Comune di Reggio Emilia

HomeReggio Emilia in piazza per Parigi

Reggio Emilia in piazza per Parigi

Ultimo Aggiornamento: 11/15/2015

Manifestazione“L'attacco alla Francia è un attacco alla civiltà, alla democrazia, a quei valori su cui generazioni dopo generazioni abbiamo costruito le nostre comunità dal 1789 (anno della Rivoluzione francese, ndr). Quell'attacco è stato mosso dalla volontà di negare brutalmente il nostro modo di vivere, il nostro stare insieme, il nostro volere e riuscire a tenere insieme e a far dialogare diversità culturali e religiose. A questo fanatismo, che nulla ha a che fare con la religione e che nega quella civiltà di cui l'Europa è parte, serve opporsi, andando fino in fondo”.

Con queste parole il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, è intervenuto oggi pomeriggio in piazza Prampolini, dove si è concluso il corteo promosso dal Comune di Reggio Emilia e dalla Provincia per esprimere solidarietà e fratellanza al Popolo francese dopo le stragi del 13 novembre a Parigi.
Alla manifestazione - a cui hanno preso parte migliaia di cittadini, numerosi altri sindaci reggiani, sindacati, associazioni, rappresentanti delle comunità e autorità religiose islamiche, la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla – sono intervenuti anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi.
“Le religioni – ha proseguito il sindaco Vecchi - non sono nate e non sono mai state strumenti di odio, di terrore, di distruzione e paura. Chi interpreta le religioni in questo modo, le stravolge a fini che nulla hanno a che fare con le religioni stesse. Fini che vogliono negare la civiltà e la democrazia.
“A questa situazione dobbiamo rispondere. Dobbiamo reagire continuando a vivere come abbiamo sempre vissuto: così si è sforzata di reagire l'Europa durante l'ultimo conflitto mondiale, e in questo modo riaffermiamo nella realtà dei nostri comportamenti i valori che altri vogliono cancellare con l'odio.
manifestazione dall'alto“Poi dobbiamo reagire distinguendo: non facciamo di tutta l'erba un fascio, dobbiamo distinguere chi, appartenendo ad altre culture e comunità, condivide i valori di pace, democrazia e libertà, da chi porta il terrore.
“La nostra risposta – ha proseguito il sindaco – deve essere nel segno dell'unità. L'Italia conosce bene queste situazioni, perché l'Italia democratica ha vissuto in un passato non lontano da noi la strategia della tensione portata dal terrorismo interno. Rispondemmo, e sconfiggemmo quel terrorismo, quella strategia della paura, con l'unità della nazione. Non è inseguendo un 3% in più di sperati consensi, in una maniera dunque tutta volta all'interesse di una parte, che si dà una risposta seria ed efficace alla soluzione di un problema così drammatico e internazionale.
“L'unità che dobbiamo perseguire oggi, oltre che nazionale, è internazionale, dei popoli democratici – ha concluso il sindaco di Reggio Emilia - Come avvenne nell'Europa della seconda guerra mondiale, i popoli democratici devono trovare il coraggio unitario, vero strumento che sconfigge la paura e quindi il terrore. Più di settanta anni fa, in Italia, in queste nostre terre, qualcuno decise che si doveva resistere alla tirannide, alla barbarie, e quella Resistenza ci ha ridato dignità e valori che ci consentono anche in questo momento di parlare e agire liberamente. Non lo abbiamo dimenticato. Perciò oggi diciamo che se ci sarà bisogno di resistere, noi resisteremo”.