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+d1. Reggio Emilia. Cultura per la scuola

  • logoUna risorsa per la scuola
    Superando paure e timori dettati dall’emergenza vissuta in questi mesi a causa del Covid – 19, in ascolto dei bisogni della scuola e delle sue potenzialità, il comune di Reggio Emilia per l’anno 2020-2021, promuove una nuova e rinnovata edizione del progetto +D1 – Cultura per la Scuola al fine di garantire nel nuovo anno scolastico una ricca offerta di opportunità educative, che pongono le scuole al centro della comunità e contribuiscono alla trasmissione del sapere, allo scambio di culture e linguaggi, alla formazione del pensiero critico.
Gianni Rodari e Reggio Emilia in occasione del centenario
  • Rodari
    La nuova edizione di +d1 è dedicata al più grande scrittore di favole e filastrocche del novecento italiano: Gianni Rodari, nel centenario della nascita.
    Lo scrittore di Omegna che inventò un nuovo modo di guardare il mondo usando gli strumenti della parola, del gioco e dell’immaginazione, premio Andersen nel 1970 (massimo riconoscimento nell’ambito della letteratura per l’infanzia), ebbe un rapporto speciale con la nostra città.

    Una menzione particolare meritano le giornate di formazione, i famosi Incontri con la Fantastica con gli insegnanti delle scuole dell’infanzia, elementari e medie della città, che egli tenne nel 1972 a Reggio Emilia su invito del comune da una idea di Loris Malaguzzi, di cui presentiamo una registrazione video.

    Furono incontri nel corso dei quali Rodari illustrò le infinite potenzialità per i bambini, così come per gli adulti, del connubio tra immaginazione e logica, e i cui esiti, confluirono nel prezioso libro Grammatica della fantasia, manifesto teorico dell’arte di inventare storie, pubblicato da Einaudi nel 1973, e dedicato alla nostra città. Un libro più attuale e necessario che mai per riconoscere il ruolo della creatività all’interno del processo educativo.

    Ma il legame con Reggio Emilia non si esaurì qui. L’ultimo Rodari, collaborando con un grande burattinaio come Otello Sarzi e con Mariano Dolci, si avvicinò al Teatro di strada, visto come una forma espressiva capace di arrivare a tutti i bambini anche a coloro che non sanno leggere ed hanno abbandonato la scuola.
  • Rodari