Al via il progetto 'Cibi di strada'

Data di pubblicazione: 17/04/2018

È stato presentato il Protocollo che dà inizio al progetto ‘Cibi di strada’, promosso dal Comune di Reggio Emilia con il servizio Sanità pubblica veterinaria dell’Azienda Usl di Reggio Emilia e il dipartimento di Scienze della vita dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per la valorizzazione e la promozione dei luoghi dello street food a Reggio Emilia.

In Italia, ogni regione ha il proprio cibo di strada tipico, specialità gastronomiche che vengono da lontano e hanno radici nelle tradizioni della cucina povera e che rappresentano oggi un modo di nutrirsi veloce, ma di qualità. A Reggio Emilia, sia in centro storico che in periferia, sono numerosi i negozi che, tutti i giorni e in forma stabile, vendono cibo di strada: non solo specialità tradizionali, come “il gnocco” o l’erbazzone ma anche pietanze come kebab, chapati indiano o taboulè, provenienti da paesi esteri, in particolare dall’area del Maghreb, dal Pakistan e dall’India.

A fronte di questa crescente diffusione, l’Amministrazione comunale ha progettato un’attività di valorizzazione di alcuni di questi operatori, che è anche un’occasione per censire, far scoprire o riscoprire i cibi di strada italiani e stranieri presenti in città e per riunirli sotto un unico marchio, al fine di creare una mappa dei luoghi in cui è possibile acquistare cibo di strada di qualità. A questo si aggiunge il progetto che l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in stretta collaborazione con l’Ausl - che svolge un servizio di prevenzione e controllo nei confronti degli esercizi commerciali coinvolti - sta portando avanti sul tema della microbiologia predittiva, che significa svolgere attente analisi delle carni utilizzate nella ristorazione e, tra queste, la carne utilizzata per il kebab.

Hanno detto

Il progetto “Cibi di strada” è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessora a Sicurezza, Attività artigianali e Commercio Natalia Maramotti, il dirigente del servizio Sicurezza Alberto Bevilacqua, il direttore del Servizio di Sanità pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia Mauro Grossi e la presidente del corso di laurea magistrale in “Controllo e sicurezza degli alimenti” Patrizia Fava.

“Dalla collaborazione tra enti nasce un progetto che, nel costruire una vera e propria filiera all’interno di una rete stabile di soggetti uniti da un comune logo, interviene su qualità dei cibi ed estetica dei luoghi, nonché comunicabilità delle attività coinvolte – ha detto l’assessora Natalia Maramotti - Questo significa lavorare non soltanto sulla promozione della qualità dei cibi e dei contesti commerciali, ma anche sulla sicurezza urbana, un tema fondamentale per i contesti specifici da cui partiamo, come via Roma o via Turri, risultati più vulnerabili rispetto ad altre zone della città”.

Il protocollo

Il progetto riguarderà nella sua prima fase solo alcune aree della città - la zona della Stazione ferroviaria, via Roma, via Emilia Santo Stefano e via Emilia San Pietro - dove sono presenti circa una ventina tra forni e rivenditori di kebab.

Il progetto verrà presentato ai singoli artigiani di queste zone e verrà loro proposto di aderire alle diverse attività che 'Cibi di strada' prevede: incontri di informazione e formazione sulle tematiche relative alla preparazione dei cibi e alla conservazione, alla gestione amministrativa con gli uffici comunali , alle possibili attività di restyling dei punti vendita. I partecipanti avranno la possibilità di essere promossi all'interno di strumenti di comunicazione e iniziative che l'Amministrazione organizza (ad esempio lo Street food festival in zona stazione).

Per valorizzare e promuovere la rete dei Cibi di strada saranno realizzati alcuni strumenti quali una vetrofania, una cartina con informazioni utili sui vari esercizi e gli aderenti saranno citati sulla pagina del sito web del Comune dedicata al progetto.