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Expo 2015, prende forma la mostra "Noi"

Ultimo Aggiornamento: 05/12/2015

Prendono forma le diverse sezioni che compongono NOI - Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane, la mostra curata dall'architetto Luca Molinari, in allestimento al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia.

E' una narrazione collettiva, che fa parte del progetto territoriale Reggio Emilia per Expo 2015 – www.reggioexpo2015.it - e racconta la cultura del territorio reggiano inteso come un unico sistema di persone, idee, storie, natura, capace di produrre qualità e innovazione. In relazione all'Esposizione Universale di Milano 'Nutrire il pianeta. Energia per la vita', nella mostra 'NOI' si declinano i temi Alimentazione, Agricoltura e Ambiente ricostruendo, in un unico grande racconto corale, le peculiarità della way of life di Reggio Emilia e della sua provincia, il vivere bene e il saper fare di un territorio che trovano in questo percorso caleidoscopico un’occasione per presentarsi al mondo. La mostra viene inaugurata sabato 16 maggio e resterà aperta per 12 mesi, fino a maggio 2016, quindi ben oltre il periodo di Expo Milano 2015.

NOI - Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane si articola in sezioni e coinvolge l'intero spazio espositivo del Palazzo dei Musei, in un dialogo costante con le collezioni permanenti, come in una grandiosa e affascinante 'stanza delle meraviglie'. Frammenti di passato, presente e futuro restituiscono, in un solo percorso narrativo, visivo e sensoriale, la dimensione di identità collettiva, racchiusa appunto nel pronome “Noi”: una mostra di Persone, prima ancora che di Cose.
Quello che ne segue è un percorso tutt'altro che didascalico che illustra, attraverso memorie collettive e storie contemporanee, la complessità e la ricchezza di un territorio raffigurato in un'ottica unitaria, che parte dagli argini del Po per arrivare alle pendici degli Appennini Tosco-Emiliani.
NOI combina storie presenti, passate e future di acqua e di terra, incrocia il mutevole e prezioso mondo delle comunità animali e ci guida tra le eccellenze dell’industria alimentare, meccanica e meccatronica.

Il percorso - Il percorso parte dalla soglia d’ingresso e porta lentamente all’ultimo livello, dove il racconto anche visivo del territorio reggiano trova la sua piena espressione.
Al piano terra e all’ingresso s’incrociano due eventi che fanno da introduzione alla mostra: l’Officucina, con il suo laboratorio su strada e gli spazi di lavoro all’interno, e l’atrio biglietteria, primissima stazione dei paesaggi contemporanei, che hanno generato l’immagine del territorio reggiano nel mondo.
I primi due piani, occupati dalle collezioni storico-archeologiche e dalla raccolta dei quadri, saranno punteggiati – come un incipit progressivo - da alcuni piccoli frammenti di “storie” e ritratti che faranno da apripista alla mostra. All’ultimo piano del palazzo, il sistema delle due sale principali, perpendicolari tra loro, sarà occupato da sezioni distinte che s’incroceranno all’altezza della scala d’ingresso.
Ogni sezione proporrà frammenti e storie di passato, presente e futuro e qui ciascun visitatore potrà recuperare materiali di approfondimento, indirizzi, contatti, link che riportino al territorio e ai luoghi da visitare fisicamente.

Storie di acqua, terra, animali e prodotti - L'acqua e la terra sono i punti di partenza di questo viaggio, che si sviluppa dalla Galleria centrale con due sezioni dedicate alle “Storie d’Acqua e Storie di Terra”, incentrate sul racconto delle tecniche e delle innovazioni che hanno consentito di raggiungere grandi progressi in agricoltura e gestire al meglio le risorse idriche.
Qui vengono ritratte la storia delle bonifiche lungo i secoli, la costruzione dei mulini e delle le città di nuova fondazione, la nascita dei consorzi legati alla gestione delle acque, la realizzazione dell’acquedotto reggiano e il mantenimento di un equilibrio ambientale diffuso.
A queste storie di acqua si contrappongono le storie di terra, che testimoniano la complessa relazione con la terra e il suo sfruttamento sia in pianura sia in collina, l’agricoltura e la sua rinnovata centralità, la terra come “materia madre”, i sistemi di coltivazione, le sperimentazioni e l’organizzazione del territorio, l’agricoltore, le tecniche, i forni e le terracotta.
In questo grande affresco sulla reggianità e sul senso del “Noi” si inseriscono, in un ideale dialogo con le prime due sezioni, le Storie di Animali, a ribadirne la centralità nel loro rapporto con le persone, i territori e i luoghi che ruotano intorno ad essi. Al nimel, il maiale, e al capital, la vacca rossa, razza autoctona di bovino da latte, ma anche il baco da seta, il cavallo e gli animali selvatici dell'Appennino, sono gli insostituibili compagni di viaggio, che hanno contribuito e contribuiscono in modo fondamentale allo sviluppo dell'agricoltura.
Arricchisce questa sezione un'appendice costituita dagli animali fantastici di Lazzaro Spallanzani.

Immagini di persone, tecnologie e laboratori dei sensi - L'acqua, la terra, gli animali, ma anche lo sviluppo che le comunità reggiane hanno generato e continuano a generare in termini sia di territorio sia di benessere. Il racconto del Noi si arricchisce dei progressi raggiunti grazie agli strumenti, tradizionali e digitali, alle macchine e alle tecnologie, e delle storie delle comunità reggiane che hanno generato e continuato a generare la ricchezza del territorio, intesa come benessere economico, sicurezza sociale e qualità del vivere. Sono i protagonisti del modello Reggio Emilia, che hanno contribuito a renderlo conosciuto e imitato non solo in Italia: cooperative, consorzi, associazioni, partiti, laboratori universitari, distretti scolastici, Reggio Approach, che testimoniano appieno il significato e il valore dell’essere comunità in questa terra: un modello capace di produrre nel tempo forme comunitarie ed etiche.

In questa sezione si inserisce il progetto del fotografo Kai-Uwe Schulte-Bunert e della giornalista Marta Dore: una galleria di ritratti raffiguranti alcuni dei personaggi dell'attualità, che guidano i visitatori dall'ingresso del Palazzo dei Musei fino al terzo piano dove saranno raccolti in uno spazio dedicato.
In quella che è una delle terre dell'eccellenza agroalimentare italiana, non poteva mancare una parentesi dedicata al mangiar bene e alla cucina intesa come cultura alimentare diffusa, raccontata attraverso i ricettari, gli erbari, gli speziari e le salumerie, l’educazione alimentare dalle scuole al quotidiano e alle tradizioni.
Tale parentesi trova una concretizzazione nel “Laboratorio dei sensi reggiani”, in cui l’esperienza dell’incontro con i mondi del Parmigiano-Reggiano e del maiale, del Lambrusco e dell’Aceto Balsamico, oltre che della gastronomia tradizionale reggiana, diventano un'esperienza visiva e sensoriale unica che mette a contatto le icone della tradizione alimentare reggiana con i loro possibili futuri e la loro unicità.

Quel che ci attende - NOI è anche costruzione di futuro, dove il territorio e i suoi prodotti come risultato di un’intelligenza collettiva diffusa e come beni comuni: i prodotti tipici del territorio reggiano come risultato di una costante sperimentazione, le tecniche e le ricerche dalla meccanica alla meccatronica, il sistema agro-alimentare, le sue filiere e l’ossessione della qualità, i prodotti, le nuove forme di produzione energetica.
NOI ricostruisce e rappresenta la Reggio Emilia di ieri, oggi e domani, testimoniandone una forza e una ricchezza che trovano la propria origine nella tradizione e che puntano al futuro consapevoli di quanto il passato ha costruito e rappresentato. Questa interazione tra passato, presente e futuro si sviluppa anche grazie appunto al rapporto tra la mostra e Officucina, un laboratorio su strada posto all'esterno del palazzo e curato da Food Innovation Program (il Master sulla food innovation promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Institute for The Future di Palo Alto e Future Food Institute di Bologna), dove si produrranno ulteriori materiali che saranno inseriti nell'allestimento interno.
A rafforzare l'idea di una mostra “viva” è, infine, anche lo Spazio Incontri, con il suo calendario di eventi, workshop e appuntamenti concordato con tutte le realtà produttive, sociali e culturali del territorio.