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Wifi di comunità, inaugurata Coviolo Wireless

Ultimo Aggiornamento: 06/20/2016

E' stata inaugurata 'Coviolo Wireless', l'infrastruttura wireless di comunicazione a banda larga per i cittadini di Villa Coviolo, frazione a sud-ovest di Reggio Emilia, prevista dall'Accordo di cittadinanza di Coviolo-Rivalta-San Rigo firmato lo scorso dicembre.

La banda larga a Coviolo è stata ottenuta grazie al forte spirito di partecipazione e alla sapiente intraprendenza del comitato di cittadini Coviolo in Festa (circa 200 associati), che da anni anima la vita della comunità di Villa Coviolo (circa 2.700 abitanti), ed alla collaborazione del Comune di Reggio Emilia, che fra l'altro ha dotato la frazione di un Centro polifunzionale in via Fratelli Rosselli. Decisivo, nella realizzazione del progetto, anche l'intervento della Regione Emilia-Romagna, attraverso la società in house Lepida spa.
L'attivazione della wireless a Villa Coviolo – progetto del programma 'Qua_Il quartiere bene comune' dell'Amministrazione comunale – permette il superamento del digital divide su scala di quartiere, offrendo un accesso della rete internet da parte dei cittadini aderenti (tipo adsl) con costi contenuti.
La presenza di una rete informatica a banda larga di quartiere permette inoltre l’integrazione dell’infrastruttura con lo sviluppo di nuovi sistemi di sicurezza cittadina, come la video sorveglianza. Il Gas (Gruppo acquisto solidale) delle telecomunicazioni rende possibile la condivisione delle risorse e il miglioramento dell'efficienza informatica.
Si può avere in sostanza un servizio Wifi su tutta la frazione di Coviolo, con una stazione radio-base che diffonde il segnale con una modalità 'a stella', ripetitori di segnale e punti di ricezione capillari (praticamente casa per casa). A Coviolo, dunque, una soluzione di comunità a quella che era una lacuna per la comunità e un rafforzamento ulteriore della Città pubblica, con una aumentata dotazione dei Beni comuni.

Hanno detto
“Il rapporto fra cittadini e istituzioni, la fiducia degli abitanti di Coviolo nel Comune e la capacità di quest'ultimo di ascoltare i cittadini, sono il modo di essere e di fare che sta alla base della realizzazione della wireless in questa frazione, che ha un'identità e un senso di appartenenza forti e allo stesso tempo si sente ed è a tutti gli effetti parte della comunità cittadina. Questo atteggiamento reciproco ha facilitato tutto, ha dato impulso al percorso di cittadinanza che si è svolto e alla conseguente assunzione di responsabilità da parte delle persone nella sottoscrizione dell'Accordo di cittadinanza, e ha portato a colmare una lacuna avvertita da tutti: un bell'esempio di smart city nato dal basso, di innovazione sociale scaturita dalla comunità locale, che ci conferma fra l'altro quanto sia forte e diffusa la domanda di Digitale nel quotidiano di ciascuno di noi”, ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, inaugurando il nuovo servizio nello stesso Centro polifunzionale di via Rosselli.
“L'Amministrazione comunale – ha aggiunto il sindaco – è impegnata in diversi progetti in questa zona a sud della città: dai Laboratori di cittadinanza e dalla realizzazione coi cittadini dei progetti che ne sono scaturiti, al rilevante investimento che si profila per la Reggia di Rivalta”.

“Non ci resta che continuare su questa strada, tracciata in maniera molto evidente a Coviolo, fatta dall'intelligenza e dalla creatività di tutti – ha detto Raffaele Donini, assessore ad Agenda digitale e Trasporti della Regione Emilia-Romagna – I servizi della banda larga e ultra larga sono certo fondamentali per l'attività professionale ed economica, a cominciare dalla produzione industriale, e per l'attività didattica, ma sono altrettanto importanti per le famiglie, per le singole persone, quale strumento di vita quotidiana e di connessione alla comunità. Per questo la Regione ha valutato con interesse e ha creduto, sostenendolo, nel progetto che oggi inauguriamo.
“L'Emilia-Romagna – ha sottolineato l'assessore Donini – è ritenuta la regione più efficiente ed efficace in Italia nella diffusione delle tecnologie digitali e ha programmato investimenti rilevanti sulla diffusione della banda larga e ultra larga. Riguardo a quest'ultima, la Regione ha siglato di recente un accordo con il ministero dello Sviluppo economico per portare la connettività in banda ultra larga, da 30 a 100 Mega, al 100 per cento del territorio dell'Emilia-Romagna, con un investimento di 255 milioni di euro”.

Valeria Montanari, assessore ad Agenda digitale, Partecipazione e Cura dei quartieri del Comune di Reggio Emilia ha ripercorso le tappe di progettazione e realizzazione di Coviolo Wireless e lo ha definito “a tutti gli effetti un progetto di 'Wifi di comunità', per la maniera in cui è stato pensato, proposto e realizzato. E questo è il valore aggiunto, che si unisce alla creazione di un servizio necessario e fortemente richiesto dai cittadini. E' un bel caso di innovazione sociale, oltre che tecnologica diffusa”.
Montanari ha evidenziato inoltre il sostengo della Regione e di Lepida, “sempre vicine al Comune e alla comunità di Coviolo nel percorso di realizzazione della wireless” e ha ricordato che “questo è uno dei 29 progetti 'Qua', previsti nei primi quattro Accordi di cittadinanza formalizzati, definiti e attuati o in fase di attuazione”.

Alla presentazione di Coviolo Wireless sono intervenuti anche il presidente del centro sociale Coviolo in festa Massimo Vezzosi, il vicepresidente Claudio Braglia e Miki Ferrari esperto di Emisfera Sistemi spa, che ha spiegato il sistema di funzionamento e le potenzialità di Coviolo Wireless, le cui frequenze sono ampiamente contenute nei limiti di legge e delle valutazioni di Arpa e Organizzazione mondiale della Sanità.

Progetto e normativa
Il progetto ha previsto la realizzazione di una infrastruttura di telecomunicazioni via radio con le seguenti caratteristiche:

  • Centro stella fisico e logico (ovvero, l'interconnessione con rete pubblica).
  • Copertura radio del quartiere (circa 10 chilometri quadrati).
  • Apparati di connessione al servizio nell’abitazione dell’utente socio aderente.
  • Capacità condivisa fino a 100 Mbps verso internet.
Le norme danno una mano. L’uso privato di reti Wifi che attraversano il suolo pubblico non è più soggetto al pagamento di contributi (richiesti fino al 2012) e neanche all’autorizzazione generale da richiedere al ministero delle Comunicazioni (operatore di telecomunicazioni), in sostanza ne è consentito il “libero uso”, a patto che vengano rispettiate le potenze (Eirp) e usati apparati con la marcatura Ce. Questo grazie alla direttiva europea 140 del 2009, recepita dall'Italia in ritardo, nel 2012, la quale ha esteso il “libero uso” degli apparati hiperlan e radiolan anche al di fuori del proprio fondo.
Le associazioni e gli altri enti privati che volessero offrire gratuitamente connettività ai propri associati (e solo a costoro), possono farlo, anche per mezzo di reti cittadine, a patto di rispettare tutte le normative per l’uso privato di reti Wifi e che il contratto stipulato con l’operatore non vieti esplicitamente la condivisione della connettività.

Costi del progetto
Il progetto prevede diversi tipi di costi:
  • un costo una tantum iniziale dato da un'infrastruttura fissa, un parco Cpe (circa 100 per iniziare) installate presso le sedi dei soci ed un costo di attivazione e programmazione iniziale dell’impianto;
  • un costo ricorsivo dato da un canone mensile (o bimestrale) della banda internet fornita da un operatore di telecomunicazioni e un costo di manutenzione e gestione dell’impianto;
  • un costo scalabile, lineare con l’aumentare del numero degli utenti (oltre ai primi 100) per aumento di banda, infrastruttura e Cpe.
Potenzialità e integrazioni
Un progetto strutturalmente e socialmente nuovo, come Coviolo Wirelss, che si compone di investimenti pubblici e privati congiunti, produce diverse potenzialità che si traducono in un vantaggio e valore aggiunto per i cittadini ed un'ottimizzazione dei costi sociali per le istituzioni.
I vantaggi di un'infrastruttura 'privata' sulla quale si possono veicolare servizi pubblici possono essere rilevanti, in prospettiva, anche su altri fronti, come ad esempio l’integrazione di sistemi di videosorveglianza privata ad uso pubblico (installazione di telecamere pubbliche con investimenti privati e gestite dal servizio di ordine pubblico), oppure l’estensione di servizi sociali ad alto valore aggiunto come domotica, tele assistenza, telemedicina.