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Orti urbani, via libera al regolamento

Ultimo Aggiornamento: 07/21/2015

Orti urbani, via libera al regolamento

Il Consiglio comunale ha approvato, nella seduta del 20 luglio 2015, il Regolamento degli orti urbani di Reggio Emilia. Il documento stabilisce criteri di assegnazione, utilizzo e gestione delle aree destinate a orti urbani, che si inseriscono nel Piano strategico di valorizzazione e promozione dell'orticoltura e agricoltura urbana e periurbana del Comune di Reggio Emilia.

Il progetto agisce su diversi fronti: sul piano della coesione sociale e dell'integrazione multiculturale, e a livello di innovazione, sostenibilità e qualità urbana diffusa. Gli orti urbani, inoltre, integrano e arricchiscono il Sistema ambientale e paesaggistico di Reggio Emilia, già costituito dalla Cintura verde, un'infrastruttura naturalistica e di socialità estesa su più di 1.500 ettari dotata di un'estesa rete di ciclopedonali, e dai 170 parchi pubblici presenti nei quartieri e nelle Ville. I nuovi orti arricchiscono la rete esistente di circa 300 appezzamenti, che coinvolgono circa mille coltivatori.
Il Regolamento degli orti urbani vuole coinvolgere nuove fasce di popolazione e di utenti, che sino ad oggi non hanno frequentato gli orti perché non avevano diritto all'assegnazione: il Regolamento amplia infatti la valenza del progetto in termini di integrazione sociale, multidisciplinarietà, capacità didattica e formativa.
Se fino ad oggi, gli orti sociali erano destinati in modo prioritario o esclusivo ad anziani e pensionati, con il nuovo Regolamento la possibilità di assegnazione viene estesa a famiglie, associazioni e scuole, con l'obiettivo di accogliere le numerose richieste di affidamento pervenute, a seguito dei mutamenti indotti da nuove sensibilità culturali e bisogni socio-economici. L'obiettivo è infatti rendere gli orti urbani, “Orti per tutti”: le concessioni, gratuite, avranno una equa rotazione.

“Il regolamento che abbiamo approvato quest'oggi – spiega l'assessore a Partecipazione, Cura dei quartieri e Agenda digitale Valeria Montanari – va incontro alle esigenze manifestate dai tanti cittadini, dai gruppi sociali, così come da famiglie e scuole, rispetto all'orticoltura urbana e al desiderio di dedicarsi a questo tipo di attività. È un documento fortemente partecipato, che nasce dall'ascolto e dallo scambio di idee che, nei mesi scorsi, sono stati svolti dagli Architetti di quartiere e il Servizio Ambiente del Comune di Reggio Emilia. Tra gli elementi distintivi del documento che è stato approvato, voglio sottolineare l'attenzione costante alle fasce più deboli con l'obiettivo di dare una risposta ai problemi generati dalla crisi, e anche ai nuovi bisogni di socialità, con la massima apertura possibile alle scuole e alle associazioni. Soprattutto questo documento intende promuovere una diversa cultura del cibo, per interessare i cittadini al processo produttivo che genera ciò che consumano, alle caratteristiche degli alimenti, per una rieducazione all'alimentazione consapevole, alla sostenibilità e alla consapevolezza di ciò che mangiamo".


In base al testo approvato, infatti, gli orti urbani vengono suddivisi in quattro tipologie, da assegnare ad altrettante categorie di cittadini: di tipo A, “orti per la terza età”, B “orti per cittadini”, C “orti per le scuole” e D “orti per le associazioni”. L'assegnazione degli orti urbani avviene, per gli orti di tipo A e B, nei confronti degli assegnatari dei singoli lotti; per gli orti di tipo C e D, nei confronti dell'ente assegnatario. Le graduatorie formate a seguito dei bandi rimarranno valide per 5 anni a partire dalla data di approvazione delle stesse e saranno utilizzate per le assegnazioni degli orti o lotti che si renderanno via via disponibili.
Gli spazi possono essere utilizzati per la sola coltivazione di ortaggi, fiori e piccoli frutti. È esclusa la commercializzazione dei prodotti.

I requisiti per l'assegnazione - Tutti gli assegnatari singoli degli orti devono essere residenti nel comune di Reggio Emilia; per quanto riguarda invece le scuole, è necessario che la sede sia all'interno del territorio comunale. Per le associazioni, è invece previsto che la quota prevalente di associati sia composta da residenti nel comune di Reggio Emilia, e che siano senza scopo di lucro. Nel caso in cui la concessione dell’orto sia richiesta per la realizzazione di attività terapeutiche e riabilitative, la domanda potrà essere presentata anche da strutture sanitarie e assistenziali aventi sede nel territorio comunale.
Gli assegnatari degli orti “per la terza età” devono aver compiuto 65 anni o essere in quiescenza al momento della presentazione della domanda. Essi, inoltre, devono essere in grado di coltivare personalmente l'orto e dimostrare di non avere la proprietà, il possesso o la disponibilità di altri “appezzamenti di terreno coltivabile” nel territorio comunale e non essere imprenditore agricolo titolare di partita iva.
Per quanto riguarda i requisiti richiesti per l'assegnazione degli “Orti per cittadini” , gli assegnatari devono dimostrare di non avere la proprietà, il possesso o la disponibilità di altri “appezzamenti di terreno coltivabile”, superiore ai 30 metri quadrati, nel territorio comunale e non essere imprenditore agricolo titolare di partita iva. Per ciascun nucleo familiare è possibile presentare una sola domanda di concessione.
Il Comune prevede di pubblicare in autunno i bandi per l'assegnazione dei lotti liberi negli orti esistenti; ne verrà data ampia comunicazione sia sul territorio, sia tramite il sito di Infoambiente (www.municipio.re.it/ambiente).
I rapporti tra il Comune di Reggio Emilia e gli assegnatari degli orti urbani, al fine di garantire il corretto svolgimento della gestione, vengono gestiti, nel caso degli orti di categoria A e B, da Comitati di gestione e dai Centri sociali; per gli orti di categoria C e D, dagli istituti scolastici e dalle associazioni. I comitati di gestione sono eletti a maggioranza dai concessionari dei lotti, riuniti in assemblea convocata per la prima volta dall’Amministrazione comunale, in un numero variabile di rappresentanti fino a un massimo di cinque, di cui uno designato dal Comitato come rappresentante dei concessionari. L’Amministrazione comunale potrà partecipare all’Assemblea mediante un proprio rappresentante.

Il piano strategico dell'orticoltura urbana in dettaglio - Il documento strategico sull'orticoltura urbana rimarca la volontà di dare vita ad una “rete comunale di orticoltura urbana”, che costituisce un valore aggiunto in termini di coesione sociale, mettendo a sistema le diverse esperienze in atto sul territorio comunale e promuovendo lo scambio di buone pratiche. L'obiettivo è costruire una logica di networking di sistema, che si sostanzia in un coordinamento multilivello tra istituzioni pubbliche, associazioni attive sul territorio, operatori economici, cittadini, che permetterà di acquisire un plusvalore su scala più estesa.
Nel Piano si tiene conto del fatto che negli ultimi anni è stata registrata a Reggio Emilia una crescente domanda sociale di spazio agricolo, colta di recente anche con la proposta di cancellare dal Piano strutturale comunale (Psc) vaste aree già classificate come edificabili e di riclassificarle ad uso agricolo. Il piano strategico fornisce dunque una risposta a questa richiesta e dà seguito alle esperienze positive già attive sul territorio. Va in questa direzione la volontà di incentivare la riconversione di aree destinate all'urbanizzazione in aree per l'attività agricola, e la realizzazione di nuovi orti urbani, nonché l'incentivazione alla pratica ortiva da parte di privati, su balconi e terrazzi o aree condominiali, e la realizzazione dei cosiddetti tetti verdi.

I vantaggi dell'agricoltura urbana - Le esperienze di agricoltura urbana già presenti anche sul territorio di Reggio Emilia hanno evidenziato, a oggi, una serie importante di vantaggi ecologici e ambientali, a cominciare dalla possibilità di contrastare in modo significativo lo spreco energetico e di territorio, e il degrado urbano, vista la possibilità di realizzare orti urbani in spazi dismessi all'interno del tessuto urbano o ai confini delle città. Oltre ad un uso più efficiente degli spazi e a una maggiore cura dei luoghi e ricostruzione del legame cittadini-territorio, l'agricoltura urbana permette di lavorare a livello di coesione sociale e integrazione multiculturale, creando le condizioni ideali allo scambio e la condivisione in cui vengono messe in in comune conoscenze e forza lavoro. Non secondarie possono essere anche le ricadute economiche per il sostentamento alimentare delle persone.

Il voto del Consiglio sul Regolamento degli orti urbani è stato il seguente: 20 voti favorevoli (Pd, Sel, M5S, Forza Italia, Grande Reggio) e 2 astenuti (Lega Nord, Bertucci del M5S). Sono inoltre stati approvati 6 emendamenti al Regolamento, presentati dal consigliere Gianluca Vinci.