuovi insediamenti, nonché di aumentare significativamente il contributo economico a favore del piccolo commercio in Centro storico, richiesto alle nuove medie e grandi strutture di vendita”.
Sull'asse della Via Emilia esterno al Centro storico, inoltre, si prevedono estensioni di Superfici di vendita non superiori ai 1.500 metri quadrati, rispetto agli attuali 2.500. Il sistema del commercio si alleggerisce così di previsioni espansive e soprattutto si esclude la possibilità di realizzare nuove gallerie commerciali.

Rigenerazione del centro storico: variante al RUE - “riteniamo che questo sistema di azioni – ha detto l'assessora a città storica e attività produttive Natalia Maramotti – possa favorire l'attrazione di nuovi investimenti nel centro storico, grazie anche ad alcune significative semplificazioni normative. Sono attesi nuovi investimenti e quindi nuovi sviluppi del commercio e della residenza, con vantaggi per l'economia e per il centro quale luogo identitario collettivo, di relazioni e di vita, per coloro che lo abitano e per coloro che lo frequentano”.

La rigenerazione del Centro storico, ha spiegato in dettaglio lo stesso l'assessore Pratissoli, passa attraverso una serie di azioni in parte già messe in campo dall’Amministrazione comunale quali, ad esempio, gli Incentivi economici per gli interventi di ristrutturazione edilizia introdotti con la delibera approvata dal Consiglio comunale nel novembre 2015, che ha comportato una riduzione del 50% degli oneri e del 65% del costo di monetizzazione dei parcheggi pubblici per tutte le ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie onerose per negozi e alloggi, con risparmi superiori a 10.500 euro per 100 metro quadrato rispetto alla nuova costruzione. È inoltre previsto a Bilancio, nell’annualità 2017, la promozione di un Bando per contributi fino al 30% del costo per la riqualificazione delle facciate degli edifici.
La nuova variante al Rue si pone l’obiettivo di accelerare ulteriormente questo processo di rigenerazione, attraverso una serie di modifiche normative e con la rinuncia del Comune al recepimento di alcuni oneri, il che si traduce in agevolazioni per coloro che intendono intervenire.

Natalia Maramotti, Luca Vecchi, Alex PratissoliTali modifiche comportano:
- la definizione degli usi non ammessi anziché l’individuazione puntuale degli usi consentiti, anche nei piani interrati, dando pertanto maggiore dinamicità alle possibilità di nuovi insediamenti e la trasformazione di quelli esistenti;
- è prevista poi la flessibilità di insediamento dei differenti usi nei diversi piani di un edificio, ed una deroga alle altezze per le funzioni commerciali e residenziali;
- si prevede inoltre di escludere la necessità di monetizzare i parcheggi pubblici per le funzioni residenziali e quelle prevalenti commerciali con un risparmio di quasi 3.000 euro ad alloggio, oltre agli incentivi già introdotti per la ristrutturazione;
- non sarà più necessario il piano di valorizzazione commerciale per insediamenti fino a 1.500 metri quadrati di Superficie di vendita, accelerando in tal modo i tempi di autorizzazione per nuovi attrattori commerciali in centro;
- per quanto attiene la qualità urbana, si prevede di incentivare la riqualificazione delle facciate su pubblica via, dando la possibilità di trasformare, in modo non oneroso, una eguale quantità di superficie accessoria in superficie utile: nella sostanza la riqualificazione di 100 metri quadrati di facciata consentirà di trasformare in maniera non onerosa 100 metri quadrati di sottotetto in superficie utile, con un risparmio stimato in oltre 4.000 euro;
- è prevista la gratuità della Cosap per i primi due mesi di cantiere;
- per favorire la residenzialità viene introdotta la possibilità di recuperare terrazzi in falda e di insediare l’uso di parcheggi privati pertinenziali in strutture non vincolate;
- infine per la Città storica (il tessuto urbano stabilizzato immediatamente fuori dal perimetro delle antiche mura-circonvallazione), è prevista la possibilità di modificare la categoria di intervento sugli edifici, previo parere della Commissione qualità architettonica, favorendo in tal modo interventi di rigenerazione più profondi, che comportino anche demolizione e ricostruzione.

Le varianti precedenti: dalle riduzioni al riuso – le nuove varianti si pongono in continuità con le precedenti, finalizzate a promuovere i processi di rigenerazione, sostenendo concretamente un’idea di città in grado di crescere senza consumare nuovo suolo agricolo, e che hanno comportato: la cancellazione di 136 ettari di aree potenzialmente urbanizzabili in territorio agricolo pari al 30% delle nuove previsioni residenziali del psc con una dimensione equivalente ad oltre 630 alloggi (variante in riduzione); la semplificazione delle procedure di recupero degli edifici esistenti e l’introduzione del concetto di riuso temporaneo dei luoghi abbandonati (cosiddetta variante sul riuso); l’introduzione di incentivi economici significativi per chi ristruttura una abitazione, un negozio o un capannone; la semplificazione delle procedure per sostenere e promuovere il lavoro degli agricoltori in territorio rurale (variante per il suolo agricolo).
L’obiettivo delle nuove varianti è quello di promuovere e sostenere la rigenerazione del Centro storico, con particolare attenzione agli investimenti sulla qualità urbana, ad incentivare l’uso residenziale e favorire la nascita di nuove attività commerciali e di servizio alla persona e alle imprese.