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Open Urbe, tanti i contributi per l'Ost del 15 febbraio

Ultimo Aggiornamento: 02/12/2014

OST


Reggio Emilia è risultata nel 2013 al primo posto fra le città medie italiane e al quarto posto assoluto in Italia per i servizi digitali, secondo la classifica dello Smart City Index: un risultato da consolidare e una buona base per andare oltre e fare meglio.

Il nuovo obiettivo è coinvolgere di più i cittadini, per rendere Reggio Emilia, nelle scelte strategiche come nelle azioni di vita quotidiana, una città intelligente, abile, rapida, semplice, appunto Smart. Su questo termine, “smart”, si gioca infatti una parte significativa della qualità della vita di una comunità, si giocano opportunità di crescita e di dialogo con altre comunità.
Ecco il perché del progetto Open Urbe, nell'ambito dell'Agenda digitale locale di Reggio Emilia: un progetto di partecipazione - che fa leva sui social network come veicoli appunto di partecipazione e proposta e fa quindi del web la “piazza” di incontro - per raccogliere segnalazioni e bisogni che possono trovare risposta attraverso l’innovazione tecnologica e la costruzione di nuovi servizi online, app o proposte su misura.

Open Urbe, tanti i contributi per l'Ost del 15 febbraioI contributi
Dopo un primo invito a segnalare bisogni e fare proposte di innovazione, una ventina di giorni fa - rivolto a cittadini, associazioni, aziende, scuole, istituzioni e tutti coloro che vivono, lavorano o studiano a Reggio Emilia - sono pervenuti (alla data dell'11 febbraio) al Comune di Reggio 80 contributi nei diversi asset tematici: la mobilità (smart mobility), lo sviluppo economico (smart development), il territorio e la tutela dell’ambiente (smart environment), la cura delle persone e la socialità (smart people), l’attrattività e le opportunità culturali (smart living), la relazione con l’amministrazione pubblica (smart governance).
E' emerso nel corso della conferenza stampa svolta l'11 febbraio 2014 dall'assessore alla Cura della comunità Natalia Maramotti, insieme con il dirigente del Servizio Partecipazione e Decentramento Roberto Montagnani, la dirigente del Servizio Comunicazione e Sviluppo delle tecnologie Nicoletta Levi e la responsabile della Gestione delle strutture tecnologiche del Comune di Reggio, Barbara Leoni. Durante l'incontro è stato fatto un primo punto sulla raccolta di bisogni e proposte, sui principali conteniti e sulle modalità dell'Ost – Open space technology in programma sabato prossimo.

Open Urbe, tanti i contributi per l'Ost del 15 febbraioLe proposte
Alcuni esempi di proposte pervenute:
- sull'asset “Mobility”, predisporre un sistema social che permetta di condividere ed usufruire della disponibilità di passaggi auto (Car Sharing);
- sull'asset “People”, realizzare un'app sugli “asili” (Nidi e scuole d'infanzia) reggiani, che presenti l'approccio educativo adottato e che permetta di recuperare informazioni utili per la scelta dell’”asilo” per i propri figli (OpenDay, attività, convenzioni, orari, posizione, personale... );
- sull'asset “Governance”, pubblicare i dati del Bilancio comunale in formato open data, in modo da permette a chiunque di analizzare come vengano spesi i soldi, come vengano incassati e permette letture più semplici e significative dei stati stessi, per aumentare il livello di trasparenza dell'Amministrazione;
- sull'asset “Development”, realizzare una vetrina virtuale per le start up, per favorirne la conoscenza, lo sviluppo economico e generare sinergie fra le aziende;
- sull'asset “Environment”, sfruttare gli smartphone, ormai diffusi in maniera capillare, per raccogliere e georeferenziare informazioni e segnalazioni riguardanti rifiuti abbandonati e varie problematiche ambientali. I cittadini diventerebbero in questo modo i “sensori” che rilevano problemi in città (Big data);
- sull'asset “Living”, realizzare un luogo virtuale dove sono raccolte tutte le molteplici iniziative che spesso ‘la città’ mette a disposizione: dalle ludoteche aperte, ai cinema, alle mostre, alle iniziative commericali.

L'Ost
Il percorso prosegue sabato 15 febbraio 2014, nell'aula magna di palazzo Dossetti, sede dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (viale Allegri 9, Reggio Emilia).
Dalle ore 9, si svolge infatti l'Ost – Open space technology “Open Urbe, una giornata di confronto sul futuro digitale della città”, evento di partecipazione aperto a tutti (per motivi organizzativi è necessario registrarsi al link http://ostcomunere.eventbrite.it, accessibile anche dal sito http://openurbe.comune.re.it), promosso dal Comune di Reggio Emilia.
Nel corso dell'incontro, gli iscritti lavoreranno insieme per la messa a fuoco dei bisogni raccolti per ciascun asset proposto, la loro sistematizzazione e un ulteriore arricchimento.
Secondo la metodologia dell’Ost, si lavorerà in un’unica giornata, attraverso tavoli paralleli sugli asset individuati, coordinati da dirigenti comunali competenti in materia e/o da stakeholder significativi. All’interno di questi tavoli si approfondiranno i bisogni emersi dalla partecipazione online e se ne aggiungeranno di nuovi. Alla fine del percorso, verranno votati i bisogni che l’assemblea ritiene prioritari. Nella prima parte della mattinata, ai partecipanti verrà illustrato il percorso complessivo e i contributi raccolti via web. Ogni cittadino potrà poi scegliere a quale gruppo di lavoro specifico partecipate. All’interno dei gruppi, i partecipanti potranno presentare e discutere bisogni relativi ai temi proposti. I gruppi di lavoro verteranno sugli asset stabiliti. Si potrà partecipare fino a due tavoli di lavoro diversi, a seconda degli interessi dei partecipanti. Alla fine delle sessioni di lavoro, i partecipanti potranno votare i bisogni che ritengono prioritari (fino ad un massimo di tre) fra tutti quelli raccolti durante la giornata e sul web (tutti coloro che presenzieranno all’intera giornata di lavoro, parteciperanno all’estrazione di un Ipad Mini). Ad oggi gli iscritti all'Ost sono già 101.

Open Urbe, tanti i contributi per l'Ost del 15 febbraioCosti reali
L'Ost, che si articola in diverse ore e coinvolge un numero considerevole di persone volontarie, prevede – è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa - nella propria metodologia, costruita da esperti e ampiamente collaudata nel mondo, una dimensione di forte socializzazione, che si sviluppa anche attraverso un'opportunità conviviale. Il costo reale di questo momento conviviale per l'Ost del 15 febbraio a Reggio Emilia è di 1.300 euro, quindi ben al di sotto di quanto preventivato nella determina dirigenziale comunale e con un'incidenza percentuale assai contenuta rispetto al finanziamento regionale che è di 10.000 euro. Il costo complessivo dell'Ost del 15 febbraio è di circa 4.000 euro, per la copertura delle cosiddette “spese vive”. I costi contenuti dell'iniziativa sono dovuti, prima di tutto, al fatto che organizzazione e facilitazione dell'Ost, così come le azioni di sviluppo dell'ambiente web e del progetto, le fasi di impaginazione degli strumenti e di produzione di stampati per la gestione dell'Ost, sono stati realizzati attraverso personale del Comune, quindi risorse interne.

Il percorso prosegue
Dal 16 febbraio al 15 marzo, la votazione dei bisogni prioritari proseguirà via web, sullo stesso sito. I contributi raccolti e le priorità definite dall’assemblea verranno consegnati alla giunta comunale che esaminerà quanto emerso dal percorso e farà confluire gli esiti del percorso partecipativo di Open Urbe nell'Agenda digitale locale, che individuerà le risposte ai bisogni e definirà formalmente la fattibilità-priorità dei progetti selezionati.

Le origini
L’iniziativa Open Urbe è realizzata nell’ambito del progetto Madler della Regione Emilia-Romagna, a cui hanno aderito altre amministrazioni pubbliche dell’Emilia-Romagna. Il progetto si inserisce dunque nelle politiche di sviluppo tecnologico della Regione Emilia-Romagna.
Inoltre l’Agenda digitale è uno degli obiettivi prioritari del Governo italiano e una delle sette iniziative faro della strategia di Europa 2020, che fissa obiettivi per la crescita nell’Unione europea da raggiungere entro il 2020. L’Agenda digitale europea propone di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso ma anche l’inclusione e lo sviluppo complessivo della società europea. A Reggio Emilia, il progetto Open Urbe, promosso dal Comune, si avvale della collaborazione dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, del Club Digitale di Reggio Emilia e di Rei – Reggio Emilia Innovazione.

I temi in dettaglio
Questi gli obiettivi e le azioni delle sei aree tematiche (asset) di Open Urbe su cui i cittadini sono invitati ad avanzare segnalazioni e proposte. Le aree sono quelle individuate dalla Unione europea per la definizione delle città smart.
Smart Development: promozione delle imprese virtuose; sviluppo del sistema costituito da impresa privata, enti pubblici e istituti di ricerca; aumento del livello tecnologico generale per creare un ambiente stimolante per l’impresa Ict.
Smart People: consapevolezza e partecipazione nella vita pubblica; pacifica convivenza di diversi portatori di interesse e comunità; interazione e dialogo continuo per rilevare bisogni i e rendere efficiente ed efficace le risposte.
Smart Mobility: spostamenti agevoli; buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile con mezzi a basso impatto ecologico; regolamentazione dell’accesso ai centri storici a favore di una maggiore vivibilità; adozione di soluzioni avanzate di mobility management e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.
Smart Governance: coinvolgimento dei cittadini nei temi di rilevanza pubblica; promozione di azioni di sensibilizzazione e utilizzo delle tecnologie per digitalizzare e abbreviare le procedure amministrative; promozione della trasparenza delle procedure di governo e apertura e condivisione dei flussi di dati (open data).
Smart Envronment: sviluppo sostenibile; riduzione dell’ammontare di rifiuti e delle emissioni di gas serra; razionalizzazione dell’edilizia e abbattimento dell’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; razionalizzazione dell’illuminazione pubblica; promozione, protezione e gestione del verde urbano e bonifica delle aree dimesse.
Smart Living: promozione dell’immagine turistica della città con una presenza intelligente sul web, partendo dal rispetto della propria storia e identità; virtualizzazione del proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni in modo da restituirle in rete come “bene comune”, per i propri cittadini e i propri visitatori; utilizzo di tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderle facilmente fruibili.