Comune di Reggio Emilia

HomeViaggio legale - 'Tre parole chiave contro le mafie: conoscere, coraggio e comunità.'

Viaggio legale - 'Tre parole chiave contro le mafie: conoscere, coraggio e comunità.'

Ultimo Aggiornamento: 01/19/2017

Viaggio legale, l'invito del sindaco Luca Vecchi agli studenti reggiani: “Tre parole chiave contro le mafie: conoscere, coraggio e comunità. Non lasciamo sole le vittime di campagne di delegittimazione dei clan: cercano di isolare le persone per poterle colpire più agevolmente”.

“Impegnatevi per conoscere cosa sono la mafie, non soltanto quelle che ammazzano ma anche quelle che fanno affari, che cercano di inquinare il tessuto economico. Abbiate il coraggio di ribellarvi ai soprusi, alle ingiustizie: davanti a questi fatti non bisogna tacere, ma reagire. Ma, soprattutto, fatelo come comunità: non cadete nel tranello dei clan che puntano – prima - a delegittimare chi vogliono colpire per poi - in un secondo momento - agire ancora più pesantemente. E' un marchio di fabbrica della mafia, ormai ben conosciuto da tutti. I clan lo fecero contro Giancarlo Siani, ma anche contro Giovanni Falcone: misero in atto una strategia fatta di falsità e di infamie costruite a tavolino, li diffamarono, e così facendo li isolarono dal loro contesto sociale, per poterli successivamente ammazzare. Davanti a questo modus operandi non bisogna cadere in trappola, non si deve accettare di fare il loro gioco, lasciando esposte le vittime”.

Questo l'invito oggi del sindaco Luca Vecchi alle classi di studenti reggiani che hanno partecipato al palahockey Fanticini alla tappa reggiana del “Viaggio legale”, iniziativa che prendendo le mosse dal tour della Mehari di Giancarlo Siani, giornalista trucidato dalla camorra, si propone di sensibilizzare le scuole e l'opinione pubblica sul rischio di infiltrazioni mafiose.

“E' sbagliato dare per scontato che, se non sparano, non sono mafiosi – ha detto il sindaco – I grandi gruppi criminali oggi fanno affari, stravolgono il mercato e guadagnano soldi. Per questo è utile studiarli, essere consapevoli di come si stanno trasformando. Questo porta con sé due conseguenze. Da un lato l'esigenza di resistere, come fecero i ragazzi che animarono la lotta di Liberazione, sacrificandosi. Dall'altro nasce proprio dalla conoscenza di tattiche sottili che sono state messe in campo contro Siani, contro il giudice Falcone, contro don Puglisi, la consapevolezza che, quando da parte dei mafiosi c'è in atto un'azione di dileggio, quando si cerca di gettare l'onta della vergogna su una persona, molto spesso dietro si cela il disegno di isolarlo socialmente, di allentare attorno a lui la rete dei rapporti e di relazioni che contraddistinguono la sua vita, il suo contesto, per poi poterlo attaccare in modo ancora più violento. Purtroppo anche questa è la storia d'Italia”.
Incontrando gli studenti reggiani il sindaco Luca Vecchi si è detto “soddisfatto” della decisione della Corte di Aemilia che ha deciso di non escludere dall'aula la presenza di giornalisti e di associazioni dell'antimafia sociale.