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Le politiche pubbliche per la felicità, ecco i Social Cohesion Days 2016

Ultimo Aggiornamento: 05/19/2016

Accoglienza, disuguaglianze, reddito minimo, qualità e innovazione nei servizi educativi, ma anche indennità di accompagnamento e media education: questi i temi al centro dei “Social Cohesion Days”, il festival internazionale della coesione sociale, che si è svolto dal 26 al 28 maggio a Reggio Emilia. Tre giornate di confronto e oltre 20 appuntamenti sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell’economia, della politica: dal ministro Giuliano Poletti a Benjamin Radcliff e Alexander Pacek, da Romano Prodi a François Bourguignon

Ridurre i divari economici, sociali e territoriali esistenti a livello nazionale ed europeo: è questo l’obiettivo delle politiche di coesione, le principali politiche di investimento dell’Unione Europea. In che modo? Sostenendo la creazione di posti di lavoro, la competitività tra imprese, la crescita economica, l’investimento nelle politiche per l’infanzia, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

L’iniziativa è stata promossa da tre organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia, Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Reggio Emilia accoglie la seconda edizione dell’evento come città che, per vocazione, mette le persone e i loro bisogni al centro del progetto di comunità.

La “Politica della Felicità” è il tema di apertura: Benjamin Radcliff, politologo dell’University of Notre Dame, Stati Uniti, e Alexander Pacek della Texas A&M University si confrontano sulla relazione tra le politiche pubbliche e la felicità umana all’interno delle democrazie industrializzate (giovedì 26 maggio, Teatro Cavallerizza). Chiude il festival un dialogo su “Disuguaglianza, democrazia e coesione sociale” tra Romano Prodi, fondatore e presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, e François Bourguignon, ex capo economista della Banca Mondiale (sabato 28 maggio, Teatro Cavallerizza). Tra i due eventi altri 20 appuntamenti, moderati da grandi giornalisti - Riccardo Iacona, Ferruccio De Bortoli, Gad Lerner – con oltre 50 relatori appartenenti a diversi mondi (università, istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore e della società civile, imprese) che affronteranno le varie facce della coesione sociale: immigrazione, inclusione sociale, istruzione, media education, infanzia, integrazione europea.

Hanno detto

“La felicità e le politiche in suo favore sono un tema semplice e profondo, scelto per questa seconda edizione di Social Cohesion Days, che va dritto al cuore del problema: la qualità della vita delle comunità e dei ogni persona – ha detto il sindaco Luca Vecchi – La felicità, ci ha detto Robert Kenney, non è misurabile attraverso il Pil. Bene se cresce, ma il Prodotto interno lordo non è e non può essere metro di tutto, non indica la felicità generata dai valori immateriali che danno senso alla vita, come le relazioni sociali che sono principali generatrici di felicità e che l'azione politica deve favorire per superare il venir meno dei legami relazionali, l'emergere di nuove paure, le solitudini che vanno affermandosi.
“I Social Cohesion Days, a cui il Comune di Reggio Emilia partecipa attraverso la collaborazione con il promotore, la Fondazione Easy Care – ha concluso il sindaco - saranno anche quest'anno, con il contributo di autorevoli relatori, un'importante opportunità per fare luce, per aiutarci a comprendere la nostra comunità e il futuro, per una valida discussione e diffusione culturale”.

“I Social Cohesion Days sono l’espressione collettiva di chi crede che la coesione sociale non possa essere costruita dall’alto o dal basso, ma debba essere un processo circolare in grado di coinvolgere tutti” - sottolinea Raul Cavalli, portavoce del Comitato Promotore del festival, che precisa: - “Da qui la necessità di costruire delle infrastrutture che consentano di rendere protagonisti i cittadini che si organizzano e si attivano dinamicamente per determinare una società migliore, ricreando così un patto tra le generazioni e – guardando più in grande – tra gli Stati e i loro cittadini”.
La seconda edizione del festival è stata ufficializzata nel febbraio scorso a Roma in una sede d’eccezione: il meeting di Confindustria con Papa Francesco, che ha riunito per la prima volta le imprese italiane in Vaticano. Settemila imprenditori hanno incontrato Papa Francesco per celebrare il “Giubileo dell'Industria”, dove è intervenuto anche Raul Cavalli in qualità di presidente della Fondazione Easy Care che, ricordando l’appuntamento con il festival, ha sottolineato: “Basta con la tirannia del Pil, bisogna investire in settori che possano creare nella società civile un senso di appartenenza”.

Il festival ha tenuto a battesimo un’iniziativa unica in Europa: l’Osservatorio Internazionale sulla coesione e inclusione sociale (OCIS), che è stato presentato giovedì 26 maggio nel corso dell’incontro “La realtà attraverso i dati”, introdotto da Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa. Partendo dal presupposto che la coesione sociale è anche il prodotto di politiche pubbliche inclusive e volte alla promozione del bene comune, l’Osservatorio si propone l’obiettivo di essere un laboratorio di idee e proposte per il rafforzamento della coesione sociale in Italia e all’estero e di fornire utili strumenti di conoscenza circa la genesi, lo sviluppo e il consolidamento della coesione sociale nelle comunità politiche e sociali contemporanee.
Inoltre è stata presentata una selezione di esperienze concrete di coesione sociale in Italia: circa 60 progetti in totale, che spaziano dalla protezione delle categorie vulnerabili (anziani, minori, disabili) a forme innovative per la risposta ai bisogni delle comunità e l’erogazione di servizi di welfare, dalla promozione del dialogo interculturale, all’accoglienza dei rifugiati. L’obiettivo è dare avvio a un percorso di incubazione di progetti di coesione sociale, creando relazioni tra i protagonisti e sviluppando idee sostenibili ed innovative.

I Social Cohesion Days hanno ricevuto il patrocinio di: Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, UNICEF, Consiglio d’Europa, Parlamento Europeo, Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Emilia Romagna e Fondazione Cariplo.