Conferita la cittadinanza onoraria di Reggio Emilia al Prefetto Antonella De Miro

Ultimo Aggiornamento: 02/04/2019

Nella Sala del Tricolore, il sindaco Luca Vecchi ha conferito stamani l’atto di Cittadinanza onoraria di Reggio Emilia al prefetto di Palermo Antonella De Miro, già prefetto della città emiliana dal settembre 2009 al settembre 2014.
La Cittadinanza onoraria al prefetto De Miro, su proposta dello stesso sindaco Vecchi, era stata deliberata con voto unanime dal Consiglio comunale il 26 ottobre 2015, per l'impegno a favore della legalità e contro le mafie dimostrato negli anni di servizio a Reggio Emilia.

“In un momento in cui la distanza tra i cittadini e le Istituzioni si fa sempre più alta – si legge nelle motivazioni della Cittadinanza onoraria - il prefetto De Miro ha saputo interpretare il proprio ruolo in modo attivo e aperto, creando fortissime sinergie e solide relazioni con il territorio, i cittadini e le Istituzioni. In questo ambito si è distinta, con le proprie azioni, nella prevenzione e nell’assiduo contrasto alle infiltrazioni mafiose, divenendo per tutta la collettività, un esempio”.

Hanno detto

“Con questo atto – ha detto il sindaco Luca Vecchi – riconosciamo, con solennità e gratitudine, l’impegno del prefetto De Miro, un operato di portata storica, che ha avuto la sua espressione più evidente nell’emanazione delle interdittive ‘anti-mafia’ e nei Protocolli di legalità, il primo dei quali con il Comune di Reggio Emilia nel 2011 e successivamente rinnovato, che si sono rivelati efficaci misure preventive e di sicurezza ed hanno segnato la cultura amministrativa di una intera generazione di sindaci e amministratori pubblici reggiani.
“Quella del prefetto De Miro è stata un’incisiva azione istituzionale, competente e puntuale, che, durante il suo mandato a Reggio, l’ha resa autorevole punto di riferimento contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico locale. Il percorso fatto insieme ha generato una nuova consapevolezza, che ha portato la comunità ad affrontare e comprendere con maturità i contenuti decisivi del processo Aemilia.
“La nostra città – ha aggiunto il sindaco – è abituata a lavorare insieme, non ha mai vissuto di esperienze solitarie e il prefetto De Miro, che ha ben compreso questa caratteristica, ha saputo costruire relazioni solide e dirette con le altre istituzioni e con la comunità, finalizzate ai propri compiti istituzionali e agli esiti poi ottenuti nel contrasto assiduo alle infiltrazioni mafiose e nell’affermazione della legalità, bene irrinunciabile e fondante della democrazia.
“Quel percorso avviato e che ha portato a risultati così significativi – ha concluso il sindaco – non si è fermato e non rifluisce: il lavoro, a cominciare da quello fra le istituzioni, prosegue: Reggio Emilia non abbassa la guardia. Grazie, prefetto De Miro, per aver operato tra noi e con noi”.

“Sono onorata di essere cittadina di Reggio Emilia. Assieme alla mia gratitudine al sindaco Vecchi e al Consiglio comunale, non nascondo la mia emozione – ha detto il prefetto Antonella De Miro – per essere qui oggi con voi, nella Sala del Tricolore, un luogo sacro della storia d’Italia, come ebbi occasione di dire all’allora sindaco Delrio quando mi consegnò qui il Primo Tricolore e che saluto, assieme all’allora presidente della Provincia, Masini.
“La mia stima verso la comunità reggiana non è formale, è sostanziale. Di questa città ho sempre apprezzato serietà, operosità, senso civico e rispetto istituzionale. Una città in cui nel 1797 veniva innalzato nella piazza principale l’Albero della Libertà e in cui nasceva il Primo Tricolore; una città impegnata senza risparmiarsi nell’antifascismo.
“Il mio intento – ha aggiunto il prefetto – è stato operare per contrastare quei reati che colpiscono un’economia sana. Un impegno declinato nel segno della sicurezza, mai contro le imprese, ma anzi tutelando la libertà d’impresa nel dettato dell’articolo 41 della nostra Costituzione, dove si legge che l’iniziativa economica ‘non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’.
“Si tratta di problematiche in realtà sempre aperte – ha aggiunto il prefetto De Miro – La mafia asciuga la linfa vitale delle comunità, toglie futuro ai nostri figli. Il mio augurio è che il processo Aemilia, un fatto importantissimo, di rilievo storico, serva da autentico anticorpo; spero che questo processo abbia ‘suonato la sveglia’ sul grave e reale pericolo, sul danno alla società e all’economia che la mafia porta con sé. Sappiamo che la mafia si può vincere e che la si vince se la si combatte insieme.
“Con tanti amici – ha concluso il prefetto De Miro - è qui con me oggi la mia famiglia, che condivide il mio lavoro e ha condiviso il mio mandato a Reggio Emilia. Lo sottolineo perché il sostegno di una famiglia è decisivo in queste esperienze, che altrimenti sarebbe difficile affrontare. E nel ricevere la Cittadinanza onoraria, desidero dirvi che mi sono sempre sentita cittadina di Reggio Emilia”.

All’incontro in Sala del Tricolore erano presenti la presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli, che ha illustrato le motivazioni della Cittadinanza onoraria, il prefetto di Reggio Emilia Maria Forte, i parlamentari Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, i deputati Graziano Delrio e Antonella Incerti, il procuratore della Repubblica Marco Mescolini, l’assessora a Sicurezza e Cultura della legalità Natalia Maramotti, diversi sindaci della provincia e consiglieri comunali, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi, il segretario generale del Comune Roberto Maria Carbonara.

Azioni del Prefetto De Miro

Durante la sua permanenza a Reggio Emilia, il prefetto Antonella De Miro si è distinta per la lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio, in particolare negli appalti di forniture e servizi, instaurando sinergie e intese con gli enti locali che hanno poi permesso di mettere a punto nuove strategie di contrasto.
Il prefetto De Miro propose il primo Protocollo di legalità tra Prefettura e Comune di Reggio Emilia, firmato nel 2011, con l’allora sindaco Graziano Delrio. L'azione del prefetto ha inoltre permesso la stipula di 36 Protocolli di legalità volti ad estendere i controlli sugli appalti e subappalti sotto soglia nonché su tutte le attività di filiera, arrivando ad emettere numerose interdittive antimafia. L'azione del prefetto è stata inoltre fondamentale nel quadro di importanti indagini scaturite poi nel processo Aemilia.

Note biografiche

Antonella De Miro, nata a Catania l'11 aprile 1955, laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania, ha svolto la propria carriera fino a divenire prefetto di Benevento dal marzo 2008 ad agosto 2009. Successivamente è stata nominata prefetto di Reggio Emilia, carica che ha ricoperto dal settembre 2019 al settembre 2014. Nella città emiliana, oltre a riservare un costante e approfondito impegno sul fronte della legalità, si è occupata tra l'altro delle problematiche di soccorso e sicurezza correlate alle ‘Emergenze neve’; e ha curato il coordinamento dei soccorsi e della sicurezza correlati al terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna nei giorni 22 e 29 maggio 2012, avviando anche i controlli antimafia sulle ditte interessate a partecipare alla ricostruzione ai sensi della legge 122/2012.
Dal settembre 2014 al gennaio 2016 è stata prefetto di Perugia; dal gennaio 2016 è prefetto di Palermo. Il 7 gennaio 2013, a Reggio Emilia, in occasione della cerimonia del 216° anniversario del Primo Tricolore, alla presenza del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, ha ricevuto nella Sala del Tricolore dall’allora sindaco Graziano Delrio, la riproduzione del "Primo Tricolore" con la seguente motivazione: "Perché distintasi per l'assidua e puntuale lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio e, in quanto tale, cittadina in prima linea nella difesa della legalità e della democrazia".
Il 16 febbraio 2013 ha ricevuto "attestato di riconoscenza" rilasciato dalla Provincia di Reggio Emilia per "il prezioso aiuto prestato dopo il sisma del maggio 2012".
Il 2 giugno 2013 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha conferito l'onorificenza di Grande Ufficiale”.