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Tributi, a Reggio fra i più bassi in Italia

Ultimo Aggiornamento: 02/19/2016

Il Bilancio 2016 del Comune non prevede, per il terzo anno consecutivo, alcun incremento di aliquote per l’addizionale Irpef e per l’Imu. L'Irap è fra le più basse in Italia. Reggio Emilia si conferma il capoluogo dell’Emilia-Romagna con la minor pressione fiscale pro capite e 16° su 22 capoluoghi campione in Italia. Sempre nel 2016, decremento del 20% per le tasse locali con l'abrogazione della Tasi.

Qualche precisazione è opportuna in tema di tributi, dopo la diffusione e il commento di Confcommercio sulla pressione fiscale determinata da Irpef e Irap.

Detto che l'Irpef è una tassa nazionale che colpisce in modo identico i contribuenti (le addizionali regionali e comunali possono determinare soltanto minime variazioni fra un territorio e l’altro) e ricordato che l'Irap è una tassa regionale, va ribadito - fatto che emerge dagli stessi dati Confcommercio - che la pressione fiscale complessiva di Irpef e Irap a Reggio Emilia è in linea con quella di Milano ed è inferiore rispetto a quella di città metropolitane e capoluoghi di regione quali Bologna, Genova, Torino, Ancona, Bari, Palermo, Napoli e Roma.

L'azione del comune: nel 2016 decremento del 20% per le tasse locali - il contesto in cui si articola la pressione fiscale a reggio emilia, infatti, può considerarsi complessivamente virtuoso, grazie a un'azione amministrativa che si sta consolidando, con un equilibrio tra entrate (tributi, in questo caso) e spesa per sostenere una sempre più articolata e crescente spesa per i servizi alla collettività.

“Le tasse sono senz’altro troppo alte in Italia – commenta l'assessore a Bilancio, Patrimonio e Società partecipate Francesco Notari - e, sebbene negli ultimi due anni ci siano state manovre di riduzione, c’è ancora molto da lavorare, soprattutto sul lato della spesa e soprattutto a livello dello Stato centrale. Il Comune di Reggio Emilia continua a fare sacrifici, lotte agli sprechi e razionalizzazioni importanti, al fine di non alzare le tasse, pur in presenza di richieste di servizi crescenti ed esigenze sempre maggiori e più diffuse di assistenza. Stiamo creando le condizioni, affinché si possa pensare anche ad una riduzione delle tasse locali, che tuttavia restano le più basse della Regione. Un’analisi attenta dovrebbe sempre correlare il livello di tassazione con la quantità e la qualità dei servizi offerti”.

Il Bilancio di previsione 2016 del Comune di Reggio Emilia non prevede, per il terzo anno consecutivo, alcun incremento di aliquote per l’addizionale Irpef, nonché per l’Imu. Reggio Emilia si conferma, anche per il 2016, come il capoluogo dell’Emilia-Romagna con la minor pressione fiscale pro capite complessiva.

Nella tabella a fianco, a titolo di esempio, il quadro delle riscossioni 2015, nel confronto fra le diverse città emiliane.

Il 2016 porta inoltre la grande novità dell’abrogazione della Tasi sulla prima casa e di altre importanti agevolazioni sull’Imu per famiglie ed imprese.
Le tasse locali, nel 2016, scenderanno dagli attuali 96 milioni a circa 80, con un decremento medio del 20%, di cui beneficeranno in particolare i proprietari di prime case.
“Questa misura – sottolinea Notari - potrà far ripartire i consumi interni e con essi si agevolerà la ripresa economica”.

Tassazione locale nel quadro nazionale – se, secondo le studio di confcommercio, un piccolo imprenditore che dichiara 50.000 euro, deve pagare 17.970 di imposte irpef e irap, se ne deduce – la precisazione è sostanziale - che la tassazione è del 35,9% e non del 55%, come è stato invece riportato.
A proposito di Irpef, lo stesso studio di Confcommercio evidenzia che l’addizionale comunale del Comune di Reggio Emilia è inferiore a ben 16 città sul campione di 22.
Peraltro, Reggio Emilia assicura la detrazione più alta in regione su tale addizionale, esentando dal pagamento i contribuenti fino a 15.000 euro di reddito.
Inoltre, a Reggio Emilia l’addizionale comunale Irpef è ferma da diversi anni e nel confronto con gli altri capoluoghi dell’Emilia-Romagna emerge che Reggio Emilia è, con ampio margine, la città con la minor pressione fiscale pro capite sull’addizionale Irpef.
Per quanto attiene l’Irap, trattandosi di imposta regionale, il confronto con altri comuni della regione dà luogo ad una ovvia uniformità di imposizione. Le aliquote applicate dalla Regione Emilia-Romagna sono inferiori a quelle di Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Marche, identiche a quelle di Lombardia, Piemonte, Liguria, Umbria, Veneto, Friuli e superiori solo a quelle di alcune Regioni a Statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Sardegna), il cui sistema fiscale garantisce introiti non confrontabili e che oggi rappresentano uno degli ingiusti privilegi di alcuni territori, ormai inspiegabilmente, godono.