Progetto Rosemary

Ultimo Aggiornamento: 09/22/2017

Dal 1997 il Comune di Reggio Emilia, in rete con il progetto “Oltre La Strada”della Regione Emilia-Romagna, ha attivato diversi interventi istituzionali nel campo della prostituzione e della lotta alle forme di sfruttamento e tratta di esseri umani tra i quali il progetto Rosemary: un'unità di strada che partendo dai luoghi dello sfruttamento sessuale costruisce un percorso di accoglienza per coloro che scelgono di cambiare vita.
Il progetto si struttura su due livelli:

  • Unità di strada (Uds) con operatori dedicati che si recano nei luoghi dove le persone si prostituiscono per incontrarle, avviare con loro relazioni positive, accompagnarle ai servizi sanitari della Azienda locale e informarle delle possibilità che la legge offre per le persone che intendono uscire dalla strada. L'equipe è composta da operatrici e mediatrici linguistico-culturali ( di nazionalità romena, nigeriana, cinese che accompagnano le operatrici nelle uscite e nella costruzione di percorsi mirati con le persone incontrate). 
    L'approccio delle unità di strada al fenomeno della prostituzione è centrato sulla riduzione del danno, con interventi che possono avere una forte corrispondenza con i bisogni più immediati: monitoraggio del fenomeno e raccolta dati, sensibilizzazione e informazione sanitaria attraverso distribuzione di materiali informativi, materiale sanitario e accompagnamento ai servizi sanitari. La distribuzione di generi di conforto alimentare diventa un modo per creare un clima di fiducia e di maggiore investimento relazionale.
  • Percorsi di accoglienza in luoghi protetti gestiti dall’Associazione Rabbunì con la quale il Comune attiva una specifica convenzione che prevede oltre all’accoglienza e ospitalità, l’attivazione dei percorsi di 
    protezione sociale” previsti dalla attuale normativa, favorendo percorsi di inserimento sociale come corsi di alfabetizzazione, di formazione e di avviamento al lavoro con l'obiettivo di arrivare ad una piena autonomia economica e lavorativa, o il rimpatrio nel proprio paese di origine. Vengono attivate tutte le procedure necessarie alla regolarizzazione ed offerto un sostegno per l'iter processuale nel caso di denunce nei confronti dei trafficanti,
    Il progetto è in grado di accogliere anche mamme con bambini, persone con problemi psichiatrici o di salute e coloro che hanno la necessità di lasciare la città per motivi di sicurezza (in collaborazione con le Forze dell'Ordine), persone vittime di sfruttamento lavorativo attivando forme di re-inserimento socio-lavorativo.

Progetti

Progetto invisibile
Il progetto Rosemary svolge anche attività di osservazione del territorio in cui il fenomeno è poco visibile con attività finalizzate alla conoscenza della prostituzione cosiddetta invisibile, ossia nei luoghi al chiuso come appartamenti e locali.
Il fenomeno della prostituzione esercitata in luoghi chiusi - appartamenti e locali di intrattenimento sessuale si è affiancata in modo consistente alla prostituzione di strada. Per la sua natura “invisibile” è un fenomeno di difficile conoscenza, molto spesso indiretta, che tuttavia richiede di essere indagato, conosciuto e affrontato, anche dal punto di vista dell’intervento sociale.
La Regione Emilia-Romagna ha promosso un modello di intervento comune con azioni di raccolta e analisi dei dati sul fenomeno, azioni di contatto diretto con il target, azioni di rete locale e regionale. 
Gli obiettivi sono la conoscenza e monitoraggio del fenomeno della prostituzione al chiuso, promozione della prevenzione sanitaria, contrasto al racket e alla microcriminalità, mediazione dei conflitti con la cittadinanza, sensibilizzazione della comunità. 

Progetto Eva Luna
Il progetto Rosemary da anni collabora con il Centro per la Salute della Famiglia Straniera con il progetto Eva Luna, una giornata dedicata alle persone che lavorano in strada. Il Centro per la Salute della Famiglia Straniera è un servizio della AUSL rivolto a tutte le persone che hanno bisogno di assistenza medico-sanitaria, ma non hanno i documenti e perciònon risultano iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. 
Il Centro, ad accesso gratuito, offre la possibilità di incontrare un medico, di farsi scrivere ricette, di prenotare visite ed esami, di avere informazioni sulle possibilità e sui servizi in ambito familiare e infantile. Oltre al qualificato personale medico, sono presenti mediatrici culturali di lingua araba, cinese, russa, albanese, moldava e centro africana, che aiutano a risolvere problemi e difficoltà linguistiche.
Le ragazze possono accedere all’ambulatorio autonomamente oppure essere accompagnate dalle operatrici del progetto Rosemary. 

Le collaborazioni

Il progetto Rosemary ha costruito negli anni una serie di collaborazioni, con: Az. Usl (Centro per la Salute della famiglia Straniera),Arcispedale Santa Maria Nuova (Reparto Infettivi e Pronto Soccorso),Questura di Reggio Emilia (Squadra Mobile - Ufficio stranieri), Carabinieri di Reggio Emilia,Polizia Municipale, Guardia di Finanza, Caritas,Avvocati di strada, e Comitati Cittadini in progettazioni territoriali.
Nel corso di questi anni ci sono state collaborazioni con: Caritas, Cooperative Sociali, Arcigay, Mit, Enti di Formazione, famiglie e comunità disponibili all'accoglienza.
Il progetto inoltre è in contatto con altre forme di intervento analoghe (pubbliche e del privato-sociale) in Italia.

Normativa

Programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale a favore delle vittime di grave sfruttamento, riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani, ex art. 18 D.Lgs. 286/98.

Dove Rivolgersi:
Ufficio nomadi prostituzione e carcere
Indirizzo: Via Guido Da Castello, 13 - 42121 Reggio Emilia
Orario: su appuntamento
Telefono: 0522 456711 - 0522 585071
Fax: 0522 436747