Palazzo Busetti, il ritorno alla bellezza

Ultimo Aggiornamento: 09/05/2014
Palazzo Busetti

E' compiuta la prima fase dell'intervento di restauro e riqualificazione funzionale del seicentesco palazzo Busetti, in piazza del Monte, nel cuore di Reggio Emilia.

L'intervento, avviato nella primavera del 2013 dalla società Bluefield proprietaria dell'immobile, è stato realizzato nell'ambito del Programma di riqualificazione urbana (Pru) del Centro storico promosso dal Comune di Reggio Emilia.

L'edificio ospita un punto vendita di una grande catena internazionale di abbigliamento, che sarà aperto nei prossimi giorni e costituisce un importante magnete commerciale del centro storico.
Il recupero dell'edificio, di grande pregio storico, architettonico e artistico ed ora riaperto dopo più di 20 anni di abbandono, è avvenuto su progetto dell'architetto Ivan Sacchetti insieme con l'architetto Giuliana Allegri (studio Ads), con l'alta sorveglianza della Sovrintendenza per i Beni ambientali e architettonici dell'Emilia.

Centro storico

Rigenerazione urbana, attraverso una partnership pubblico-privata quale modalità condivisa e consolidata in città, in grado di generare nuovi significati e funzioni degli spazi, riconsegnando alla comunità luoghi che erano divenuti marginali; attrattività, sviluppo economico-commerciale, vitalità del centro storico sono alla base del Pru, in cui l'intervento su palazzo Busetti è appunto inserito.
Attraverso il Pru e azioni strategiche dell'Amministrazione comunale, negli ultimi anni si è avuta la realizzazione di rilevanti interventi nel centro storico come il nuovo Palazzo dei Musei, la riqualificazione di piazza Martiri del 7 Luglio, Isolato San Rocco, Galleria centrale (Mercato coperto), palazzo Dossetti (ex Zucchi, sede universitaria), le piazze Fontanesi, Casotti, 24 Maggio e della Vittoria (in corso), tratti della Via Emilia, strade quali viale Allegri e via Nobili, porta Santo Stefano, la realizzazione dello Spazio Gerra e la riapertura dei Chiostri di San Pietro, mentre è in corso la riqualificazione di palazzo del Carbone e di palazzo della Frumentaria.
Le azioni di qualità urbana nel centro storico proseguiranno con le seconde fasi di riqualificazione di palazzo Busetti, delle ex Poste, di Palazzo dei Musei, dei Chiostri di San Pietro.

Hanno detto

conferenza stampaL'intervento è stato presentato, il 5 settembre 2014 nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dall'assessora alla Città storica e al Commercio Natalia Maramotti e dallo stesso architetto Ivan Sacchetti, presente anche in rappresentanza della proprietà. Era presente il direttore dell'Area pianificazione strategica del Comune Massimo Magnani.

“Il recupero del palazzo Busetti è un’operazione coraggiosa messa in atto da un privato, l’imprenditore Fulvio Montipò che, aderendo agli accordi del Pru centro storico promosso dal Comune, ha deciso di riqualificare una parte importante della città, con un investimento rilevante sul piano economico e qualitativo: lo ringrazio della sua scelta e della sua volontà di investire credendo in un Programma che giova a tutta la comunità”, ha detto il sindaco Vecchi.
“La città – ha proseguito il sindaco – ha ora un luogo riqualificato, di grande pregio storico e artistico, accessibile e frequentabile, oltre a una nuova polarità commerciale che la rende più vitale. Con questa operazione da una parte si introducono nuove funzioni del Terziario nel centro di Reggio, aumentandone l'attrattività e la frequentazione e dall'altra si genera più città pubblica di qualità”.
“Palazzo Busetti – ha aggiunto – si inserisce in una serie di interventi promosso dall'Amministrazione comunale in collaborazione con attori privati che ha dato esiti importanti, come il recupero e la riapertura del Mercato coperto, del Palazzo dei Musei, dell'Isolato San Rocco, di palazzo del Carbone i cui lavori sono in corso, di diversi spazi pubblici. Vogliamo proseguire su questa strada, che ha radice nell'amministrazione Delrio, incrociando efficacemente obiettivi e risorse pubblici e privati”.
“Il recupero di luoghi della città storica – ha concluso Vecchi – dunque proseguirà, con nuovi passaggi che riguardano il graduale completamento del recupero dei Chiostri di San Pietro e la seconda parte di interventi al Palazzo dei Musei”.

“L'apertura di un nuovo attrattore commerciale di rilevo in centro storico, nella prestigiosa sede di palazzo Busetti – ha detto l'assessora Maramotti – è un indubbio vantaggio sul piano economico come sul piano della qualità di vita, della residenzialità e dell'attrattività. Nel nostro centro storico sono circa un migliaio le attività commerciali, che danno lavoro, fra titolari e dipendenti, a circa 4.000 persone. Nel 2013, per la prima volta si è avuto un segno negativo nel rapporto fra aperture e chiusure di esercizi, un fenomeno purtroppo diffuso e legato essenzialmente al contesto di crisi. Nel caso di Reggio, questo segno negativo, rappresentato dai negozi sfitti, non supera però il 10% delle attività commerciali. Riguardo a queste sedi commerciali non utilizzate, il nostro intento è favorire l'attrazione, in accordo e con la collaborazione dei proprietari degli immobili, di marchi di qualità per la vendita in franchising”.

L'architetto Sacchetti ha illustrato i passaggi salienti dei lavori di restauro e riqualificazione di palazzo Busetti.

Palazzo Busetti

palazzo busettiI lavori a palazzo Busetti, che presentava nel complesso buone condizioni sul piano strutturale, hanno interessato il ripristino di ambienti coperti da superfetazioni: sono state ad esempio rimosse recenti controsoffittature e liberate così alcune delle antiche volte, alte fino a sette metri; sono stati rimossi intonaci recenti ed impropri e riportati così alla vista colori originali; sono stati ripristinati antichi varchi interni (porte).
Sono stati compiuti alcuni interventi di messa in opera di presidi strutturali, il rifacimento della copertura ed il restauro del bellissimo cornicione, riportando in evidenza fregi in legno che riprendono il tema araldico dello stemma dei conti Busetti.
Lo stemma araldico è stato riscoperto e riproposto, con le figure e i colori originali, lungo il cornicione, all'angolo fra piazza del Monte e via Crispi. E' ritornata all'originario splendore anche la lanterna, posta allo stesso incrocio stradale, disegnata a inizio Novecento dall'artista Cirillo Manicardi.
Il restauro e il colore scelto per le facciate, affine a quello degli edifici romani coevi, fa risaltare l'armonia, la plasticità e l'articolazione ritmica della composizione architettonica e ornamentale, con le sue bellissime grottesche (mascheroni).

Il restauro materico e pittorico è stato scientifico, sia degli ambienti interni, sia delle facciate esterne, compreso il restauro dei serramenti esterni, il restauro e l'integrazione ove necessario dei pavimenti in marmo al piano terra e “in seminato” alla veneziana al piano primo.
E' stato realizzato il cablaggio dal punto di vista elettrico e degli impianti termo-meccanici di tutto l’edificio. Prima del restauro, l’intervento più consistente è stata la realizzazione in adiacenza al palazzo nel lato nord est, del nuovo corpo contenente i collegamenti verticali, anche meccanizzati, e gli spazi tecnologici per le macchine del riscaldamento/raffrescamento.
Lungo la via Crispi, si va realizzando la ricostruzione dell'ala dell'antico palazzo Scaruffi, adiacente allo stesso palazzo Busetti, che in passato fu parzialmente demolita.

Il fabbricato è sede appunto dell’attività commerciale di una catena internazionale (H&M) che occuperà le superfici destinate a vendita del piano interrato, piano terra, piano primo e piano secondo. Il piano terzo sarà dedicato ai servizi.
La superficie complessiva di vendita è di 1.500 metri quadrati e la superficie utile complessiva è di 3.700 metri quadrati.
Saranno disponibili nell'isolato altri 1.000 metri quadrati di superficie commerciale utile, per insediamenti di più piccole dimensioni (ad esempio, negozi, attività di ristorazione). Oltre il palazzo storico, l'intervento riguarda infatti parte dell'isolato in cui è inserito, su un'area complessiva di 20.000 metri quadrati, con la realizzazione di due gallerie di collegamento tra via don Andreoli e via Crispi, via Emilia San Pietro e via Sessi. 
La creazione di questi spazi è coerente con l’obiettivo del Comune, condiviso dal privato, di riaprire e restituire alla città, e quindi alla vita di relazione, un luogo in precedenza chiuso tra spazi interstiziali ed edifici obsoleti di epoca recente.

Archeologia: la strada per Brescello

Nel corso dei lavori, con la sorveglianza e la collaborazione della Sovrintendenza, sono stati svolti scavi archeologici al piano sotterraneo, resi di particolare interesse perché, come ha spiegato lo stesso architetto Sacchetti, da una settantina d'anni non si svolgeva a Reggio un intervento di queste dimensioni.
E' emerso il “basolato” (pavimentazione) di due tratti di una strada d'epoca romana, orientata dall'attuale piazza del Monte in direzione dell'antica porta San Nazzario (alla fine dell'attuale viale Allegri, verso la circonvallazione): la via di comunicazione collegava con ogni probabilità l'antica Regium Lepidi a Brixellum, l'attuale Brescello.
Per ragioni tecniche, non è stato possibile mantenere visibili i due tratti lastricati. E' stata compiuta una loro riproduzione fotografica, che è stata collocata sul posto, all'interno del palazzo.

L’arte presente

Palazzo Busetti, pur rimaneggiato e oggetto di numerosi interventi, gli ultimi dei quali in epoca recente, è riuscito a mantenere integra la sua fisionomia, l'elegante, austera e importante facciata, protagonista di piazza del Monte. Salta subito all’occhio l’imponenza volumetrica, fuori scala rispetto al tessuto urbano della città storica, la ricchezza e maestosità della composizione tardo rinascimentale della facciata.
Al piano terra (rialzato) le volte delle cinque stanze del palazzo sono integre, compresi gli apparati decorativi composti da stucchi e medaglioni centrali, con tele dipinte di Francesco Viacavi, allievo di Luca Ferrari (quest’ultimo noto anche come Luca da Reggio, autore fra l’altro di splendidi affreschi nella Basilica della Ghiara) e “copista” di Lorenzo Franchi. L’assetto delle cinque grandi stanze è tipico dell’architettura cinquecentesca.
Al primo piano la grandezza dell’edificio e l’imponenza decorativa delle stanze si limita alle tre prospicienti piazza del Monte. Le due ampie sale retrostanti in epoche passate sono state private delle volte e sostituite da solai latero-cementizi.
Altri dipinti pregevoli, ad affresco, sono stati realizzati a inizio Novecento da Alfonso Govi.
Il secondo piano e il terzo ed ultimo piano, come il sottotetto e il tetto, hanno avuto a loro volta rilevanti rimaneggiamenti nei decenni passati.

La storia

storiaPalazzo Busetti fu fatto costruire - su probabile progetto di Giovanni Maria Ferraroni ispirato ai disegni dei coevi edifici romani del Bernini, del Fontana e dell’architetto ducale Avanzini – agli inizi del Seicento dalla famiglia dei conti Busetti, facoltosi e influenti produttori e mercanti di seta, fra i protagonisti del boom economico del Secolo d’oro, durante il quale a Reggio si sviluppavano commerci e arti assai fiorenti, in particolare nel campo dei tessuti e si costruivano, tra Cinque e Seicento, edifici di grande importanza e bellezza, di cui ancora oggi si fregia il centro storico cittadino.
Il palazzo nei secoli ha avuto destinazioni d’uso le più varie e rimaneggiamenti (soprattutto al terzo e quarto piano, tra gli anni Venti e Sessanta) piuttosto pesanti, che hanno comportato profonde modifiche alla struttura e alle decorazioni.
La famiglia Busetti, senza eredi, lasciò il patrimonio a quella che oggi potremmo definire una fondazione, con finalità benefiche e filantropiche, che portava il nome stesso della famiglia. Successivamente si susseguirono gli interventi a favore del Seminario vescovile, con il collegio e il teatro del Seminario; sul lato nord dell'isolato trovò spazio il Collegio dei Gesuiti; inoltre, l'edificio è stato sede dell’Università di Reggio (vi insegnò anche Lazzaro Spallanzani). L’immobile viene poi destinato ad ulteriori altre funzioni: ricovero provvisorio delle truppe napoleoniche di passaggio a Reggio; ristorante e caffè al piano terra (il celebre “Ristorante-caffè Busetti”), un negozio per la vendita di ferramenta al piano primo; deposito di granaglie; rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale, nei sotterranei; la tipografia del quotidiano L’Italia Centrale; poi la sede del Credito italiano, dell’Inps, del Catasto e dell’Ufficio tecnico erariale.
Ora palazzo Busetti si apre a nuova vita, con una destinazione che lo rende aperto, accessibile e visibile a tutti nella sua bellezza.