Città Internazionale - Un cartellone di iniziative sul popolo Sahrawi

Ultimo Aggiornamento: 07/20/2018

Da aprile fino a settembre è in programma un calendario di incontri e appuntamenti ricco e articolato, promosso in collaborazione con Jaima Sahrawi, con cui il Comune di Reggio Emilia conferma e rilancia con attività concrete a fianco dell'affermazione dei diritti dei popoli che lottano per l'affermazione dei propri diritti.

A 18 anni dalla stipula del Patto di amicizia tra il Comune di Reggio Emilia e la Wilaya di Smara, nei campi profughi saharawi di Tindouf, si rinnova e riconferma l’impegno della Città del Tricolore al fianco del popolo saharawi e del suo diritto all’autodeterminazione, attraverso una serie di attività progettate ed attuate in collaborazione con l’associazione Jaima Sahrawi, costituitasi nel 2000 sul territorio reggiano. Le iniziative, che prenderanno il via il prossimo 19 aprile con l’inaugurazione di una mostra inserita nel cartellone di Fotografia Europea OFF, proseguiranno fino al mese di settembre.

“Questo percorso, che coinvolge tutti gli enti locali della Regione Emilia-Romagna, nel nostro territorio è frutto di una significativa collaborazione tra istituzioni e associazioni – dice l’assessore alla Città internazionale del Comune di Reggio Emilia Serena Foracchia – in particolare con l’associazione Jaima Sahrawi, i cui interventi vedono un’occasione di dialogo e sensibilizzazione permanente, nonché un’interessante opportunità di crescita e scambio rivolti in particolare alle nuove generazioni”.
Sono infatti molteplici gli ambiti di intervento su cui si focalizzano i diversi appuntamenti in programma: dalla tutela dell’infanzia alla cultura della solidarietà, dallo scambio interculturale alla sensibilizzazione sui diritti umani, passando per la promozione dell’arte e dello sport.
“Come Jaima Sahrawi accogliamo con entusiasmo la grande disponibilità dell’amministrazione comunale nel sostenere le attività che la nostra associazione intende proporre alla cittadinanza reggiana nel 2018 – sottolinea Andrea Ceccardi, vice presidente dell’associazione - Sappiamo che si tratta di un impegno sincero al fianco del popolo sahrawi, fondato sulla condivisione di valori da rimettere al centro del dibattito pubblico. Valori quali la solidarietà, l’impegno civile, l’antirazzismo, l’amicizia tra i popoli”.

Le iniziative

Giovedì 19 aprile, è stato inaugurato il primo appuntamento in calendario, la mostra “Al-Medina Al-Fadila – L’utopia del ritorno al Sahara Occidentale”, inserita nel circuito OFF di Fotografia Europea, connesso al progetto promosso dal comitato di via Roma.
L’esposizione è stata realizzata dai volontari del progetto “Jalla Gumu” assieme agli studenti della scuola primaria “Bolla” della Wilaya di Smara, ed ha raccontato il desiderio di ritorno nella propria terra occupata, visto attraverso gli occhi dei bambini nati in esilio: le fotografie sono il prodotto di un viaggio conclusosi lo scorso gennaio. Il 21, 25 e 28 aprile, si è tenuto, inoltre, l'angolo di "Racconti e storie", promosso dai volontari dell'associazione.

Cuore del percorso resta il progetto di accoglienza estiva e tutela sanitaria dei “Piccoli Ambasciatori di Pace” saharawi, ospiti presso i campi gioco e le famiglie del territorio dall’1 al 22 luglio. Il progetto, quest’anno, giunto ormai alla XIX edizione, è culminato con un incontro in Sala del Tricolore ed è stato arricchito dalla partecipazione di una delegazione di 4 giovani atleti sahrawi ai Giochi internazionali del Tricolore.

 

Spazio anche ai momenti di riflessione e approfondimento politico: il primo appuntamento è previsto in autunno, con la presentazione del libro di Caterina Lusuardi e Roberta Silocchi “Ecco, sono venuti a prendermi: resistenza e tenerezza delle donne sahrawi”, e il secondo a dicembre, in occasione della Settimana dei Diritti Umani.

Chi fosse interessato all’ospitalità dei “Piccoli ambasciatori di pace” o alle altre attività, può ricevere informazioni scrivendo a jaimasahrawi@libero.it e avere aggiornamenti consultando le pagine facebook e instagram.