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Seminario ed ex sede Ausl, al via la riconversione delle aree

Ultimo Aggiornamento: 07/10/2015

Due importanti beni immobiliari della città – l'area del Seminario di viale Timavo e quella degli ex Poliambulatori Ausl di viale Monte San Michele – sono stati oggetto di delibere di giunta con le quali si sono approvati i Protocolli d'intesa per la loro riconversione, rigenerazione e valorizzazione.

I due protocolli saranno sottoscritti dal Comune con la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla per il Seminario e con l'Azienda Usl per l'immobile di viale Monte San Michele.

“Questo primo anno di mandato è stato caratterizzato da una serie di importanti atti che hanno permesso di sancire un modello di sviluppo urbanistico fortemente incentrato sulla rigenerazione della città esistente – dice l'assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio Alex Pratissoli – La variante al Rue per la semplificazione e promozione di interventi di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio, piuttosto che la recente delibera per la variante in riduzione di aree urbanizzabili in territorio agricolo, così come i protocolli di intesa siglati su Mancasale, sulla riqualificazione energetica degli edifici, e infine sulla promozione del lavoro in territorio agricolo, rappresentano la cornice normativa e gli strumenti programmatici messi in campo dall’Amministrazione per innescare processi virtuosi di recupero e qualificazione della città, il tutto con una altissima attenzione ai temi della legalità e qualità dei modelli urbanistici proposti. L’obiettivo è ora tradurre le norme in progetti concreti e interventi che consentano di riqualificare parti di città e ambiti parzialmente o totalmente disabitati. I due protocolli d’intesa con Diocesi e Ausl rispettivamente sugli immobili dell’ex Seminario e di viale Monte San Michele vanno in questa direzione: facilitano infatti le procedure di riqualificazione con l’obiettivo di recuperare gli edifici a nuove funzioni di interesse collettivo a beneficio del centro storico e dell’intera città”.
“Con il medesimo obiettivo di tradurre le norme in progetti e interventi concreti per la riqualificazione di parti importanti della nostra città – prosegue Pratissoli – verranno avviati nei prossimi mesi gli interventi relativi alla riqualificazione di Mancasale, la nascita del Parco innovazione alle Reggiane, la valorizzazione del Centro storico ed il riuso di luoghi dismessi a Santa Croce e nella Zona stazione”.

Viale Monte San Michele – L'Ausl, proprietaria dell’immobile di viale Monte San Michele, e il Comune, nel protocollo condividono l’opportunità di procedere a una riprogettazione dell’area sia in termini di funzioni che di assetto volumetrico, funzionale ad un suo più completo utilizzo attraverso una profonda riqualificazione dell’edificio, di viale Monte San Michele e dei collegamenti con i Chiostri di San Pietro e la Via Emilia. L’area presenta infatti un interesse strategico per la rigenerazione del tessuto urbano circostante e più in generale della Città storica.
Le principali potenzialità di rigenerazione urbana dell’intervento in viale Monte San Michele sono relative all’adiacenza al complesso monumentale dei Chiostri di San Pietro come opportunità di valorizzazione degli stessi in termini di una maggiore “permeabilità”, finalizzata alla costruzione di un percorso pubblico di collegamento tra la via Emilia San Pietro e lo stesso viale Monte San Michele.
Inoltre la modesta qualità architettonica dell’edificio, nonché la sua incongruenza rispetto alla “struttura morfologica” della città storica, suggerisce scelte progettuali indirizzate anche alla ridefinizione planimetrica e volumetrica.
La collocazione strategica dell’edificio - sia rispetto ad alcuni dei principali sistemi della viabilità cittadina (i viali di Circonvallazione e la Via Emilia), sia rispetto ad alcune polarità urbane (la stazione ferroviaria centrale e diversi contenitori culturali) - può tradursi “nella individuazione di importanti funzioni ricettive e di interesse pubblico che potranno valorizzare anche il contesto più ampio del centro storico”.
L’intesa che verrà sottoscritta per viale Monte San Michele è perciò finalizzata a “verificare la sussistenza dei presupposti tecnici, economici e funzionali per sottoporre poi al Consiglio comunale la decisione di approvare un Programma di riqualificazione urbana (Pru) che consenta una compiuta riqualificazione dell'area e del sistema infrastrutturale che la circonda”.
L'Ausl si impegna ad elaborare uno studio di fattibilità dell'intervento, declinando in esso le funzioni e le azioni di rigenerazione, necessario per la successiva predisposizione degli elaborati di un Programma di riqualificazione urbana dettagliato.
Dal canto suo il Comune si impegna invece a elaborare uno studio di fattibilità per la riqualificazione di viale Monte San Michele e per la realizzazione del sistema dei collegamenti tra il comparto di riqualificazione oggetto dell’intesa, i Chiostri di San Pietro e la Via Emilia, cioè la parte pubblica dell'intera azione strategica.

Nel progetto di riqualificazione dell’immobile di viale Monte San Michele verranno previste diverse funzioni di interesse pubblico e collettivo - residenza, esercizi commerciali di vicinato e pubblici esercizi, attività sanitarie e assistenziali, attività ricettive – anche attraverso interventi, che prevedano la totale demolizione e ricostruzione, ai fini del miglioramento della qualità urbanistica ed edilizia dell’area.
Particolare attenzione verrà posta alla riqualificazione del viale Monte San Michele e al sistema complessivo della accessibilità, dei collegamenti, delle dotazioni di parcheggi e dei percorsi veicolari e ciclo-pedonali.
Verranno inoltre individuate le soluzioni idonee a creare un collegamento tra l'area in oggetto, i Chiostri di San Pietro e la Via Emilia, attraverso un progetto che interessa pavimentazioni, illuminazione, verde e arredo urbano. Viale Monte San Michele sarà invece riconfigurato con un nuovo viale cittadino.
Nel comparto urbano si andranno infine ad individuare le dotazioni di servizi e spazi pubblici, le quote di parcheggi e di aree verdi, con particolare attenzione all'Istituto comprensivo Carducci.

Seminario – La Diocesi e il Comune di Reggio Emilia hanno condiviso inoltre l’opportunità di avviare una progressiva riqualificazione dell’ex Seminario vescovile, anche attraverso una ridefinizione di parte delle destinazioni d'uso, funzionale ad un suo più completo utilizzo nel rispetto della memoria storica che questo luogo conserva per l’intera città.

Con la sottoscrizione dell’intesa, Comune e Diocesi danno pertanto avvio ad un percorso che individui le migliori soluzioni di inserimento, all'interno dell'area, di funzioni e usi idonei a promuoverne la riqualificazione e rigenerazione, coniugandoli da un lato con la storia e le peculiarità morfologiche del luogo, dall’altro con il pubblico interesse.
In particolare si verificheranno i presupposti da sottoporre al Consiglio comunale, “per il rilascio di un permesso di costruire in deroga o, in alternativa, per l’approvazione di una variante agli strumenti urbanistici che consenta l'inserimento nell'area di una molteplicità di usi di interesse pubblico, ulteriori rispetto a quelli insediabili attualmente, che si qualifichino come funzionali al perseguimento degli obiettivi di rigenerazione dell’ex Seminario”.
Fin da subito Diocesi e Comune hanno individuato - fra le funzioni di interesse pubblico coerenti con la storia del luogo e aggiuntive rispetto a quelle previste dal Regolamento urbanistico edilizio (Rue) - quelle legate ad attività sanitarie ed assistenziali, attività di istruzione superiore, formazione e ricerca, attività congressuali, in grado di assicurare un’elevata sicurezza e vivibilità dell’area con una presenza ed un controllo sociale permanente. Dovrà inoltre essere approfondita la possibilità di insediare servizi pubblici o di interesse pubblico, nel rispetto ed in coerenza con la morfologia architettonica dell'immobile, progettato dall'architetto Enea Manfredini nel 1946 e individuato dall’Istituto Beni culturali dell’Emilia-Romagna come “testimonianza significativa di architettura moderna”.
Anche nella riqualificazione dell'ex Seminario, attenzione particolare avrà la soluzione dell’assetto viabilistico e il sistema complessivo della sua accessibilità, dei collegamenti e dei percorsi veicolari e ciclo-pedonali in particolare da e verso il centro storico. Si individueranno inoltre le dotazioni di servizi e spazi pubblici, le quote di aree verdi e di parcheggi, anche in considerazione dal fatto che la parte di città immediatamente circostante è tra le più densamente costruite, in modo tale da garantire un migliore grado di permeabilità e una dotazione più elevata di aree verdi e per servizi.