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4 Novembre, la Celebrazione a Reggio Emilia

Ultimo Aggiornamento: 11/04/2016

Reggio Emilia ha festeggiato il 4 Novembre il Giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze armate con una cerimonia in piazza Martiri del 7 Luglio, durante la quale il sindaco Luca Vecchi ha pronunciato l'intervento di saluto della Città.

L'incontro in piazza – con la deposizione di Corone al monumento ai Caduti e ai Martiri della Resistenza, l'Alzabandiera, gli Onori militari al prefetto Raffaele Ruberto e la lettura dei messaggi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Difesa Roberta Pinotti - era stato preceduto dalla messa in suffragio dei Caduti, in Ghiara, concelebrata da don Giuseppe Dossetti e da padre Cesare Antonelli dei Servi di Maria, ed ha visto il contributo degli studenti della secondaria di primo grado 'Fontanesi' con la lettura di poesie e testi in prosa sulla prima guerra mondiale e la pace, l'esecuzione con flauti dell'Inno alla gioia di Beethoven, l'inno dell'Europa unita, ed il canto della 'Leggenda del Piace' e dell'Inno nazionale italiano.
Dopo la celebrazione in piazza Martiri del 7 Luglio, il sindaco, la presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli e le altre autorità cittadine hanno visitato la Casa monumento del Mutilato oggetto di recenti lavori di restauro e consolidamento. Questo pregevole edificio, progettato dall'architetto Prospero Sorgato, dopo la prima guerra mondiale fu a lungo punto di riferimento per le terapie e l'assistenza medica dei tanti soldati, reggiani e non solo, rimasti mutilati o offesi negli arti durante il conflitto. Nel decenni successivi, l'edificio è stato luogo di assistenza medica e tecnica anche per gli invalidi civili, al punto che nel palazzo, oggi sede di uffici e studi professionali, ha avuto sede una succursale dell'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

Di seguito l'intervento del sindaco Luca Vecchi in piazza Martiri del 7 Luglio:

“Grazie per essere qui oggi presenti, nel giorno di una importante celebrazione, Giorno dell'Unità nazionale e Giornata delle Forze armate.
Una giornata dedicata al nostro Paese, ma in particolare al valore delle Forze armate e di sicurezza impegnate ogni giorno per la tutela della sicurezza e per la pace, nel segno dell'articolo 11 della nostra Costituzione.
Dunque giornata nel segno della tutela della pace e dell'unità, cioè della coesione, condizione imprescindibile per la crescita della Persona e della Civiltà. Nella tutela di questi principi e nella loro affermazione, le nostre Forze armate hanno avuto ed hanno un ruolo fondamentale, riconosciuto e profondamente percepito dai cittadini.

“Reggio Emilia, città medaglia d'Oro al Valore militare per la lotta al nazifascismo, ricorda con commozione e gratitudine i Caduti per garantire l'unità nazionale, per la libertà e l'indipendenza del nostro Paese, per la Repubblica e la Costituzione.
Manifestiamo la nostra vicinanza ai militari italiani oggi impegnati nelle diverse missioni di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite. Ai nostri militari è da tutti riconosciuta la capacità di interazione con il tessuto sociale dei Paesi di missione, essi coniugano valore militare, umanità e generosità: impegnati in aiuti umanitari, sono ricordati per il dialogo e l'amicizia ovunque testimoniati nei confronti delle popolazioni civili.
Esprimiamo ammirazione per le Forze dedite al soccorso ai migranti nelle drammatiche e spesso tragiche attraversate del Mediterraneo.
E siamo grati alle Forze che ogni giorno sono impegnate per noi e con noi per garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio, la tutela dell'ordine pubblico e la legalità.
I nostri militari sono simbolo concreto, realtà tangibile di Unità nazionale, punto di riferimento della nostra storia, del nostro presente e della nostra Costituzione.

“C'è una relazione profonda tra la qualità, la professionalità, l'integrità delle Forze armate ed il grado di civiltà di una comunità democratica.
Non è una relazione tra due variabili indipendenti. C'è una relazione stretta tra qualità delle Forze armate e qualità della democrazia.
Il nostro Paese può vantare credibilmente, con forza e con orgoglio la qualità, la solidità e l'integrità di una relazione che nell'esperienza quotidiana delle Forze armate ha contribuito nel tempo ad arricchire e ad alimentare la qualità delle relazioni civili, il sistema dei valori, la qualità della democrazia del nostro Paese.
C'è un principio che credo vada sottolineato in una giornata come questa.
Il militare, il membro effettivo di una Forza di polizia esercita ogni giorno un lavoro. E' un lavoro importante, certo come lo sono tanti altri. Ma è un lavoro che ogni giorno porta con sé una particolare consapevolezza: la consapevolezza del rischio del sacrificio.
Il legame tra il lavoro svolto e il rischio del sacrificio è un aspetto che non possiamo perdere di vista. E' un legame profondamente intrecciato alla consapevolezza di un altro importante valore costituente: ovvero il senso profondo del significato delle istituzioni, della legalità come garanzia della convivenza civile, dell'aspirazione ad un ideale alto e universale di pace.
Il lavoro, il rischio del sacrificio, il valore delle istituzioni, la pace e la convivenza nella legalità.
Tutto si tiene tanto nel giorno della sua celebrazione quanto sopratutto ogni giorno nella consapevolezza del valore dell'impegno quotidiano.

“Ha detto Papa Francesco: 'Non è l'uniforme ma colui che la indossa a dover colpire gli altri per la gentilezza, per lo spirito di accoglienza, per l'atteggiamento di carità verso tutti'.
Viviamo un tempo difficile. Le grandi migrazioni, il terrorismo di matrice fondamentalista e religiosa, i grandi cambiamenti globali economici e sociali hanno progressivamente indebolito tanti di quei principi, che storicamente hanno sostanziato 'l'ethos repubblicano, quel sistema di regole che ha orientato i rapporti di autorità e le modalità della loro legittimazione, i valori condivisi e la loro gerarchia, fino ad arrivare al nostro comportamento e ai nostri stili di vita… '; tutto oggi ci appare più debole, più vulnerabile e dunque fonte di paure e solitudini.
Perciò, oggi più che mai, giornate come questa devono servire a riprendere il filo di una riflessione profonda, di una lucida consapevolezza delle potenzialità e dei rischi del nostro tempo, ma devono sopratutto servirci a non smarrire l'immagine sicura di un tetto, di un punto di riferimento, di qualcosa che ci raccolga, che ci unisca trasmettendo il senso di una appartenenza: ciò che siamo in relazione con gli altri.
Le istituzioni democratiche, come le Forze armate, rappresentano plasticamente l'idea di questo tetto, di questo solido punto di riferimento.

“Vorrei chiudere questo mio intervento esprimendo un sentimento di vicinanza e di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto nel Centro Italia: secoli di storia e di cultura, relazioni di comunità colpite e talvolta spezzate dalla furia del terremoto. Abbiamo fin dal primo minuto prontamente e concretamente attivato il sistema degli aiuti e la grande catena della solidarietà emiliana. Abbiamo adottato un piccolo borgo, Montegallo, che insieme a tanti contribuiremo a ricostruire.
Ebbene questa Giornata, che ci offre ogni anno motivi di riflessione sulla condizione del nostro Paese e del nostro tempo, ci consegna quest'anno – ha concluso il sindaco - la responsabilità insieme, forze civili e militari, di ricostruire il Centro Italia come simbolo della rinascita e del rilancio dell'intero Paese”.