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Reggiane, 11.000 visitatori e Capitolo 2

Ultimo Aggiornamento: 02/29/2016

Reggiane, 11.000 visitatori e Capitolo 2Con 10.927 visitatori in 71 giorni di apertura da dicembre 2015 a febbraio 2016, si è conclusa il 28 febbraio 2016 allo Spazio Gerra, Officine Reggiane. Archivio Storico Capitolo 1, la prima di una serie di mostre che accompagnano il lavoro di riordino e restauro dei materiali presenti nell'Archivio della storica azienda metalmeccanica.

Sono numeri rilevanti e interessanti, che testimoniano l'alto grado di partecipazione e interesse che la Grande Fabbrica – fondate nel 1901 e per oltre un secolo cuore della cultura del lavoro, dello sviluppo economico, della crescita sociale e dell'innovazione tecnologica a Reggio Emilia, le Reggiane furono nella loro massima espansione la quarta industria italiana, dopo Fiat, Breda e Ansaldo, con più di 11.000 dipendenti – continua a suscitare nella memoria, nella coscienza collettiva e nell'educazione.
Un 'Capitolo 1' che – altri numeri servono per rafforzare l'idea – ha coinvolto 19 soggetti, quattro pubblici e 17 privati; 21 visite guidate con 512 visitatori di cui 431 studenti; 97 bambini ai Laboratori creativi; 10 eventi con 37 fra relatori, artisti e testimoni del lavoro; numerose e dense di memoria le testimonianze lasciate scritte dai visitatori su guestbook (libro degli ospiti) dello Spazio Gerra.
Di particolare interesse, sullo stesso piano del coinvolgimento della città, il numero dei donatori: 18 i contatti avuti con persone che hanno donato all'Archivio o intendono donare materiali.
Basterebbe questo – ma conta ancor di più, il valore di storia industriale e sociale che l'Archivio storico delle Reggiane racchiude – per continuare il discorso, cioè il lavoro di ricerca, riordino ed esposizione, per realizzare un 'Capitolo 2' che è già in cantiere. Con la collaborazione dei diversi soggetti istituzionali e scientifici sin qui impegnati: Comune di Reggio Emilia/Biblioteca Panizzi, Sovrintendenza Archivistica dell'Emilia-Romagna, Istituto centrale per gli Archivi, Università degli studi di Modena e Reggio, Fondazione Its Maker, Istoreco e Spazio Gerra, con il rilevante sostegno economico di Iren spa.

'Officine Reggiane. Archivio Storico Capitolo 1' ha costituito un momento importante nel processo di restauro e valorizzazione dell'Archivio delle Officine Reggiane per una “riappropriazione dell'identità di questa importante area industriale, nella convinzione che trasmettere un'eredità culturale che emerge dall'ascolto della storia dei luoghi e dalla memoria delle persone che li hanno vissuti, sia parte fondante della costruzione di una visione condivisa di futuro”, scrive il sindaco Luca Vecchi nella premessa al catalogo (scaricabile gratuitamente online), dove sottolinea lo stretto legame tra questa memoria collettiva e la cornice strategica della città contemporanea, in cui si inseriscono gli interventi strutturali di riqualificazione e rigenerazione urbana dell'Area Nord.

Hanno detto
“Il recupero e l'accessibilità dell'Archivio storico delle Reggiane è attualmente uno dei progetti di maggiore rilievo culturale della città – ha detto il sindaco Luca Vecchi presentando risultati e progetti, allo Spazio Gerra - E gli esiti della mostra appena conclusa, il primo capitolo di rendicontazione e pubblicazione del delicato e pregevole lavoro che gli esperti stanno conducendo sull'Archivio, ci dicono quanto il tema 'Reggiane' sia radicato nelle persone, quanto sia forte il nesso tra storia e contemporaneità nella vicenda Reggiane. Parliamo di risultati numerici e qualitativi sopra ogni previsione. Questa è stata, e continuerà ad essere, un'operazione diffusiva di sapere, anche sul piano della didattica e della formazione, che ha consentito di raccoglie nuova conoscenza sulle Reggiane e più in generale sulla storia economica e sociale della nostra città, grazie alla forte partecipazione delle persone, alle loro testimonianze, alle loro donazioni.
“Mentre prosegue il grande progetto di rigenerazione dell'area industriale dismessa – ha aggiunto il sindaco – e del quartiere di Santa Croce in cui le Reggiane si trovano, con luoghi disabitati e abbandonati che tornano a funzioni nuove e vive, questo percorso ricostruttivo dell'Archivio ci aiuta a riscoprire e a dare un senso alla storia della grande azienda e di chi vi ha lavorato, per leggere meglio il nostro presente e il nostro futuro”.
Un cammino, ha concluso il sindaco, che “da un lato continua con il lavoro di riordino, salvaguardia ed esposizione del materiale, dall'altro lato vede il perseguimento dell'obiettivo di dare all'Archivio una sede permanente e sempre accessibile, magari nella stessa area Reggiane oggi avviata alla rigenerazione”.

“Le Reggiane, con il loro Archivio, sono un monumento comune e soprattutto un monumento vivente – ha detto Stefania Carretti, responsabile dello Spazio Gerra – che viene riletto e reinterpretato con spontaneità e partecipazione. La mostra sul 'Capitolo 1' ce lo dimostra con evidenza. Pensiamo agli ambiti diversi coinvolti a livello scientifico, ma in egual misura a livello didattico, creativo, artistico, sociale, familiare, personale. La mostra ha innescato reazioni virtuose sotto ogni profilo, che arricchiscono sensibilmente la comunità”.

“Se il Capitolo 1 ha riguardato il salvataggio dell'Archivio, l'avvio del suo riordino, con la catalogazione, e l'allestimento di questa mostra – ha detto il direttore della Biblioteca Panizzi Giordano Gasparini – il Capitolo 2, già in fase di 'stesura', riguarda ad esempio settori di documentazione quali la Direzione del Personale e materiali come lastre fotografiche, le tecniche di stampa della zincotipia, le 13 casse di disegni tecnici di aerei, il celebre settore Avio, al fine di una loro digitalizzazione, a cominciare dal Re2006 del 1943-44. La conservazione e la catalogazione sono i due passaggi fondamentali, ma noi riteniamo altrettanto importante un terzo passaggio: l'accessibilità, la fruibilità per tutti, perché il rapporto delle Reggiane con la città, è evidente, resta ancora centrale”.

Ingrid Germani, membro del Comitato scientifico che cura l'operazione-Archivio, ha a sua volta spiegato che “la digitalizzazione del 'Lucidi' di progetto è uno dei temi di primo piano nei lavori dei prossimi mesi, così come di grande interesse storico e sociale sarà affrontare i materiali che riguardano i circa 400 scatoloni del 'fascicolo Personale', con documenti che ricoprono un arco temporale dal 1924 al 2007”.
I riordino e restauro dell'Archivio, ha concluso Germani, è delicato, lungo e complesso, richiede almeno altri quattro anni di lavoro: “Pensate: sono stati tratti in salvo 2.500 metri di materiali dell'archivio Reggiane, in questa prima fase ne abbiamo sistemati per 114 metri”.

Primo obiettivo raggiunto
Con la mostra si è inteso fornire un excursus sulle diverse tipologie di materiali presenti nel vasto archivio delle Officine Reggiane: materiale fotografico a partire dagli anni Trenta fino agli anni Novanta, disegni tecnici, cartelle personali, modelli e plastici di progetti, arredi e oggetti, documenti contabili e amministrativi, testimonianze orali. Quello che ne è emerso è stato un percorso espositivo che ha puntato a valorizzare la forza documentaria di ogni singola testimonianza, rinunciando il più possibile al commento - che fosse di carattere storico, tecnico o sociale - per lasciare che ogni singolo documento parlasse in modo diretto al visitatore.
Un approccio, questo, che si è dimostrato efficace, poiché la storia delle Officine Reggiane è parte della storia della quasi totalità delle famiglie reggiane, che hanno partecipato numerose come a sfogliare un “album di famiglia” collettivo.

Reggiane, 11.000 visitatori e Capitolo 2Parole dopo la visita
Visitatori di diverse generazioni hanno talvolta ritrovato frammenti del loro vissuto e dei loro affetti, hanno potuto associare un'immagine a quanto avevano solo sentito raccontare e in altri casi ancora appassionarsi a una storia, che fino ad ora era stata soltanto un'astratta narrazione.
Nel guestbook della mostra si legge fra l'altro: Finalmente ho visto dove lavorava mio nonno (Giustino P.); Continuate a documentare il lavoro manuale e intellettuale; Memoria dei racconti di mio padre… ; Bonacini Celestino ex operaio (1938-1951) veicoli/carrozze; Emozionante, speriamo veramente che nasca il museo; Quanto eravamo bravi. Da reggiana sono orgogliosa!!. E ancora: Bellissima mostra. Materiale molto interessante, ottima location. Spero al termine della mostra di ritrovare questo materiale altrove. Grazie; Spero proseguirete con tante altre occasioni per conoscere meglio il nostro passato; Begli allestimenti e cura nel descrivere un pezzo di storia reggiana partendo dalle persone. Begli allestimenti e cura nel descrivere un pezzo di storia reggiana partendo dalle persone; Complimenti da chi le Reggiane le sta bonificando per riqualificarle; Grazie! Da abitante del quartiere di Santa Croce esco di qui pieno di orgoglio. Arrivederci al Capitolo II; Un universo si ridischiude dopo decenni di silenzio; Ho visitato con grande piacere ed enorme interesse questo spaccato della volontà e dell'intelligenza umana, nata e sviluppata in loco; Emozionante! Il ricordo del mio babbo Aldo oggi nel rivedere questa testimonianza ha risvegliato un ricordo indelebile del suo vissuto e, tramite il suo dire, sempre di più il mio. Grazie.

Dall'appello alle donazioni
Altre persone hanno voluto contribuire attivamente alla mostra, conferendo all'Archivio materiali di varia natura e testimonianze in loro possesso.
Nel corso dei tre mesi di apertura della mostra, infatti, diverse persone hanno risposto alla chiamata pubblica per favorire la raccolta di ulteriore materiale, custodito dalle famiglie.
Fra i materiali e gli oggetti raccolti ci sono una decina di libri di testo, alcuni vecchi di oltre cento anni, utilizzati dagli allievi apprendisti per studiare durante i corsi organizzati dalle Reggiane; documenti inediti sull'eccidio del 1943; due modellini di aerei di legno e una fotografia dell'ultima locomotiva prodotta dalle Reggiane negli anni Ottanta. Sono stati raccolti anche diversi tesserini e spille di riconoscimento; album fotografici che riproducono vari aspetti delle produzioni aziendali; volantini sindacali; giornali aziendali delle Nuove Reggiane; una cassettiera con disegni e progetti dagli anni Dieci agli anni Quaranta.
In molti hanno inoltre chiesto di poter accedere, una volta terminata l'esposizione, ai fascicoli personali dei propri cari e che tali materiali siano messi a disposizione del pubblico.

Giovani, imprese, didattica e performance
I visitatori di Officine Reggiane – Archivio storico, capitolo 1 hanno preso parte anche a 10 eventi collegati all'esposizione, incontri di approfondimento a cura di Istoreco e in collaborazione con l'Archivio digitale Reggiane dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, oltre a concerti e performance curati da Spazio Gerra, occasioni di rilettura della storia delle Reggiane attraverso il lavoro di artisti e creativi, spesso anche giovanissimi che hanno fatto rivivere la storia della fabbrica attraverso linguaggi contemporanei.
Soprattutto per le nuove generazioni è stato pensato, insieme con l'approccio espositivo, anche il programma di eventi ed incontri, comprensivo di un'ampia e diversificata offerta didattica.
Nei tre mesi di durata dell'esposizione sono stati 431 gli studenti coinvolti, tra quelli delle scuole superiori, delle scuole di italiano per stranieri e dell'Università del tempo libero. A questi si aggiungono i 97 bambini, dai quattro ai dieci anni, che hanno partecipato ai Laboratori creativi.
Si aggiungono poi i partecipanti al progetto di innovazione sociale Officine Reggiane XX Secolo – Cent'anni di lavoro a Reggio Emilia promosso da Museum Reloaded, con la collaborazione di Biblioteca Panizzi e Istoreco, aperto alle scuole secondarie di secondo grado di Reggio Emilia, per attivare laboratori di approfondimento e rilettura creativa dei materiali dell’Archivio storico delle Officine Reggiane e del contesto sociale ed urbano in cui gli stabilimenti sono inseriti. Al Tecnopolo, nel quartiere Santa Croce e allo stesso Spazio Gerra, hanno partecipato a questo progetto 15 studenti delle classi quarte e quinte dell'indirizzo grafico dell'Istituto superiore Blaise Pascal; 39 studenti delle classi quinta F e quinta G dell'Istituto superiore Chierici; 105 studenti delle classi quinte A, B, C e D dell'Istituto superiore Filippo Re. Inoltre, i ragazzi del Gruppi educativi territoriali (Get), che hanno preso parte a un laboratorio di progettazione e riqualificazione dell'area Reggiane.
Rilevante è stata infine la collaborazione con la Fondazione Its Maker e il lavoro svolto dagli studenti del corso di specializzazione “Tecnico in sistemi meccatronici”, che hanno curato direttamente e allestito un’esposizione dedicata ai materiali d’archivio messi a disposizione dalle aziende reggiane del settore meccanico e meccatronico: Argo Tractors (Landini), Bema – Elettric80, Brevini Power Transmission, Bucher Hydraulics, Comer Industries, Corghi, Kohler Engines (Lombardini), Walvoil (Interpump Group). Da novembre 2015 gli studenti di Its Maker, guidati dallo staff di Spazio Gerra, hanno seguito le fasi di allestimento della mostra dedicata all’Archivio storico delle Officine Reggiane e intrapreso un percorso di studio volto alla scoperta e alla presa di coscienza della storia industriale del territorio e delle soluzioni più efficaci per raccontarla con gli oggetti di carattere storico e i prodotti più tecnologici in un naturale processo di continuità con la storia delle Officine Reggiane.
Le aziende socie della Fondazione Its Maker hanno aperto i propri archivi agli studenti, offrendo materiali e interviste per arricchire i loro progetti espositivi. Gli studenti hanno così potuto toccare con mano il significato ricoperto dalle Reggiane nel dare avvio a quello che oggi è un tessuto imprenditoriale diffuso e radicato nella provincia di Reggio Emilia, raccogliendo fra l'altro le interviste ad alcuni dei fondatori delle aziende.

Valorizzazione dell'archivio storico delle Reggiane
L'Archivio storico delle Officine Reggiane consiste attualmente in una documentazione descritta di 3.338 unità: volumi, fascicoli, carte progettuali e amministrative, che compongono uno spaccato senza pari della storia dell'industria, del lavoro, dell'innovazione tecnologica, dell'economia e della società di Reggio Emilia e dell'Italia nel Novecento.
Acquisito nel 2010 dal Comune di Reggio Emilia, l'Archivio è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica dell'Emilia-Romagna e comprende una vasta tipologia di materiali che coprono un secolo di storia industriale reggiana. In seguito all'acquisizione, è iniziato un percorso di recupero dell'Archivio, conservato nel Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia, nei Chiostri di San Domenico. Il riordino e la catalogazione sono stati svolti dalla cooperativa 'Le pagine'. Dalla primavera 2014, la prima sezione dell’Archivio, che abbraccia un arco cronologico dal 1904 al 1994, è consultabile dal pubblico. Si tratta di una prima fondamentale fase del progetto di recupero complessivo dell’Archivio storico Reggiane, costituita da 3.355 unità archivistiche riunite in 880 nuovi contenitori, il tutto per una dimensione di 114 metri lineari. Rimangono infatti ancora parti importanti da riordinare: il settore dei progetti aeronautici 'Avio', di cui è stato avviato nel 2015 un primo recupero, la Direzione commerciale, quella del Personale e parte dell’Ufficio tecnico. Tutto questo materiale è già stato posto in condizioni di sicurezza e attende la sua definitiva collocazione.
Nel prossimo quinquennio è prevista l'istituzione di una sede espositiva dedicata nel quadro dei programmi di riqualificazione dell'Area Nord. In questo quadro è da sottolineare anche l'importante lavoro parallelo che sta svolgendo l'Archivio digitale Omi Reggiane dell'Università degli studi di Modena e Reggio, che troverà collocazione all'interno del più ampio Archivio storico.
La valorizzazione dell'Archivio è resa possibile dal contributo di Iren.