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Reggio Emilia per Expo 2015 – Ecco la mostra NOI – Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane. E si aprono nuovi spazi al palazzo dei musei

Ultimo Aggiornamento: 05/15/2015

Con un Opening ricco di performance musicali, sperimentazioni sorprendenti, atelier per ogni età e degustazioni dalle ore 13 del 16 maggio alle ore 24 di domenica 17 maggio, al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia si alza il sipario su NOI - Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane, mostra curata dall'architetto Luca Molinari: un racconto corale sulla cultura del territorio reggiano inteso come un unico paesaggio, capace di produrre qualità e innovazione grazie al suo essere sistema di persone, storie, idee, natura. La mostra, uno degli eventi qualificanti del progetto territoriale Reggio Emilia per Expo 2015, resterà aperta per 12 mesi, fino a maggio 2016.

La realizzazione di NOI è occasione per aprire alla città nuovi spazi del Palazzo dei Musei: 400 metri quadrati sul lato prospiciente piazza Martiri del 7 Luglio, realizzati nell'ambito del progetto di riqualificazione e restauro del terzo piano, che ospitano il Laboratorio dei sensi reggiani, area della mostra dedicata al gusto.
Il 15 maggio 2015, la mostra è stata presentata in anteprima alla stampa dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dal curatore Luca Molinari, dall'assessore alla Città internazionale Serena Foracchia, insieme con il direttore dei Musei Civici di Reggio Emilia Elisabetta Farioli e il direttore dell'Area pianificazione strategica del Comune di Reggio Emilia Massimo Magnani.

In relazione all'Esposizione Universale di Milano 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita', nella mostra NOI si declinano i temi Alimentazione, Agricoltura e Ambiente.
A questi sono associate competenze distintive del territorio - Ricerca e Innovazione, Educazione e Cultura, Coesione sociale e Buone pratiche - per offrire una visione unitaria e compiuta delle peculiarità del way of life di Reggio Emilia e della sua provincia: il vivere bene e il saper fare di un territorio che trovano in questo percorso caleidoscopico un’occasione per presentarsi al mondo e farsi scoprire o riscoprire dalla stessa comunità.
Una mostra di Cose, che prima ancora è una mostra di Persone e di Comunità.

Il Palazzo dei Musei diventa così un grande portale fisico, in sinergia con quello virtuale www.reggioexpo2015.it, un display materiale attraverso il quale fare esperienza – anche toccando, vedendo, ascoltando, assaporando, persino odorando i profumi di erbe, fiori, cibi – e che si propone quale 'programma alla carta' rivolto a chi, visitata la mostra, vuole poi fare 'esperienza compiuta', visitando direttamente Reggio Emilia, il suo territorio, le sue eccellenze storiche, naturalistiche, paesaggistiche, produttive.
La mostra si rivolge principalmente a due target: da una parte turisti, delegazioni internazionali e rappresentanti di imprese che visiteranno Reggio Emilia nel periodo di Expo 2015, dall'altra i circa 550.000 abitanti della provincia di Reggio che avranno a portata di mano la mostra per un anno. Ciascun visitatore potrà anche scaricare direttamente materiali di approfondimento, indirizzi, contatti, link che riportino al territorio e ai luoghi da visitare. La mostra vuole 'aprire' il visitatore al territorio.

NOI - Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane si focalizza sul rispetto della terra, sull'alimentazione, sull'arte del lavorare e del produrre in un'ottica di consapevolezza di come il mangiar bene sia necessario per vivere meglio. Per un anno la mostra racconterà le eccellenze agroalimentari della provincia reggiana, come il Parmigiano-Reggiano, l'Aceto balsamico, la filiera del maiale, il Lambrusco, fino ai progressi raggiunti nel settore della meccatronica e dell'innovazione. Quello che ne risulta è il racconto di un territorio che trova nella sua storia la forza e le capacità per essere unico e continuare a produrre innovazione, ricerca e qualità diffusa.
NOI è la Reggio Emilia di ieri, oggi e domani: non il manifesto di una rivoluzione che passa dalla rimozione del passato per tendere in maniera cieca al futuro, quanto la testimonianza di un'evoluzione che trova la sua forza ed esplica le sue potenzialità nelle radici della tradizione. Con la voglia quotidiana delle piccole come delle grandi innovazioni, avvenute nei secoli senza soluzione di continuità e senza adagiarsi su pigri narcisismi perché, come spiega Molinari, “chi si guarda allo specchio 'muore', e questo territorio, che ama le sue radici quanto l'innovazione e la conoscenza tramandata di generazione in generazione, lo sa bene”.

I nuovi spazi– Proseguono i lavori di riqualificazione e restauro del Palazzo dei Musei. E in occasione della realizzazione della mostra NOI, all'ultimo piano dell'edificio si aggiungono nuovi spazi: 400 metri quadrati, che ospitano la sezione dedicata al gusto, cioè il Laboratorio dei sensi reggiani, allestito con la partecipazione dei Consorzi dei prodotti tipici.
Questi spazi fanno parte del Nuovo museo - al terzo piano del Palazzo, dedicato a tradizione e innovazione – e sono destinati a mostre temporanee, oltre che a laboratori educativi, didattici e di innovazione.
Con un'altra tranche, il prossimo anno, si prevedono la riqualificazione e il restauro di alcuni altri spazi espositivi del Palazzo, la creazione di spazi funzionali e di servizio. Queste azioni sono finanziate da Bluefield, promotore dell'intervento a palazzo Busetti, nell'ambito del Programma di riqualificazione urbana (Pru) e del Piano strategico di valorizzazione del Centro storico di Reggio Emilia.

Le sezioni della mostra NOI

NOI - Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane si articola in sezioni e coinvolge l'intero spazio espositivo del Palazzo dei Musei, in dialogo con le collezioni permanenti, come in una grandiosa e affascinante Stanza delle meraviglie. Frammenti di passato, presente e futuro restituiscono, in un solo percorso narrativo, visivo e sensoriale, la dimensione di identità collettiva, racchiusa appunto nel pronome “Noi”.
Quello che ne segue è un percorso, tutt'altro che didascalico, che illustra, attraverso memorie collettive e storie contemporanee, la complessità e la ricchezza di un territorio, dagli argini del Po alle pendici dell'Appennino tosco-emiliano. È così che il Palazzo dei Musei diventa non solo una Stanza del tempo, ma si trasforma in un laboratorio continuo, dove gli elementi estetici dei manufatti in esposizione si incrociano con le sperimentazioni, le esperienze e le visioni che animano le terre reggiane.
NOI combina storie presenti, passate e future di acqua e di terra, incrocia il mutevole e prezioso mondo delle comunità animali e ci guida tra le eccellenze dell’industria alimentare, meccanica e meccatronica.

Il percorso - Il percorso parte idealmente dall’Officucina, recentissima realizzazione proprio di fianco a Palazzo dei Musei, con il suo laboratorio su strada e gli spazi di lavoro interni. Alcuni grandi ritratti fotografici dedicati a personaggi dell'attualità accompagnano i visitatori, come un incipit progressivo fino all'ultimo piano, dove il racconto anche visivo del territorio reggiano trova la sua piena espressione.
All’ultimo piano del palazzo, caratterizzato dalla lunga galleria centrale, il sistema delle due sale principali, perpendicolari tra loro, è occupato da sezioni distinte che s’incrociano all’altezza della scala d’ingresso.
Ogni sezione propone frammenti e storie di passato, presente e futuro e qui ciascun visitatore può appunto recuperare materiali di approfondimento, indirizzi, contatti, link che riportino al territorio e ai luoghi da visitare fisicamente.

Storide di acqua, terra, animali e prodotti - L'acqua e la terra sono i punti di partenza di questo viaggio, che si sviluppa dalla Galleria centrale con due sezioni dedicate a “Storie d’acqua” e “Storie di terra”, incentrate sul racconto delle tecniche e delle innovazioni che hanno consentito di raggiungere grandi progressi in agricoltura e gestire al meglio le risorse idriche.
Qui vengono ritratte la storia delle bonifiche lungo i secoli, la costruzione dei mulini e delle città di nuova fondazione, la nascita dei consorzi legati alla gestione delle acque, la realizzazione dell’acquedotto reggiano e il mantenimento di un equilibrio ambientale diffuso.
Di notevole effetto, fra l'altro, l'esposizione in questa sezione del grande pannello delle canalizzazioni della pianura reggiana creato a metà del Novecento da Marcello Nizzoli, il celebre designer, architetto e pittore borettese (padre della Olivetti Lettera 22, della penna Aurora 88 e dei mitici manifesti Campari). Ma si incontrano anche citazioni di acquedotti romani accanto a centraline di ultima generazione per la gestione delle acque.
Alle Storie d'acqua si contrappongono le Storie di terra, che testimoniano la complessa relazione dell'uomo con la terra e il suo sfruttamento sia in pianura sia in collina, l’agricoltura e la sua rinnovata centralità, la terra come “materia madre”, il lavoro dell'agricoltore e i sistemi di coltivazione, le sperimentazioni e l’organizzazione del territorio. Dagli antichi forni e le terracotta, alle tecnologie più sofisticate: dagli antichi carri agricoli, ai modernissimi motori ecosostenibili per la trazione meccanica.
In questo grande affresco sulla reggianità e sul senso del “Noi” si inseriscono, in un ideale dialogo con le prime due sezioni, le Storie di animali, a ribadirne la centralità nel loro rapporto con le persone, i territori e i luoghi che ruotano intorno ad essi. Al nimel, il maiale, e al capitel, la vacca rossa, razza autoctona di bovino da latte per il re dei formaggi, ma anche il baco da seta - perché dal Cinquecento ai primi del Novecento, la coltura del gelso era assai diffusa, quanto la produzione della seta – e il cavallo, il piccione e gli animali selvatici dell'Appennino, sono gli insostituibili compagni di viaggio, che hanno contribuito e contribuiscono in modo fondamentale allo sviluppo dell'agricoltura e alla sussistenza umana.
Arricchisce questa sezione un'appendice spettacolare e affascinante, costituita dagli animali fantastici di Lazzaro Spallanzani.

Persone, tecnologie, educazione e laboratorio dei sensi - L'acqua, la terra, gli animali, ma anche lo sviluppo che le comunità reggiane hanno generato e continuano a generare in termini sia di territorio sia di benessere. Il racconto del Noi si arricchisce dei progressi raggiunti grazie agli strumenti, tradizionali e digitali, alle macchine e alle tecnologie, e delle storie delle comunità reggiane che hanno generato e continuato a generare la ricchezza del territorio, intesa come benessere economico, sicurezza sociale e qualità del vivere. Sono i protagonisti del modello Reggio Emilia, che hanno contribuito a renderlo conosciuto e imitato non solo in Italia: cooperative, consorzi, associazioni, partiti, laboratori universitari e industriali, distretti scolastici, Reggio Approach, che testimoniano appieno il significato e il valore dell’essere comunità in questa terra.
Un modello capace di produrre nel tempo forme comunitarie ed etiche, con una tensione permanente all'educare ed educarsi, a molteplici forme di creatività che sono all'origine di Reggio Children; all'inventare e trasmettere conoscenza, ed in questo la storia delle Officine Reggiane è emblema e sintesi.

In questa sezione si inserisce il progetto del fotografo Kai-Uwe Schulte-Bunert e della giornalista Marta Dore: una galleria di ritratti raffiguranti alcuni dei personaggi dell'attualità, che guidano i visitatori dall'ingresso del Palazzo dei Musei fino al terzo piano dove saranno raccolti in uno spazio dedicato. E accanto a questi, grandi pannelli che riproducono volti di reggiani dall'Ottocento agli anni Ottanta del Novecento - patrimonio fotografico della Biblioteca Panizzi - affinché tutti possano riconoscersi.
In quella che è una delle terre dell'eccellenza agroalimentare italiana, non poteva mancare una parentesi dedicata al mangiar bene e alla cucina intesa come cultura alimentare diffusa, raccontata attraverso i ricettari, gli erbari, gli speziari e le salumerie, l’educazione alimentare dalle scuole al quotidiano e alle tradizioni.
Tale parentesi trova una concretizzazione nel “Laboratorio dei sensi reggiani”, in cui l’esperienza dell’incontro con i mondi del Parmigiano-Reggiano e del maiale, del Lambrusco e dell’Aceto Balsamico, oltre che della gastronomia tradizionale reggiana, diventano un'esperienza visiva e sensoriale unica che mette a contatto le icone della tradizione alimentare reggiana con i loro possibili futuri e la loro unicità.

Quel che ci attende - NOI è anche costruzione di futuro, dove il territorio e i suoi prodotti sono risultato di un’intelligenza collettiva diffusa e sono intesi come beni comuni. Spazio dunque ai prodotti tipici come risultato di una costante sperimentazione, alle tecniche e alle ricerche dalla meccanica alla meccatronica, al sistema agro-alimentare e alle sue filiere, all’ossessione per la qualità dei prodotti.
NOI ricostruisce e rappresenta la Reggio Emilia di ieri, oggi e domani, testimoniandone una forza e una ricchezza che trovano la propria origine nella tradizione, nella consapevolezza di quanto il passato abbia costruito e rappresentato, e da qui verso il futuro. Questa interazione tra passato, presente e futuro si sviluppa anche nel rapporto tra la mostra e l'Officucina, il laboratorio su strada posto all'esterno del palazzo e curato da Food Innovation Program (il Master sulla food innovation promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Institute for The Future di Palo Alto e Future Food Institute di Bologna), dove si producono ulteriori materiali che vengono inseriti nell'allestimento interno.
A rafforzare l'idea di una mostra “viva” è, infine, lo Spazio Incontri, con il suo calendario di eventi, workshop e appuntamenti concordato con tutte le realtà produttive, sociali e culturali del territorio.