Comune di Reggio Emilia

HomeParco innovazione, cuore nuovo delle Reggiane

Parco innovazione, cuore nuovo delle Reggiane

Ultimo Aggiornamento: 10/09/2015

E' iniziata la nuova vita delle Reggiane: da storica area industriale – le Omi Reggiane sono state la quarta fabbrica italiana dopo Fiat, Breda e Ansaldo, dal primo Novecento fulcro dell'industrializzazione a Reggio Emilia - a Parco dell'innovazione, nuovo polo europeo per la ricerca e lo sviluppo nel Terzo millennio.

Il Parco innovazione è una piattaforma logistica, tecnologica e di servizi in grado di potenziare la collaborazione tra imprese e ricerca industriale; si propone quale fulcro del nuovo modello di sviluppo economico reggiano, luogo fisico in cui si concentrano le competenze distintive del territorio, in grado di attrarre investimenti, essere incubatore per lo start-up e lo spin-off di nuove attività, produrre lavoro.
Per realizzare questo obiettivo, che unisce memoria, presente e futuro, dopo la realizzazione del Tecnopolo, ora si è costituita la Società di trasformazione urbana Reggiane spa, sono state individuate le prime aziende e organizzazioni i cui laboratori di ricerca e sedi si insedieranno nei Capannoni 17 e 18, che le stesse aziende contribuiscono a riqualificare. I lavori nei Capannoni 17 e 18, a cominciare dalle operazioni di bonifica, sono avviati. L'intervento, una partnership pubblico-privata che genera un investimento di circa 28 milioni di euro, riguarda anche gli spazi pubblici di piazzale Europa e la riapertura e riqualificazione del braccio storico di viale Ramazzini.

Hanno detto – Il progetto del Parco innovazione è stato presentato questa mattina dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dall'amministratore della Stu Reggiane spa Luca Torri e da Massimo Magnani, direttore dell'Area competitività e Innovazione sociale del Comune di Reggio Emilia. All'incontro erano presenti fra gli altri l'assessore a Bilancio, Patrimonio e Società partecipate Francesco Notari e l'assessore a Rigenerazione urbana e del territorio Alex Pratissoli, il presidente di Iren Rinnovabili Ettore Rocchi e l'ad di Iren Rinnovabili Carlo Pasini, il presidente della Camera di commercio Stefano Landi e il presidente di Unindustria Mauro Severi, rappresentanti delle aziende e centri di ricerca che faranno parte del Parco innovazione.

vecchi“Le Reggiane – ha detto il sindaco Vecchi - rappresentano un luogo paradigmatico nella storia produttiva del Novecento di Reggio Emilia, carico di memoria, valori e identità. Una storia fondamentale per la città, che si lega indissolubilmente al presente e al futuro di quest'area. Reggio ha, da sempre, con le Reggiane una vera e propria storia di comunione sentimentale.
In questo senso il Comune di Reggio Emilia si è messo in cammino - assieme ad altri - pensando a se stesso nell'ottica di 'Comune innovatore', assumendosene i rischi per accettare la sfida del contrasto alla situazione economica globale recessiva, per dare il proprio contributo alla ripresa del nostro territorio.
“Tre sono i significati che il progetto Parco innovazione racchiude in sé – ha aggiunto il sindaco - legati al tema dello sviluppo economico, della rigenerazione urbana e dell'innovazione.
Abbiamo alle spalle anni non semplici sul piano economico e l'idea di mettere in campo un progetto di sviluppo forte è una scelta coraggiosa e per niente scontata. E' da oltre un anno che ci stiamo lavorando, grazie anche al contributo di alcune aziende private che hanno creduto in questo progetto, che vede nelle Reggiane il luogo in cui si prova a immaginare lo sviluppo della città fondato sull'economia della conoscenza, per accrescere la competitività del territorio partendo sempre di più dalla qualità, dall'intelligenza. Al centro ci sono la sperimentazione, la ricerca. Un progetto legato ad altri, che infatti non prescinde da quanto sta accadendo in aree vicine, come il Campus universitario, il Centro internazionale Loris Malaguzzi, la stazione Mediopadana e il Parco industriale di Mancasale, e che dà l'idea di una dimensione di insieme della città.
“La seconda idea forte che questo progetto racchiude in sé riguarda il tema della rigenerazione: finita l'era dell'espansione, l'obiettivo è quello di riqualificare gli spazi già esistenti, a vantaggio dei quartieri, dei loro residenti e di chi ci lavora in primo luogo.
“Quello che rende competitivo un territorio è la capacità degli attori di fare rete appunto sul tema – e questo è il terzo argomento forte - dell'innovazione, come dimostra l'esempio della Silicon Valley. In questo progetto il Comune ha una funzione pubblica di 'catalizzatore' originario rispetto all'innovazione, una funzione analoga a quella delineata da Mariana Mazzuccato nel suo Stato Innovatore, e di governance. Con il contributo chiave dell'Università, delle imprese private, delle organizzazioni economiche e dei centri di ricerca del territorio, fondamentale per creare un sistema diffuso in grado di lavorare su quei progetti strategici che rappresentano la chiave di volta per superare le sfide importanti che ci aspettano. La risposta che abbiamo avuto in questi mesi dalle aziende private – ha concluso il sindaco - è incoraggiante e non escludiamo si aprano nuovi sviluppi positivi per il futuro dell'area Reggiane”.

“Il valore aggiunto del Parco innovazione – ha detto l'amministratore della Stu Reggiane spa, Torri - è rappresentato dagli attori coinvolti e dalle aziende che vi partecipano, imprese che si distinguono per l'alta specializzazione, in campi diversi, e il forte carattere innovativo. Riuscire a convogliare imprese, Università e centri di ricerca in un unico spazio significa anche creare un sistema di relazioni tra formazione, ricerca e impresa, che traduce in fatti l'innovazione ed è in grado di aprirsi a più ampi scenari internazionali”.

plasticoPerchè un parco innovazione a Reggio Emilia – Un Parco innovazione a Reggio Emilia perché è nel cuore del sistema produttivo italiano ed emiliano. E perché rappresenta, con i suoi 15 miliardi di euro di Pil l'anno e le sue oltre 50.000 imprese, uno dei principali motori del Sistema Italia. Reggio Emilia inoltre è collegata alle principali città europee e italiane dalla linea ferroviaria Alta velocità, con la stazione Mediopadana, e la rete autostradale. Il territorio è servito da Banda larga. L'Area Reggiane e quindi il Parco innovazione sono a ridosso del Centro storico di Reggio Emilia, a circa un chilometro dal Campus universitario San Lazzaro, a circa 1,5 chilometri dalla stazione Av Mediopadana e dal casello autostradale A1.
Il Parco innovazione è una piattaforma logistica, tecnologica e di servizi in grado di potenziare la collaborazione tra imprese e ricerca industriale; si propone quale fulcro del nuovo modello di sviluppo economico reggiano, luogo fisico in cui si concentrano le competenze distintive del territorio, in grado di attrarre investimenti, essere incubatore per lo start-up e lo spin-off di nuove attività, produrre lavoro.
Il Parco offre quindi alle imprese che scelgono di insediarsi spazi e servizi per le proprie attività. Gli spazi sono personalizzati, ad alta sostenibilità e dotati di tecnologie smart.
Il progetto si avvale della partnership di Aster (la rete Alta tecnologia della Regione Emilia-Romagna), Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Crpa-Lab, Centro internazionale Malaguzzi, Agenzia di progettazione europea, Unindustria Reggio Emilia e Iren Rinnovabili.

La STU Reggiane: i passaggi societari - L’Amministrazione comunale, con delibera consiliare del dicembre 2014, ha individuato quale strumento operativo per l’attuazione degli interventi compresi nel Programma di rigenerazione urbana (Pru) Reggiane, la Società di trasformazione urbana “Conoscenza, Innovazione, Creatività, Memoria – Società per la Trasformazione Urbana in Reggio Emilia spa".
La società è stata costituita il 19 febbraio 2015, interamente partecipata dal Comune di Reggio Emilia.
Il primo luglio 2015, in conformità a quanto previsto dal Consiglio Comunale, la Stu Reggiane ha incorporato, fondendosi, Innoplace srl, società partecipata da Iren Rinnovabili.

Il parco innovazione. Chi partecipa – Molte aziende ad alto contenuto innovativo e organizzazioni di formazione superiore, ricerca e sviluppo - tra le quali Ask Group, Rei - Reggio Emilia Innovazione, Grasselli spa, Its Maker, Iren Rinnovabili, Certhidea, Q&O Consulting, Bema/Elettric80, Ctr, Crpa, Redox, Ordini professionali – hanno formalmente manifestato interesse a partecipare all'operazione per l’insediamento delle loro attività, o parte di esse, nel Parco Innovazione nell’area delle ex Officine Meccaniche Reggiane.
Le superfici per le quali è già stato presentato interesse all’acquisto corrispondo a circa l’80% degli spazi complessivi che verranno riqualificati negli interventi di recupero dei Capannoni 17 e 18.

Gli oggetti dell'intervento e le risorse – L'area oggetto di intervento da parte della Stu Reggiane comprende:
- i Capannoni 17 e 18 dell'area industriale dismessa, attigui al Tecnopolo, inseriti nel Parco dell'innovazione quali sedi di società e laboratori di imprese vocate all'innovazione tecnologica. Per la riqualificazione architettonica e funzionale del Capannone 17, l'importo previsto è pari a 6.500.000 euro; per l'intervento nel Capannone 18 l'importo complessivo è di 12.900.000 euro;
- la riqualificazione e trasformazione di piazzale Europa in una piazza, centro fisico del Parco dell'Innovazione, con un importo complessivo di spesa previsto di 4.711.000 euro;
- la riqualificazione, riorganizzazione funzionale e riapertura del braccio storico di viale Ramazzini (collegamento da via dell’aeronautica all’attuale Tecnopolo), con un investimento previsto di 4.658.050 euro.

Gli interventi portano una qualità urbana che si rifletterà positivamente su tutto il quartiere Santa Croce.

La Stu Reggiane armonizzerà e gestirà le risorse per l'intervento che ad oggi, per la parte di finanziamento pubblico, consistono complessivamente a quasi 13 milioni di euro, di cui 10,9 milioni di euro finanziati dal Piano nazionale Città del governo, e 2 milioni di euro finanziati attraverso il Documento unico di programmazione (Dup) della Regione Emilia-Romagna.

L'investimento complessivo in partnership pubblico-privata ammonta a circa 35 milioni di euro.

Il termine di 'fine lavori' e la conseguente attivazione delle attività sono previsti per la fine del 2017.

Questo modello di investimento renderà più competitivo il territorio. Insieme con altre eccellenze quali il Centro internazionale Loris Malaguzzi, la stazione Av Mediopadana, il Parco industriale di Mancasale, il Parco dell'Innovazione rende l'Area Nord e il territorio reggiano nel suo insieme potenziali attrattori di ulteriori investimenti anche da parte di privati.
Il luogo si presenterà infatti riqualificato e facilmente raggiungibile, grazie a infrastrutture che vanno dalla scala urbana a quella di Area vasta, quale appunto la nuova stazione Av.

Reggiane e Santa Croce - I nuovi interventi - finalizzati alla realizzazione del Parco dell'innovazione e al miglioramento della qualità urbana e degli spazi pubblici nel quartiere di Santa Croce – riguardano nel complesso l'Area Reggiane compresa tra via Adua, la rete ferroviaria Fs e la Via Emilia, via Gramsci e il Campovolo, all’interno della quale è collocato l’opificio storico delle ex Officine meccaniche Reggiane (260.000 metri quadrati).

Nelle prossime settimane la Stu Reggiane spa aggiudicherà la gara d’appalto per i primi lavori di messa in sicurezza delle strutture dei Capannoni 17 e 18 (adiacenti al Capannone 19, sede del Tecnopolo di Reggio Emilia), nell'ambito del Programma di riqualificazione urbana (Pru) dell'area Reggiane. Queste operazioni sono funzionali sia a garantire la stabilità delle strutture durante i lavori di bonifica dei suoli, comprese le aree sottostanti i Capannoni e sia ad accelerare le operazioni di insediamento delle aziende negli stessi.
Assieme alla messa in sicurezza, verranno affidati anche i lavori di rimozione e smaltimento del cemento amianto presente sulle coperture dei Capannoni.
Parallelamente a queste operazioni sui Capannoni, verrà dato il via alla gara d’appalto del primo stralcio dei lavori di riqualificazione di piazzale Europa: un intervento di importo pari a 2.000.0000 di euro, interamente finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e previsto nel dal Documento unico di programmazione 2007-2013.
I lavori inizieranno a cavallo tra il 2015 e il 2016.
Nel 2016 seguiranno l’appalto del secondo stralcio di piazzale Europa, della riqualificazione e apertura del braccio storico di viale Ramazzini (ora inglobato nell'area industriale dismessa) e del recupero funzionale e architettonico degli stessi Capannoni 17 e 18.

I lavori di bonifica - Dopo la fase iniziale (avviata nella primavera del 2014) di bonifica dell'amianto presente in alcune delle strutture e di rimozione dei rifiuti, il programma prevede ora nuovi lavori all’interno delle ex Officine Reggiane, con interventi di bonifica, ripristino ambientale e messa in sicurezza permanente del suolo e del sottosuolo.
Il Piano di caratterizzazione e bonifica ambientale dell’area - approvato in sede di Conferenza di Servizi dalla Provincia di Reggio Emilia, dall’Arpa e dall’Ausl dopo una accurata fase di indagine e analisi conoscitiva condotta sul posto - è stato posto a base della gara d’appalto, pubblicata in data 3 luglio 2015 per un importo di 3 milioni di euro, per l'assegnazione dei lavori.
Il 26 agosto 2015 sono stati aggiudicati i lavori all’impresa Unirecuperi srl di Reggio Emilia, in associazione con le ditte Garc srl di Carpi (Modena) e Nial Nizzoli srl di Correggio (Reggio Emilia) per aver presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, conseguendo il maggior punteggio.
La durata del cantiere è prevista in 220 giorni (fine prevista aprile 2016).

Un'operazione strategica per la città - L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, a cominciare dal Programma di mandato del sindaco Luca Vecchi, dà assoluta priorità al tema dello sviluppo economico. E in tal senso, la creazione del Parco dell'Innovazione è la principale novità del territorio reggiano in tema di crescita economica e innovazione tecnologica, oltre che, attraverso il Pru, di rigenerazione urbana, rinnovata attenzione alla situazione di un quartiere delicato ed importante come quello di Santa Croce.
Si tratta pertanto di una strategia che interessa ambiti diversi e trasversali, che si pone obiettivi ambiziosi e diffusi, in una fase storica in cui la concentrazione industriale – a cominciare dalla ricerca, dal trasferimento tecnologico e dalla agevolazione di start-up - sia necessaria per mantenere e tentare di migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, per conservare quindi un’adeguata presenza sul mercato e, in definitiva, per non disperdere know how, marchi ed occupazione.

Le stesse modalità con le quali tale operazione di sviluppo economico viene condotta mostrano un sensibile cambiamento di direzione: la progettualità complessiva – avviata con gli Stati generali e sfociata nel Piano di azione per l'Area Nord di Reggio Emilia - che deriva dal coinvolgimento del mondo imprenditoriale e delle associazioni di riferimento, il finanziamento consentito attraverso un partenariato pubblico-privato con la determinante spinta progettuale di Iren Rinnovabili, il ruolo di governance del Comune, caratterizzato non più da autonome politiche di spesa ma dalla progettazione strategica e dalla direzione politica e tecnica dell’operazione.

Il fine è organizzare un luogo, il Parco dell'Innovazione, in cui le imprese possano migliorare i loro processi di innovazione, innalzare il grado di tecnologia e aumentare la loro competitività, con benefici per il lavoro e l'attrattività del territorio rispetto a nuovi investimenti, imprese e innovazione tecnologica.
L'obiettivo è che chi accede al Parco dell’Innovazione possa essere facilitato nello sviluppo di prodotto, nel trasferimento delle conoscenze e tecnologie e nella creazione di reti d’impresa. Il Parco dell'Innovazione è da intendersi dunque come un catalizzatore delle attività di trasferimento tecnologico che possa offrire una piattaforma sia materiale, in termini di uffici e laboratori, che immateriale, a livello di professionalità, in grado di rispondere alle esigenze di un’attività economica posizionata in un panorama internazionale sempre più competitivo.